Dimmi quanto sai dei mondiali #etidiròchisei

Perdonatemi. Durante l’anno esprimo in modo moderato la mia fede calcistica, ma questa volta dei mondiali ho proprio voglia. Sarà perché faccio parte della categoria degli orfani del Milan, e qui mi fermo – siamo in fascia protetta e ogni parolaccia, non appena arriva alle orecchie del mio fratellino, mi costa cinquanta centesimi.. Sento la necessità di provare della sana adrenalina sportiva, poco importa se arriverà dalla nazionale italiana o dalla Bosnia. Quest’anno prendiamo tutto quel che c’è.

Stasera, a mezzanotte, ci sarà la prima partita degli azzurri. Non preoccupatevi, non dovrete tornare a casa in anticipo dalla vostra serata perché mettono pioggia. Fortunatamente farà anche più fresco degli ultimi giorni. Mettete le birre in frigo, preparate del cibo spazzatura, tirate fuori la maglia fortunata del 2006 e raccontate (di nuovo, per l’ennesima volta) ai vostri amici dove eravate quando il cielo era azzurro sopra Berlino.
Per mezzanotte saremo carichi come delle mine. Oppure saremo disfattisti come un branco di hooligans, o ignoranti come i tifosi degli Stati Uniti (“svegliatemi quando fanno touchdown”). Nel frattempo, rinfreschiamoci la memoria.

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Una pigna a Sanremo – 2×04 – TEST: Dimmi quante ne sai #etidiròchisei

Ora d’aria, ieri sera. Anche volendo, non potevo proprio vedere il Festival, al venerdì ho un appuntamento fisso. Mi piacerebbe che mi raccontaste voi cos’è successo, anche se bah, dopo un po’ a uno gli viene a noia pure fare tutto il discorso.
Ci sarà stata la gara dei giovani (mi dicono abbia vinto Rocco Hunt, il rapper di Napule, ma io preferivo Diodato con Babilonia); ci saranno stati i BIG che avranno massacrato o nobilitato le canzoni d’autore.. Mi hanno detto c’è stato anche Silvan. Brr.

[tvblog.it]
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Ho recuperato solo Pif; tutto il resto sarà scivolato via come al solito. Qualche premietto della critica ai giovani (a tale Zibba), un premio per l’arrangiamento stabilito dall’orchestra (consegnato a Renzo Rubino per l’altra canzone, Per sempre e poi basta, che mi piaceva anche se démodé).. Le solite cose, insomma.

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Test 2 – Dimmi i telefilm #etidiròchisei

Esiste un principio nella vita, esattamente come il principio di Archimede con quella storia della tinozza e del liquido spostato o come gli altri aneddoti che raccontava la mia prof di fisica e che io, ovviamente, ascoltavo sempre. Dice, più o meno, “non vivrai mai abbastanza per leggere tutti i libri del mondo, per provare ogni ricetta che esiste e neanche per riuscire a guardare tutte le serie tv che vorresti”.

Ormai ci ho fatto il callo e sono abituata alle critiche, perciò non mi vergogno a dire che mi diverto guardando qualche telefilm.
E’ vero, potrei spendere il mio tempo libero andando a fare volontariato o leggendo qualcosa su come vivere a impatto zero sulla natura, ma nessuno è perfetto. Inoltre, si tratta solo di venti o quaranta minuti per volta; esiste una regola strana per cui quegli stessi quaranta minuti sono sacri se vengono impiegati per fare infinite partite all’XBox (alcuni ci mettono dentro anche il calcio e la serie A – di certo non io), ma sono una perdita di tempo se parliamo della nuova puntata di Grey’s Anatomy. Strano.

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Test 1 – Dimmi come dormi #etidiròchisei

Gli studi di ogni università che si rispetti lo testimoniano. Non so per quale motivo, ma c’è sempre un dipartimento di un college americano che, puntuale come un orologio svizzero, diffonde una ricerca su qualsiasi argomento.
Comunque, lo dicono gli scienziati: la qualità del sonno ha dei risvolti sul benessere psicofisico dell’uomo, dormire bene non dovrebbe essere un privilegio di pochi e, anzi, al nostro risveglio dovremmo essere freschi e riposati come una rosa.
Tranquilli, non vi voglio vendere il materasso con la tecnologia che si adatta al vostro corpo non appena vi ci stendete sopra, anche perché se devo dire la verità mi mette un po’ di angoscia pensare di andare a dormire su una cosa molliccia dove rimane la mia impronta. È un materasso, mica la Sacra Sindone.
Voglio confrontarmi con voi sull’argomento, anche se in realtà cerco solo un po’ di conforto: le mie abitudini sono un disastro. Mi auguro di essere la sola ad aver chiesto alla mia migliore amica, anni fa durante una vacanza studio, di aiutarmi a prendere sonno con la cantilena di tutti i nomi che componevano il suo albero genealogico. Eravamo arrivati ai bisnonni Venanzio e Clementina, credo, poi non ricordo più nulla. Magari mi aveva dato una botta in testa.

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Non ne sentivate anche voi la mancanza? (Un’introduzione ai test)

Non compravo spesso Top Girl, quando ero più piccola, ma posso dire con certezza che le mie parti preferite erano le pagine all’inizio, quelle in cui le ragazzine raccontavano i loro segreti inconfessabili, e i TEST. Ci mettevamo sul letto, rigorosamente con la porta chiusa, oppure tiravamo fuori il giornale dallo zaino nel tragitto scuola-conservatorio; una leggeva ad alta voce (di solito quella che aveva già scandagliato il numero da cima a fondo) e le altre tenevano il conto delle risposte.

Non so neanche se Top Girl lo vendono ancora – è già tanto se riesco a sfogliare Vanity Fair, quando la postina me lo consegna. Sento però terribilmente la mancanza dei TEST, voi no? Erano divertenti, scemi quanto bastava, irriverenti ma anche ovviamente banali e stereotipati.
Successivamente poi avevo trovato la mia oasi di pace con i “Test Fiu”, pietra miliare di quel forum che frequentavo, ma riguardarli oggi sarebbe come utilizzare quelle parole cadute in disuso e riportate sui vocabolari per dovere: V.A., valore archiviale, e stop.
Sicuramente potrei saccheggiare le edicole a colpi di monete da due euro e fare incetta di Cosmopolitan e Glamour, ma.. Troverei dei test firmati da sconosciute giornaliste che vivono chissà dove e hanno un background così diverso dal mio – dal nostro. Senza dimenticare i due euro che, certo, sono solo due euro ma ehi, sai mica quante Goleador potevi comprarci?
Ho quindi deciso di buttarmi: “Dimmi questo e ti dirò chi sei”, “Fai una giravolta, falla un’altra volta e ti dirò chi sei”. Mi diletterò, insomma, in cose di un certo spessore culturale.
Non sono certo un’autorità in materia, anzi, sono quello che i francesi chiamano les incompétents – che tra l’altro, oltre ad essere una verità assoluta è una delle mie citazioni preferite (le altre sono “Potere del cristallo di luna” e “Tua madre è così grassa perché mangia la salsa e non la balla mai”).

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