Le Fisse #3 – Brunori Sas, The Affair e un’altra cosa

La vita di tutti i giorni ci riserva soltanto schifo, fra terremoti, attentati e presidenti degli Stati Uniti, quindi nel mio tempo libero cerco di circondarmi di cose che poi così tanto schifo non fanno. In questa tornata delle “fisse del periodo” abbiamo una musica, un telefilm e un negozio online. Poteva andarci peggio: potevo per esempio limitarmi a parlare dei Nascondini, i nuovi biscotti del Mulino Bianco creati dal demonio e probabilmente tagliati con la droga, tanta è la dipendenza che danno, ma per questo abbiamo già Banderas.

1 – Sulla musica ognuno c’ha le sue fisse. Io potrei anche star qui a dire giorno e notte che l’album di Brunori Sas è bellissimo, ma se ti piacciono i Modà o Gigi D’Alessio ti continueranno a piacere i Modà o Gigi D’Alessio e difficilmente ascolterai altro. Quindi lungi da me dal plasmare i tuoi gusti musicali; vengo in pace. Però secondo me il nuovo album di Brunori Sas è davvero bellissimo.

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Dieci cose molto intelligenti che mi fanno sentire vecchia

È arrivato quel momento. In questi ultimi mesi si è fatta largo sulla mia fronte una ruga; se ne sta lì, in attesa di aprirsi come la Porta della Luna di Lysa Arryn e io non ho ancora capito se è una ruga d’espressione o di vecchiaia,  ma fa lo stesso. Non è quello che mi preoccupa. È arrivato quel momento lì, quello in cui devo fare il conto. Sto compilando un modulo: nome ok, cognome ok, età vent-ehm-isette? Otto? Trenta?!

Non ho problemi a ricordarmi il numero di telefono di Deejay Chiama Italia (tre quattro due, cinque due due – un numero che manco uso, tra l’altro) e invece faccio fatica a ricordarmi quanti anni ho. Non è colpa mia, vostro onore: il tempo passa e tu non passi mai e io continuo a credere che “le torri gemelle” sia successo qualche anno fa e che i bambini nati nel 2005 stiano ancora all’asilo a giocare con il Didò e i Playmobil.
Potrei stare qui ad elencare i motivi per cui mi sento vecchia anche se a volte mi date “non più di venticinque anni” (vi amo tutti), ma per farla breve ne ho scelti dieci. Come sempre molto intelligenti.

DIECI COSE CHE MI FANNO SENTIRE VECCHIA “TAM AL CAN AD SAN ROCC”

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Se io profano con la mia mano indegna

Ti ho sognato stanotte, sembravamo essere finiti in un film di Wes Anderson e alla fine ci davamo un bacio. Un bacino così, piccolo piccolo, come questo. Forse non ce n’era motivo, o forse sì. Eravamo insieme ad altri davanti ad un bar, no non lo so quale, so solo che io avevo la mia giacca verde scuro con il pelo dentro, quella che metto di solito quando non fa così tanto freddo come in questi giorni. Stavamo parlando, non mi ricordo di cosa, ma tirava un po’ d’aria anche se c’era molta luce (magari era mezzogiorno, l’una, un orario del genere) e mi hai detto ‘cosa dici se andiamo dentro’, me lo hai detto così, senza il punto interrogativo e mi hai preso la mano in modo leggero ma deciso. Se io profano con la mia mano indegna questo santuario è un peccato gentile. Non avevi più il broncio. Dentro al locale c’erano dei personaggi che sembravano davvero usciti da un film di Wes Anderson e io ti ho proprio detto ‘ehi hai visto? Sembrano usciti da un film di Wes Anderson’, ‘Wes Anderson ma perché’ e io ho pensato cavolo parla e sembra sempre che non ci sia mai la punteggiatura, ma sono stata zitta perché se no magari mi dicevi ecco, ha parlato la professoressa. Allora ti ho detto una cosa del tipo ‘cos’hai contro Wes Anderson, la gente rompe i coglioni con Tarantino e io non posso dire che Wes Anderson è il mio Tarantino?’ – che poi a me Tarantino piace anche, voglio dire, chissenefrega di chiudere sempre le nostre convinzioni dentro a delle scatole per catalogare le cose come il migliore o il preferito o quello che ti piace di più, a me Pulp Fiction è piaciuto e Le Iene bah insomma ho ricordi confusi e non lo so però ecco guarderò altro e poi valuterò ma di sicuro non voglio convincerti che Wes Anderson fa dei capolavori se per te non lo sono. Oh. Ma alla fine poi cosa ce ne frega di Wes Anderson e di Tarantino dai ognuno guardi quel che gli pare basta che non mi fai spendere soldi nei cinepanettoni.

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Il senso gravitazionale che non c’è

“Un orizzonte degli eventi è, nell’accezione più diffusa, un concetto collegato ai buchi neri, una previsione della relatività generale. Secondo questa teoria, lo spazio ed il tempo formano un unico complesso con quattro dimensioni reali (detto spazio-tempo), il quale viene deformato dalla presenza di massa (o di energia).”

Ok.

“È definita come la superficie limite oltre la quale nessun evento può influenzare un osservatore esterno. Nel caso di un buco nero di Schwarzschild, l’orizzonte degli eventi si crea nel momento in cui, in un corpo autogravitante, la “materia” (concetto utilizzato qui per identificare insieme la massa e l’energia, che secondo la relatività generale sono la stessa cosa) è così concentrata che la velocità di fuga assumerebbe valori pari o addirittura superiori alla velocità della luce”.

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Riflessioni semiserie sulla fine di Gilmore Girls (SPOILER! SPOILER! SPOILER!)

Ho visto tutto. Mi è costato un mal di testa epocale e un sacco di ore sul divano alla ricerca della migliore delle posizioni, ma ne è valsa la pena.

Breve riassunto per chi è rimasto fuori dal mondo: sì, sto parlando di Gilmore Girls: A Year In The Life, il seguito (la reunion? il revival? la nuova serie? l’ultima stagione?) di Una mamma per amica.
Non vi nego che è sempre stato il motivo per cui ho fatto e rifatto mesi di prova e poi abbonamenti (due, fin qui) a Netflix. Narcos, Stranger Things – sì certo, bellissimi, ma la mia unica motivazione erano Lorelai e Rory. Io vi do i miei quindici euro e voi mi fate ritornare a Stars Hollow per un pochino. Mi sembra un buon compromesso.

Io non so spiegare cosa sia per me Gilmore Girls. È la mia coperta preferita. Tutti ne abbiamo una e per me è Una mamma per amica.
Nel lontano 2000 e qualcosa erano usciti ogni settimana i dvd con Tv Sorrisi e Canzoni; li ho comprati tutti. Però non avevo tutti i torti: non esisteva lo streaming, scaricare le cose con una linea 56k era impensabile e non avevano ancora inventato La5. Una vita di merda, insomma.

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