#GoodNatal, basta con la solita musica

Sono andata a fare un giro di shopping in tempi non sospetti, verso la fine di Novembre, ed era l’ansia ad ogni passo.
Non dico mica per i prezzi, no, che quando ci sono andata c’erano pure le offerte per il Black Friday e mi sarei comprata tutto Mango (magari prima o poi parleremo anche dei miei gusti in fatto di vestiti, che variano dal “banale” al “trash”, ma ora non è il momento). Mi è venuta l’ansia, dicevo, per il mood.

Secondo me quest’anno sono tutti impazziti prima del tempo. Le luminarie sono affisse per le strade già da settimane e i giocattoli sono già scontati e pronti per essere posizionati con cura sotto l’albero. Le signore del paese dicono “han tolto i lumini da morto e hanno messo il panettone”, ma meno male, visto che quello si mangia, e chi siamo noi per dire di no a qualcosa che si mangia? (A tal proposito, un aneddoto: io e Architetto “da giovani” eravamo soliti farci delle domande, dei quiz, “acqua, fuochino, fuoco” per riuscire ad indovinare il regalo che ci stavamo per fare. Secondo voi qual era la sua prima domanda? Sì, esatto, “è qualcosa che si mangia?”). Quindi lasciamo stare il cibo, che quello non ci dà mai fastidio. Quello che ci soffoca è la musica.

Read More

Lasciate stare le tette di Giulietta – Il lago, Verona, l’opera e il Castello dei matrimoni

Ho una foto in un album, devo aver avuto sei anni, su una panchina con mia nonna. Mi hanno sempre detto che quello era il Lago di Garda, e in effetti dietro si vede qualcosa di sbiadito, ma nella mia testa del lago non è rimasto niente.
Ma come, non ti ricordi che ci fermavamo e davamo il pane alle paperelle? No, nonna, zero. Io ho sempre detto che al lago non ci sono mai stata. Poi insomma, il lago sa di morte, non ti sembra che da quelle acque ferme possa spuntare da un momento all’altro un braccio di un cadavere? All’architetto non sembra, neanche quando siamo in un porto (dai, come si fa a dire che l’acqua del porto non sa di morte!), e così per festeggiare il mio compleanno quest’anno ha deciso di portarmi fisicamente a vedere che no, il lago di Garda non sa di morte, cretina che non sei altro.

Read More

Keep calm and conscious uncoupling.

E’ una notizia da #estigrancazzi, lo so. Ma parliamo di una delle mie coppie preferite in assoluto.

Gwyneth Paltrow e Chris Martin, dopo un annetto di crisi, hanno deciso di separarsi. O almeno, così hanno raccontato al sito goop.com (ovviamente ora completamente irraggiungibile), parlando di “concious uncoupling”.
Quando si sono sposati avevo quindici anni e io, che ero già innamorata di entrambi, cantavo a squarciagola for you I bleed myself dry. E lo consideravo anche uno dei versi più belli mai scritti. (Poi è arrivato Twilight e brrr, no).

[huffingtonpost.com]
[huffingtonpost.com]
Chris, io ce l’avrei un fidanzato, ma capirà.
Hai una penna? Segna: tre-quattro-nove.. Domani sono libera. Fai tu.

Una pigna a Sanremo – 2×05 – E con (in ordine alfabetico)

A, come Avevamo tanto sonno, quando hanno proclamato il vincitore.
B come Birra, quella che, mentre all’Ariston si macinavano ore di diretta, ho sorseggiato sul divano a casa della mia amica.
C, Claudia Cardinale, che era bellissima all’epoca di Fellini ma oggi ospite a Sanremo sembrava un pelo assente, e un po’ troppo piena di sé.
D come Dati d’ascolto: pare che questo festival non abbia fatto gli stessi numeri dell’anno scorso, quando veramente si era impossessato dei telecomandi di tutta Italia. Ci sono state comunque edizioni molto meno seguite di questa, che ha giocato al risparmio e tutto sommato se l’è cavata. Senza infamia e senza lode.
E come Elisa, che ha scritto la canzone di Renga (rimasto senza premi).
F come Finalisti: tre – Arisa, Raphael Gualazzi & Bloody Beetroots, Renzo Rubino. Mezz’ora prima del verdetto mi è arrivato questo messaggio, ancora più profetico del tweet del Corriere.it, che a dieci minuti dalla proclamazione ha scritto dando per certa la vittoria di Arisa.

image

Read More

Una pigna a Sanremo – 2×04 – TEST: Dimmi quante ne sai #etidiròchisei

Ora d’aria, ieri sera. Anche volendo, non potevo proprio vedere il Festival, al venerdì ho un appuntamento fisso. Mi piacerebbe che mi raccontaste voi cos’è successo, anche se bah, dopo un po’ a uno gli viene a noia pure fare tutto il discorso.
Ci sarà stata la gara dei giovani (mi dicono abbia vinto Rocco Hunt, il rapper di Napule, ma io preferivo Diodato con Babilonia); ci saranno stati i BIG che avranno massacrato o nobilitato le canzoni d’autore.. Mi hanno detto c’è stato anche Silvan. Brr.

[tvblog.it]
[tvblog.it]

Ho recuperato solo Pif; tutto il resto sarà scivolato via come al solito. Qualche premietto della critica ai giovani (a tale Zibba), un premio per l’arrangiamento stabilito dall’orchestra (consegnato a Renzo Rubino per l’altra canzone, Per sempre e poi basta, che mi piaceva anche se démodé).. Le solite cose, insomma.

Read More