Alla fine basta tenere a mente il Re Leone.

Ci sono cose che non capisco.
E con “cose” non intendo le regole del gioco d’azzardo cinese di Barney in How I met your mother o i numeri complessi in matematica – ho un vago ricordo della mia prof che ci spiegava che questa “i” alla seconda faceva -1, e pretendeva pure che lo accettassimo all’istante. Come se non avessimo passato i tre anni precedenti a sentirla sbraitare dalla lavagna che un numero elevato al quadrato è sempre positivo.
Parlo di quegli atteggiamenti (lasciamo la matematica nel posto dove stava fino a due minuti fa, ovvero a poltrire sotto strati di polvere nel mio cervello) che mi lasciano basita, ogni giorno.

Oggi, e secondo me non lo hanno scelto a caso, è la giornata mondiale della gentilezza. Anche l’anno scorso lo avevo ricordato, fotografando un post-it e una frase che avevo lasciato sulla scrivania dove lavoravo.

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Ormai mi sono guadagnata la simpatia del postino. #cartolinebrutte parte 3

Ricordate il mio quaderno viola con le cartoline? A febbraio era sulla buona strada per diventare bello cicciotto (guarda l’articolo precedente), ma ora sta marciando a grandi passi verso una vera e propria esplosione. Non serve più neanche l’elastico.

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Nell’ultimo periodo ci ho dato dentro, siamo quasi arrivati a 100. Ma state tranquilli, alla centesima cambio quaderno.
Sono sicura che il postino, fra un estratto conto e un Vanity Fair, si faccia delle grasse, grassissime risate guardando gli esemplari che mi mette nella buca delle lettere. Soprattutto se si ferma a leggere i messaggi sul retro, che a volte sono più incomprensibili dell’immagine stampata davanti.

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C’è un’app per ogni cosa. Tranne…

Di sicuro è stata la punizione del cielo per aver ceduto ad un film con Vaporidis, ieri sera.

A mezzanotte su Italia1 incominciava “Questa notte è ancora nostra”, filmetto del 2008 con i famosi attori che girano e rigirano in questi cast tipo Cesaroni e compagnia bella – c’era anche un Floris abbronzatissimo nella parte di un cassiere, incredibilmente seduto e non impegnato nella solita maratona avanti e indietro che fa a Ballarò.
Risultato: me lo sono guardato praticamente tutto, a parte un pisolino di dieci minuti verso l’una e un quarto che non ha compromesso la comprensione della trama.
C’era Vaporidis, il solito ragazzo un po’ sfigato e frustrato, che per sfondare col suo gruppo rock cercava di convincere una ragazza di origini cinesi ma romanissima d’adozione a cantare con loro per fare buona impressione su un improbabile produttore (Califano). La classica commedia degli equivoci: impresa funebre, luoghi comuni sulla Cina, matrimoni combinati, l’amico che fa da spalla.. Un film che si guarda spegnendo il cervello.
Lui, Vaporidis, mi frega sempre, è tanto caruccio ma i suoi film sono brutti forte. Dovevo immaginarlo che il Santo Protettore Della Cinematografia mi avrebbe punito in qualche modo.

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Le 5 cose da fare quando non si ha niente da fare – versione estiva.

Voi non ci crederete mai, ma questo blog racimola un numero spropositato di visite anche quando non scrivo niente. Il motivo è semplice: la gente arriva qui perché ricerca su Google “non ho niente da fare”, “modi per passare il tempo”, “cose da fare in ufficio”.
Potrebbe essere un dato allarmante: sono tantissimi – siete tantissimi.
L’anno scorso avevo scritto un articolo con cinque idee per aiutare chi si annoia a passare un’oretta e credo che ormai chi è capitato qui abbia scandagliato il web in lungo e in largo, abbia pulito la macchina del caffè e tolto tutti gli scontrini dal portafoglio. C’è bisogno di nuove cose da fare, di nuovi passatempi, magari adatti al caldo torrido che ci prepariamo a sopportare.

So per certo che molti di voi andranno in vacanza, quindi sarei banale se vi consigliassi di prendere la macchina e fare una capatina al mare o al lago, oppure in campagna.
E’ uno spunto inutile per chi rimarrà in città fino a settembre: secondo il telegiornale durante i weekend estivi ci sono sempre 9 milioni di italiani sulle autostrade, ma hanno già detto che saranno 9 milioni gli italiani a rinunciare quest’anno. Tralasciando il fatto che i conti non tornano (fateci attenzione, ai dati dei tg, poi ditemi), prevedo che le ventole dei condizionatori sui balconi continueranno a girare, perché sempre più gente non si allontanerà dalle città neanche nei giorni della Madonna d’agosto.
Qualunque sia il motivo (io un’idea me la sono fatta..), ora che la tv non dà mai niente di nuovo, che la Serie A si è fermata, la Formula Uno è approdata su SKY e il MotoGP è interessante fino ad un certo punto, ci saranno tanti sabati e domeniche da riempire. Magari con cose inutili e di dubbio gusto come quelle che vado ad elencarvi.

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CALDO FOR DUMMIES #3 – "No ma tanto io non mi scotto mai!"

In attesa di stendere il nuovo articolo alla stregua di “cose da fare quando non hai niente da fare – edizione ESTATE”, che presumibilmente sarà online domani, vi ripropongo un pezzo che avevo scritto l’anno scorso, di ritorno da una toccata e fuga al mare. 
Era fine Luglio, allora: stavolta cerco di giocare d’anticipo dandovi qualche spunto per le vostre gite in montagna, in piscina o al fiume, o per le vostre (spero imminenti) vacanze.

Questo weekend sono andata al mare.
Il weekend dell’impiegato, da venerdì pomeriggio a domenica sera.

Non incominciate anche voi per favore a dirmi che non sembra, perché non sono tanto abbronzata. E’ ovvio: sono stata al sole solo poche ore e tutto l’anno ho un colorito che sta fra il color cadavere e la mozzarella di bufala, potevo forse tornare marocchina?
E no, non lo so com’era l’acqua. Quando l’ho tastata coi piedi era freddina; comunque non ho fatto il bagno, perché in realtà abbiamo un brutto rapporto, io e il mare.
Mi secca la pelle, l’acqua è troppo salata, sono freddolosa quindi mi sento sempre congelare, odio nuotare dove non tocco e poi non sopporto la sensazione del costume appiccicaticcio che mi si asciuga sul corpo lentamente. Mi sembra di essermi fatta la pipì addosso.

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