Chiude il cinema, e la colpa è anche un po’ mia

Se mi conosci un pochino, sai che ho poche certezze nella vita: mi piacciono tantissimo i lamponi, il verde è il mio colore preferito e tra le cose che amo di più c’è l’andare al cinema.

Questa cosa del cinema ha radici profonde, che nascondono una storia che inizia molto tempo fa, prima ancora che io nascessi. In più, abito in una città relativamente piccola, che però conta (contava, più che altro) un numero abbastanza alto di sale e di teatri. Fino a poco tempo fa, potevi percorrere un paio di km nel centro e ti imbattevi in cinque cinema diversi. Due hanno già chiuso, anni fa. Fra una settimana chiuderà ufficialmente anche l’Iris, e la colpa è anche un po’ mia.

Mio nonno, oltre a occuparsi di una piccola sala in campagna (ma parliamo di un’epoca in cui io non era neanche lontanamente un’idea), lavorava come ragioniere per questi cinema; mi hanno sempre raccontato che il suo ufficio era proprio lì, dove ora ci hanno fatto quella minuscola saletta in alto, quella dove ci abbiamo visto Manchester by the sea pochi mesi fa.
La mia passione per il cinema nasce probabilmente proprio grazie a loro: era spesso la nonna che mi portava a vedere i film Disney. Capitava anche che me li facesse vedere due volte, perché eravamo entrate tardi e ci eravamo perse l’inizio. E capitava che mi portasse a vederli anche se la volta prima le avevo detto che “nonna, sai che tu assomigli ad Ursula della Sirenetta?”. Se aveva tempo mi preparava i pop corn (perché i pop corn della nonna sono più buoni), ma poi mi comprava comunque qualcosa al bar.
Al cinema ci ho visto tantissime cose: ho pianto quando è morto Charlie (non dirmi che non hai visto Charlie – Anche i cani vanno in paradiso che ti insulto), ho avuto paura quando sono scesi gli gnu nel Re Leone e ho mosso la testa a ritmo con i dalmata guardando La carica dei 101 versione film.

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OCIO AGLI OSCAR 2016 – Marte, la crisi economica, le visioni e tanti uomini soli

Com’è che si dice? “Non sei Mandrake”. Nè Sant’Antonio. Non puoi essere in due posti contemporaneamente, non puoi fare troppe cose contemporaneamente. Che ingiustizia.

Questa seconda tornata di Ocio agli Oscar non esce dalla mia penna.
Mi è sempre piaciuta l’idea di ospitare altre voci e altre idee – proprio io, poi, che vorrei passare la vita a riordinare le parole degli altri… Io ho continuato a dire, per anni, lasciatevi contagiare dalla febbre da oscar, non lasciatemi da soli, ed effettivamente non mi avete lasciato sola.
Da tre settimane  infatti la mia amica B e il suo fidanzato (che d’ora in avanti chiameremo L’avvocato) si sono trovati, ogni martedì, per guardare un film tra i candidati. Hanno inaugurato i Marte-dì-oscar, visti i viaggi interplanetari che si sono fatti per me con Matt Damon. Fortunelli.

Lei è più dura di me nei giudizi (o forse questa puntata è stata particolarmente sfigata, visti i risultati).
Io non c’entro, vostro onore, ho solo trascritto in bella copia.

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OCIO AGLI OSCAR 2016 – Ho sognato un orso che navigava con un iMac

L’importante, in vista degli Oscar, è iniziare.

Potevamo, nel 2016, evitare di buttarci nella folle impresa di diventare critici cinematografici? (Risate registrate in sottofondo). Che domande. Certo che no.

Le candidature sono uscite da tempo ma io sono riuscita solo nelle ultime settimane a mettermi sotto e farmi un’idea di come andrà quest’anno.
Forse (leggi: sicuramente), visto che sono diventata grande e mi ritaglio poche briciole di tempo libero per fare quello che mi piace, non ho più la sicurezza di riuscire a vederli tutti. Nè ho la sicurezza di riuscire a fare after durante la notte degli Oscar e di sentire con le mie orecchie il discorso di Leonardo mentre stringerà fra le mani quella statuetta tanto sognata e desiderata. Pianti, lacrime, sguardi verso il cielo e rimpianti. Ma non pensiamoci. Dopotutto, domani è un altro giorno. E Rossella ci ha insegnato ben altro rispetto al disperarsi per una cerimonia mancata. Sigh.

Vale sempre la regola degli anni scorsi: i primi film li ho guardati pescandoli un po’ a casaccio dalla lista (non me ne ispira mezzo, sono una così brutta persona?) ma i prossimi titoli li decidiamo già da ora. Così, fra uno sfottò verso il Festival di Sanremo e l’altro, avremo qualcosa di cui parlare.

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Ocio agli Oscar 2015 – Notti magiche, inseguendo il sonno

Sì, è successo di nuovo. Il segreto è ovviamente stare su Twitter, tenere una macchina del caffè espresso a portata di mano e non avere un cazzo da fare il giorno dopo.

La cosa più difficile della notte degli Oscar è superare le due. Le due di notte sono pesanti. Non sai se dire vaccagare, vado a letto oppure rimanere saldamente attaccata al divano. L’importante è non andare in cucina, perché se vai in cucina ti viene un pizzichino di fame, e allora devi mangiare quel pezzettino di focaccia, e poi allora apri una birra, e poi ciao, premiazione andata, finito tutto, torni in sala e ha vinto Il Volo e Carlo Conti è già a prenotare la lampada facciale nel centro sotto casa. Potrei dire poi di come siano difficili le tre, e poi le quattro, ma che vi frega.

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Ocio agli Oscar 2015 – Anche ai maratoneti si rompe il wifi

Avevo in programma di guardare qualsiasi cosa, prima degli Oscar, e diventare quindi il Marino Bartoletti dell’Academy, ma qualcuno da lassù ha voluto che spostassi l’attenzione su affari più seri. L’ho già detto in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ma nelle ultime due settimane il wifi di casa mia ha deciso di diventare un “ballerina”, e i miei progetti di cazzeggio hanno dovuto subire uno stop forzato.

La mia più grande preoccupazione era riuscire a guardare comunque la diretta domenica sera, che senza Sky noi poveri mortali dobbiamo per forza collegare il computer alla televisione e sorbirci dei sottotitoli in coreano. Ma le mie preghiere sono state esaudite: a quanto pare Cielo TV trasmetterà la serata in chiaro, dalle 11 fino alle 5 del mattino. Ditemi chi devo andare a baciare, per questo.

Ho stilato anche una mini lista, una specie di mia premiazione personale, perché alla fine me ne frega fin lì di chi vincerà davvero. Io e la mia espertissima commissione ci siamo riuniti e a gran voce abbiamo deciso chi sono i più meritevoli di quest’anno. Ve li dirò dopo lo sproloquio sugli ultimi due film che ho visto. Sarò velocissima.

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