Perché San Valentino è San Valentino

Sabato è San Valentino. Sì, lo so a cosa state pensando. Ma aspettate un secondo, è una cosa seria.

Di solito succede così: a uno dei due (a uno soltanto, in genere non si è mai d’accordo su questi argomenti) viene lo schizzo di chiedere “facciamo qualcosa per San Valentino?”. Lo chiede così, tanto per sapere, con gentilezza. La risposta comprende una gamma di espressioni facciali più o meno felici (di solito molto poco felici), accompagnate magari da un leggero pippone metafilosofico – perché dovremmo festeggiare una festa così stupida, dico io, inventata per comprare regali stupidi e spendere dei gran soldi in cose stupide. E poi eccola là, la stangata finale: amore io ti amo tutti i giorni, non ho bisogno che arrivi San Valentino a ricordarmelo.

Per carità, è verissimo. Ma anche un po’ paraculo. Siamo sicuri che non ci sia bisogno di una ricorrenza, di un pretesto? Siamo sicuri che il resto dell’anno sia pieno di attenzioni e di amore, tanto da doversi per forza distinguere dalla massa, noi e le nostre convinzioni col naso all’insù?

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Quando la pigrizia prende il sopravvento e il telecomando indugia proprio lì

Non giudicatemi.
Ho passato un mese a guardare nient’altro che partite di calcio e a buttarmi a capofitto sulle odi di Orazio, solo il cielo sa quanto avessi bisogno di una pausa.
Così, è capitato che giovedì scorso L’Architetto non avesse tempo per me. O io non avevo tempo per lui, non ricordo, ma la sostanza non cambia: non ci siamo visti, neanche per fare un giretto dopo cena, un gelato in mano e tante zanzare a punzecchiare i polpacci (i suoi soprattutto).
Volevo sgomberare il cervello, era una di quelle sere in cui senti proprio il bisogno di leggere Sophie Kinsella o di cercare un telefilm non più complicato di Lizzie McGuire, ma alzarsi dal divano era troppo faticoso. Ero pronta ad appisolarmi dopo poco, col telecomando in bilico mentre cercavo disperatamente qualcosa da guardare che non fosse Super Quark – amici, lo so che sarebbe molto più educativo dedicarsi ad un documentario sugli antichi egizi o ascoltare Piero Angela che col suo ospite ultraottantenne ci illustra come scriveva Leonardo Da Vinci, ma mi rifiuto: Super Quark mi annoiava perfino quando ce lo faceva vedere il prof di scienze alle scuole medie, figurati adesso. Alla fine, gira che ti rigira sono capitata (ricapitata, devo essere sincera) su canale 5, su un programma per menti eccelse: TEMPTATION ISLAND.

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La corsa all’altare (tranquilli, non sto parlando di me)

Li sento già, i “ma sei solo invidiosa” che si leveranno alla fine di questo articolo. Pazienza.

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Happily ever after [gossip.fanpage.it]

E’ il mondo che sta girando troppo veloce o sono io che sono rimasta giù dalla giostra? Non capisco. Ho quasi paura ad aprire Facebook e chiederlo, perché rimarrei abbagliata dall’ennesimo annuncio di matrimonio che viene postato – quasi urlato, in realtà – appena dopo uno status sulla Juve e appena prima della foto di un gattino che cerca casa.

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Lettera Z – iPost del cuore.

Ne ho scritte molte, di cose, ma credo di non aver mai detto che il personaggio che più mi assomiglia è Sansone. Non Sansone quello delle vignette sulla settimana enigmistica – e anche su questo potremmo aprirci un dibattito: fanno ridere? Prima non le capivo, mi sembravano troppo stupide per essere vere, perché dai, alcune sono davvero stupide. Poi, purtroppo o per fortuna, ho fatto della freddura il mio pane quotidiano e molte battute che leggo di fianco al cruciverba e al crittografato non mi sembrano tanto diverse dalle mie, che tanto vengono criticate, dal vivo.
Ma non divaghiamo.

Sansone, dicevo, personaggio biblico. L’unica cosa che so – e probabilmente l’unica cosa in cui voglio somigliargli – è che la sua forza straordinaria veniva dai suoi capelli.

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Lettera V – iPost del cuore.

Ci sono poche cose brutte, al mondo. Alzarsi la mattina del 25 Dicembre e vedere che Babbo Natale non ha portato niente, per esempio. O rovesciare l’ultimo bicchiere di tè freddo quando hai proprio sete.
Io ne conosco una più brutta. Si chiama Vendetta.

Vi sarà capitato di subire un torto, di essere il bersaglio di qualcuno o di rimanerci male per qualcosa che vi è successo. Dipende dal carattere, ma di solito si inizia a covare rancore, e il rancore non è una cosa brutta come la vendetta – di più.
E’ un sacchetto di plastica che soffoca tutto ciò che di positivo può uscire da lì in poi. Si perde del  gran tempo, col rancore, che neanche alle poste il sabato mattina: i pensieri, i sotterfugi, ma allora ecco perché quello mi ha risposto e poi ha detto a quell’altro.. Tutto tempo sprecato.

Le donne, si sa, hanno uno spiccato senso nel riconoscere le dietrologie. Non a caso esiste una sola Signora in Giallo, che di nome non fa Angelo e dà le piste ai vari Derrick e Tenente Colombo. Per esempio, sono molto più perspicace rispetto al moroso: stiamo guardando un film, e dopo un quarto d’ora ho già più o meno capito cosa succederà; anticipo i sottintesi, mentre lui se ne sta inebetito e si gusta la trama poco alla volta.
Le donne hanno i super poteri per stanare le bugie, per raccogliere indizi, per carpire le sfumature. Ma dal momento che in ogni uomo c’è almeno una percentuale di elementi femminili, qualcuno si ritrova ferrato sull’argomento nonostante trasudi testosterone da ogni poro della pelle.

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