Su #Masterchef – ovvero "cosa posso fare io in cucina in 5 minuti".

La mia vita ultimamente è affastellata di eventi – è un termine, affastellata, che non uso quasi mai, fra poco vi dirò come mai mi è venuto in mente, che fa così Camillo Benso Conte di Cavour.

Dicevo, è affastellata di eventi. In quest’ultimo periodo sembra che il caos regni sovrano un po’ ovunque, ma c’è una cosa – una – che cascasse il mondo sembra ripetersi sempre uguale: io che scrocco abilmente la cena a casa della mia amica e assisto con lei a ciò che il palinsesto di Sky propone. Prima era XFactor, ora è Masterchef.

Non potrei mai partecipare ad un programma simile. Non tanto perché non ho Sky ed è il primo anno che le mie papille gustative si lasciano tentare da una cosa del genere (sì, tempo fa all’ora di pranzo capitava che guardassi la Parodi ma mi ha stufato dopo poco, non parliamo dei vari Boss delle torte, Re del cioccolato, Regina dei macarons, Principe delle brioche salate, Mugiwara dell’insalata russa..). Non potrei partecipare proprio perché sarei una pippa.

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Dieci cose da scoprire se già conoscevi Parigi.

Di Parigi ho già ampiamente parlato. Ci sono stata col fidanzato a fine marzo di quest’anno, lui aveva bisogno di vedere il sito di progetto della sua tesi di laurea e io l’avevo gentilmente accompagnato.
Anche mia madre, sul finire di questo 2013, ha deciso di prenotare per portarci tutti a vedere la Gioconda. Io, lo ammetto, ero particolarmente disinteressata; l’avevo visitata troppo poco tempo prima, mi ricordavo tutti gli angolini e poi, insomma.. l’amore rende ciechi ma Parigi la mette a fuoco benissimo.
Così, mi sono divertita a fare fotografie di spazi che prima non avevo calcolato, a provare ogni tipo di cibo importato dall’America su suolo francese e a guardare con occhi diversi quelle cose che mi avevano sopraffatto la prima volta.

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1. I parigini hanno un problema con le persiane. Ma forse anche con le tende. Se prendete la RER dall’aeroporto Charles De Gaulle e andate verso il centro di Parigi, dal treno potrete vedere l’interno di ogni finestra che vi si staglia davanti agli occhi. Una mia amica su Twitter mi ha detto che è una cosa che ha riscontrato in molti posti tranne Italia e Spagna; io non ci avevo mai fatto caso finché non ho visto così tanta gente che, a differenza nostra, si rifiuta di murarsi viva dietro alle tapparelle.

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3 cose che ho imparato dai reality show.

Dicono che i reality e i talent show non servano a niente.

Lungi da me dal far partire una filippica in difesa della categoria: come ben sapete, ho immagazzinato nel mio database ore e ore di tv e programmi trash e avrei quindi materiale a sufficienza per scriverci un libro. Non vi dirò quanto ho riso quando la Gialappa’s Band faceva rivedere le follie di Patrick nella suite del Grande Fratello, né vi tedierò con la classifica dei miei protagonisti preferiti di Amici dal 2000 in avanti, comprese quelle edizioni in cui ancora mandavano gli rvm con le lettere dei parenti lette dalla voce baritonale di Maria De Filippi. So che volevate, ma non ne parlerò.

Una cosa però ve la dico. Non è vero che i reality e i talent non servono a niente.
Data la banalità di linguaggio e la loro povertà di argomenti, di solito aumentano la mia autostima: il Papa prescrive la “Misericordina”, io prescriverei invece di guardare Uomini e donne ogni tanto, perché fa sentire intelligenti e ci ricorda che c’è sempre chi sta peggio.
In più, alcuni episodi all’interno di programmi del genere mi hanno lasciato in eredità certe perle che ancora adesso sfoggio, quando mi ritrovo senza parole. E, credetemi, faccio un figurone.

Stilerò una TOP 3: una summa sulle citazioni che hanno, per me, fatto la storia.

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Non aprite quella scatola – La moda delle ragazzine durante il Millenium Bug

Sta tornando, e io lo leggo, il terrore nei vostri occhi. Sta tornando la moda anni ’90.
Si tratterà di una versione edulcorata, spero. Qualche richiamo, qualche capo dal gusto vagamente vintage, qualche accessorio.. E’ il massimo che riuscirò a tollerare.

I miei genitori utilizzavano fino allo sfinimento i Levi’s, mio zio invece adorava i Wrangler e i maglioni della Fila, ma tutti infilavano i loro piedi in costosissimi Camperos.
Erano comodissimi, come un guanto, dice sempre mia mamma. Nel ripostiglio probabilmente ce ne sono ancora un paio, in alto: quasi quasi tornerebbero a portarli tranquillamente tutti i giorni. Ecco: è questa la differenza fra “noi” e loro.

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Le 5 cose da fare quando non si ha niente da fare – versione estiva.

Voi non ci crederete mai, ma questo blog racimola un numero spropositato di visite anche quando non scrivo niente. Il motivo è semplice: la gente arriva qui perché ricerca su Google “non ho niente da fare”, “modi per passare il tempo”, “cose da fare in ufficio”.
Potrebbe essere un dato allarmante: sono tantissimi – siete tantissimi.
L’anno scorso avevo scritto un articolo con cinque idee per aiutare chi si annoia a passare un’oretta e credo che ormai chi è capitato qui abbia scandagliato il web in lungo e in largo, abbia pulito la macchina del caffè e tolto tutti gli scontrini dal portafoglio. C’è bisogno di nuove cose da fare, di nuovi passatempi, magari adatti al caldo torrido che ci prepariamo a sopportare.

So per certo che molti di voi andranno in vacanza, quindi sarei banale se vi consigliassi di prendere la macchina e fare una capatina al mare o al lago, oppure in campagna.
E’ uno spunto inutile per chi rimarrà in città fino a settembre: secondo il telegiornale durante i weekend estivi ci sono sempre 9 milioni di italiani sulle autostrade, ma hanno già detto che saranno 9 milioni gli italiani a rinunciare quest’anno. Tralasciando il fatto che i conti non tornano (fateci attenzione, ai dati dei tg, poi ditemi), prevedo che le ventole dei condizionatori sui balconi continueranno a girare, perché sempre più gente non si allontanerà dalle città neanche nei giorni della Madonna d’agosto.
Qualunque sia il motivo (io un’idea me la sono fatta..), ora che la tv non dà mai niente di nuovo, che la Serie A si è fermata, la Formula Uno è approdata su SKY e il MotoGP è interessante fino ad un certo punto, ci saranno tanti sabati e domeniche da riempire. Magari con cose inutili e di dubbio gusto come quelle che vado ad elencarvi.

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