CALDO FOR DUMMIES #3 – "No ma tanto io non mi scotto mai!"

In attesa di stendere il nuovo articolo alla stregua di “cose da fare quando non hai niente da fare – edizione ESTATE”, che presumibilmente sarà online domani, vi ripropongo un pezzo che avevo scritto l’anno scorso, di ritorno da una toccata e fuga al mare. 
Era fine Luglio, allora: stavolta cerco di giocare d’anticipo dandovi qualche spunto per le vostre gite in montagna, in piscina o al fiume, o per le vostre (spero imminenti) vacanze.

Questo weekend sono andata al mare.
Il weekend dell’impiegato, da venerdì pomeriggio a domenica sera.

Non incominciate anche voi per favore a dirmi che non sembra, perché non sono tanto abbronzata. E’ ovvio: sono stata al sole solo poche ore e tutto l’anno ho un colorito che sta fra il color cadavere e la mozzarella di bufala, potevo forse tornare marocchina?
E no, non lo so com’era l’acqua. Quando l’ho tastata coi piedi era freddina; comunque non ho fatto il bagno, perché in realtà abbiamo un brutto rapporto, io e il mare.
Mi secca la pelle, l’acqua è troppo salata, sono freddolosa quindi mi sento sempre congelare, odio nuotare dove non tocco e poi non sopporto la sensazione del costume appiccicaticcio che mi si asciuga sul corpo lentamente. Mi sembra di essermi fatta la pipì addosso.

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CALDO FOR DUMMIES #2 – Le scarpe, e le Birkenstock.

– Guarda, ci sono tutte le tue scarpe in giro!

Quante volte me lo sono fatto dire, in casa.. Sono una seminatrice di scarpe compulsiva, lo ammetto. Anche di scarpe spaiate: se trovate una destra di un paio di Superga bianche numero 38, sicuramente è la mia.
Il punto è che le mie scarpe vagano per la casa tutto l’anno tranne che nei mesi estivi, perché ne uso solo un numero ristretto.
Quando fa caldo viene voglia di abbandonare ogni cosa che tenga costretto il piede dentro un involucro di tessuto, che sia tela o pelle.. A quindici anni avevo dichiarato guerra alle scarpe aperte: andavo in giro dodici mesi all’anno con le Adidas o le Nike (più, ovviamente, le calzine corte di cotone) oppure con le ciabatte infradito per andare in piscina. Non so dire se fosse perché mi vergognavo o se le trovavo comode, o se andava di moda cuocersi i piedi anche con quaranta gradi all’ombra.

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CALDO FOR DUMMIES – Lezione 0.

E’ arrivato il caldo. L’avete sentito anche voi, immagino.
A meno che non stiate guardando le montagne dalla vostra finestrella in Val di Fassa, e quindi non stiate girando con la felpa e col Kelto smanicato di sera, state di sicuro annaspando davanti al ventilatore o alla bocchetta dell’aria condizionata.

Ogni anno arriva il caldo. E con lui arrivano anche le zanzare, l’odore di Autan e dello zampirone sul balcone dei vicini; arrivano anche le lamentele del mio moroso, perché le zanzare gli mangian su perfino i pensieri, e le lamentele mie, perché mi devo sempre portare dietro uno spray per non sentirlo frignare.
I negozi si riempiono (ma erano mesi che quelle cose erano in vetrina: tu non le avevi mai viste, stavi ancora pensando alla maglietta da abbinare sotto al cardigan) di costumi da bagno, shorts e gonne corte, per far spazio poi alla ratamaglia confusa che viene esposta durante i saldi.
Arrivano anche le ciabatte, quelle infradito da spiaggia, che qualcuno si ostina ad indossare anche per fare un giro anche in Duomo a Milano. Arrivano i sandali con le borchie, i sandali di cuoio da pellegrinaggio in Terra Santa e i sandali con le zeppe di corda o di sughero. E le Birkenstock – ma ne riparleremo, nella prossima lezione.

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Le NUOVE cartoline brutte.

Ho già parlato in passato della mia mania di collezionare cartoline brutte. E’ tutto spiegato qui, se vi siete persi il post.

Dopo quella volta, molti miei amici e parenti (alcuni dei quali non erano al corrente della mia passione) mi hanno portato delle chicche dalle loro vacanze. Tanto che il quaderno viola quasi non si chiude più.

Quaderno delle cartoline

Amici, vi abbraccio tutti. Nei miei momenti di tristezza mi ritrovo a sfogliare il Quaderno ed è terapeutico quanto una puntata di Zelig.
Alcuni di voi hanno avuto il privilegio di poterlo vedere dal vivo, per tutti gli altri ho fatto delle foto veloci.
Sono opache perché le ho fatte col cellulare, che è un signor cellulare ma non possiamo mica pretendere più di tanto. Non ho più  una macchina fotografica da quando il mio moroso ha perso lo scontrino (sì, si è rotta e sì, era in garanzia.. e sì, l’ho un po’ insultato).

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Il Kindle, ovvero il chihuahua da borsetta 2.0

Volevo già comprarmelo per Natale, ma Amazon aveva deciso di rendere disponibili solo alcuni modelli (o quello base o quello da milioni di euro, uno pseudo-ipad), così ho dovuto aspettare. Un mesetto fa, alla fine, è arrivato, con TNT – una vera e propria consegna esplosiva – il mio KINDLE PAPERWHITE.

Che cos’è?
E’ un lettore di e-book (ovvero libri in formato elettronico) prodotto e distribuito da Amazon.

Quanto l’hai pagato? Che modello è?
129 euro. La spedizione è gratuita (ed è stata puntuale, ma io abito a una trentina di km dall’unico centro di distribuzione Amazon Italia, quindi forse non è indicativo). Arriva in un imballaggio sottilissimo ma ben solido.
Ho scelto proprio questo modello perché ispirata dalla tecnologia dello schermo e perché, a differenza del Kindle da 79 Euro, ha l’illuminazione integrata, che aiuta a leggere anche in piena luce.

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