Una pigna a Sanremo 2016 – Eroi metropolitani: i Tipi da Festival

“Spiacente, il numero da lei selezionato non è raggiungibile”.
Niente Sanremo per me ieri sera. I compleanni vanno onorati e festeggiati – mica possiamo renderci schiavi di una cosa così banale come un palinsesto televisivo, eh – perciò libera uscita questo venerdì sera per me. Vino, carne e fanculo alla dieta, una volta tanto.

Non ho visto Sanremo e non ho sinceramente intenzione di recuperare in streaming, come mi aveva inizialmente suggerito Architetto. Ho dormito a spizzichi e bocconi per tre giorni, direi che mi sono meritata una sana e lunga dormita.

(Ah. So che siete in pensiero, ma purtroppo il miracolo non è avvenuto. Non mi sono svegliata con addosso le tette di Madalina come avevo sperato ieri l’altro. È un’ingiustizia).

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Una pigna a Sanremo – “Alabarda spaziale!”

Che fatica. Ve lo dico, amici, che fatica.
Per superare questa serata non solo ci sarebbe voluto un litro di mirto da bere a cena, in via preventiva. Ci vuole l’analista per riprendersi.

Non ho aggettivi per descrivere questa serata di giovedì, se non lenta, poco efficace e da programma di Carlo Conti. Fare le cover a Sanremo movimenta un po’ il menu, ti sembra non sia la solita minestra, ma sembrava di stare ad un gigantesco karaoke. Avendo la consapevolezza, però, che certe canzoni le canto meglio io.

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Una pigna a Sanremo 2016 – La prima puntata non si scorda mai

Prima di tutto devo dirvi una cosa: è scomparso. Non lo troviamo da nessuna parte.

Stasera è incominciato il Festival di Sanremo. Io avevo addirittura messo un allarme sull’iPhone per ricordarmelo, visto che avevo paura di morire collassata a letto dopo una giornata infinita come quella di oggi. Ma dimenticarsene sembrava impossibile, visti gli spot e gli hashtag che ci hanno fatto capitombolare all’Ariston come Povia nel 2006, e quindi ce l’abbiamo fatta. La prima serata non si scorda mai, dicono, ed è da qui che incominciamo a cacciare due balle come facciamo sempre, più o meno da quando eravamo piccoli così.

Quest’anno, come l’anno scorso (sul mare col pattino), conduce Carlo Conti. Che si è preso come dama di compagnia Gabriel Garko, senza un apparente motivo. Visibilmente paffuto nelle guance come sempre – le battute sulla sua faccia rifatta sono più vecchie di quelle sul colore di Carlo Conti – ma che nella versione impiegato con gli occhialini quasi quasi non ci dispiace. Se non fosse per una certa somiglianza…

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Netflix for dummies: i pro e i contro

Rullo di tamburi: ho fatto un account Netflix.
È  il 5 di novembre, quindi sono ancora nel pieno della prova gratuita, ma mi piace questa cosa di dispensare consigli manco fossi l’oracolo di Delfi.

Piper e Red in Vittorio Emanuele (chi è l'altra? Victoria Silvstedt?) [sorrisi.com]
Piper e Red a Milano per il lancio di Netflix (chi è l’altra, Victoria Silvstedt?) [sorrisi.com]

È ormai assodato che gli italiani si sentano davvero fighi quando un prodotto prettamente americano sbarca da noi. La settimana prima stare sotto al piumone a guardarsi telefilm in streaming era roba da sfigati, adesso è tutta un’altra storia. Su Facebook ci sono stati più tag “tizio sta guardando la tal cosa su Netflix” che “tizio si trova qui: Expo Milano 2015”. E ho detto tutto.

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