La sveglia al mattino

Parliamone.
Fino al liceo ho usato il metodo della radiosveglia.
Alle sette meno qualche minuto, cascasse il mondo, lei si accendeva: la stazione era sempre la stessa, Radio 105, così come il programma, “Tutto esaurito”. Si può dire che l’ho vista nascere, questa trasmissione, e mi ci sono affezionata tanto da far appassionare anche mio fratello, che adesso si sveglia esattamente allo stesso modo.
Durante i primi anni di università, quando ancora frequentavo qualche lezione all’alba, non potevo svegliare tutto il palazzo sparando la musica a mille poco dopo le sei del mattino, così ho incominciato ad affidarmi al cellulare.

Il primo cellulare che usavo faceva fatica a far partire un mp3, così mero costretta ad usare le musiche preimpostate come sveglia del Samsung: più che dring-dring non facevano.
Quando ho cambiato telefono (e soprattutto ho capito come si faceva a caricarci su i file facilmente) mi sono data alla pazza gioia. Ho messo alcuni dei miei brani preferiti, un po’ da usare come suoneria e un po’ come sveglia.
Ci sono state mattine quindi in cui mi sono svegliata con “Life in technicolor II” dei Coldplay, con Alan Parson Project e “Eye in the sky”, con “September” degli Earth, Wind and Fire.. ma niente da fare. Tempo un paio di giorni e mi ritrovavo ad odiare, letteralmente, quelle canzoni. Proprio loro, quelle di cui so a memoria ogni respiro, ogni virgola.
Non fate quest’errore, mai.

Così, ho deciso di adottare un’altra tecnica: inserire delle canzoni talmente stupide da essere un po’ antipatiche di natura; canzoni che per me non avevano nessun significato (o quasi) e di cui potevo abusare per 365 giorni l’anno senza alcun problema.
Allora, il mio cellulare a quel punto suonava con “Super superman” di Miguel Bosè e “Spice up your life” delle Spice Girls (pietra miliare della fine delle scuole elementari), ma anche quello è stato uno sbaglio: mi sono quasi innamorata di nuovo di pezzi che avevo dimenticato, perciò era un peccato utilizzarle tutte le mattine per niente, perché le ascoltavo con gusto e rimanevo lì nel letto troppo tempo.
Paradossalmente erano quasi “perle” ai porci, insomma.

Attualmente l’mp3 che mi sveglia è questo, ma inizia a salirmi la nausea non appena sento gli uccellini. E’ che ho pensato: Pavarotti, Nutella, archi all’inizio, “Buongiorno”.. molto soft, quindi tollerabile, ma troppo “pizza spaghetti e mandolino” per amarla.

E infatti la sto per cambiare.
Vi avviso: sto tentando un’altra strada. Sto spostando sul cellulare questa, che esula da tutte le categorie che ho descritto prima. Nella mia testa, Mon Amour è catalogata come “spagnolo e schifo”.

Vi saprò dire domani.
Ma si accettano suggerimenti: se il buongiorno si vede dal mattino, devo fare in modo che Gigi D’Alessio non ci sia neanche in cartolina.