Qui la faccenda si fa sempre più seria

Sì, ho sicuramente fatto qualcosa ai capelli.

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Ce l’abbiamo fatta. Dopo aver meditato, pensato, studiato, sudato e traslocato, finalmente siamo riusciti nell’intento. 

Se nei giorni scorsi siete capitati di qua sicuramente avrete trovato il nulla più assoluto. Niente da leggere, niente da guardare, niente di niente. Mi immaginavo già tappi di spumante che volavano dalle bottiglie tenute lì per l’anno buono, trenini AEIOU-Y per il salotto con i boa di piume al collo.. E invece sono qua. L’avevo detto io che non andavo da nessuna parte.

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Vent’anni dopo

I don’t think it’s the cost of a stamp why we don’t write letters.
Inizia così il video di Bruce Farrer. “Non credo sia per il costo del francobollo”, dice. Anche se, caro Bruce, in Italia i francobolli crescono di prezzo ogni volta che cambia il vento.

La storia di Bruce Farrer (qui l’articolo) mi ha come portato in un’altra dimensione. Insegnante di lettere, canadese, in pensione da una decina d’anni, un sacco di studenti traghettati dall’infanzia verso la vita, quella vera. Un giorno assegna un compito, quasi banale: “scrivi una lettera all’uomo, o alla donna, che sarai fra vent’anni”. Lunga dieci pagine. (Forse un po’ troppo, prof; oggi quasi nessuno si metterebbe a dare un compito di dieci pagine, si ritroverebbe file e file di genitori altezzosi che lamentano una forte distrazione muscolare alle braccia dei propri figli).

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Qui si inizia a fare sul serio

No, non avete sbagliato sito. E’ semplicemente successo. Ieri, più o meno a quest’ora, sono riuscita a cambiare finalmente la grafica.

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Era da un bel po’ che ci pensavo. E’ da un bel po’ che penso a molte cose, in realtà – modifiche, interventi nuovi, spazi diversi – e non escludo, in un futuro non troppo lontano, di arrivarci. In ogni caso la prima cosa da fare era, inevitabilmente, cambiare l’impaginazione.
E’ stato un processo lento e consapevole, e in un certo senso anche sofferto, come quando la mia amica Lucia ha dovuto cambiare il suo primo cellulare (un Alcatel di plastica, tutto colorato) ma se lo portava dietro lo stesso nella borsa insieme a quello nuovo. Mi sono resa conto che c’era bisogno di saltarci dentro, di agire d’impulso, altrimenti sarei morta prima di riuscire a decidermi sul serio. Quindi ieri, una volta trovato il tema che poteva andar bene mi son buttata senza pensarci troppo. Tac, via il dente via il dolore.

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CBCR: barba, Cresci Bene Che Ripasso

Ok, mi avete definitivamente convinto.

Fino all’anno scorso (data ovviamente indicativa, perché è stato un lungo processo iniziato non mi ricordo neanche quando) mi dichiaravo fiera sostenitrice del viso maschile completamente sbarbato. Probabile che fosse un rimasuglio dell’adolescenza e del mi piace quel tipo dell’altra sezione, perché sono sempre stata una fan dei faccini puliti. Oppure era semplicemente una repulsione verso l’effetto grattugia – diciamolo, agli uomini piace la barba anche perché non sono soliti strofinarsi l’uno con l’altro in quelle 36 ore che seguono la rasatura. Se poi tu, fidanzata strofinata, hai anche la pelle delicata puoi benissimo metterti il cuore in pace, e invece no. Continuiamo a spendere soldi in creme antirossori e ci spalmiamo in faccia la bava di lumaca per prevenire la couperose.

Poi c’è stata la svolta e davvero mi avete convinto. Non solo la mia amica Vanna Banality Fair porta avanti da anni una crociata a favore degli uomini con la barba, ma attorno a me tutti sono cresciuti e hanno abbandonato la rasatura sistematica sotto la doccia per provare a ricoprire il loro mento di peli. (E’ vero, detta detta così fa prendere un po’ a male, ma ricordiamoci sempre che la barba, in ogni caso, è fatta di peli).

[brooklynclothing.com]
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Uomini ombra, uomini soli

Molti ancora non lo sanno, ma quasi ogni giorno siamo testimoni di una storia triste, e neanche ce ne accorgiamo.

Cosa vi succede quando passa Berlusconi in televisione?
Ho fatto un veloce sondaggio fra i miei conoscenti (ho anche valutato rapidamente il comportamento dei miei commensali quando a tavola si guarda il telegiornale, avranno pensato di mangiare con una pazza) e le risposte sono state variegate. C’è chi cambia subito canale o mette il muto al televisore; c’è chi si alza e ne approfitta per soffiarsi il naso; c’è chi gira per vedere se sul 5 è già incominciato Beautiful e c’è chi, come me, non riesce a staccargli gli occhi di dosso.

[ilfattoquotidiano.it]
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