OCIO AGLI OSCAR 2016 – Marte, la crisi economica, le visioni e tanti uomini soli

Com’è che si dice? “Non sei Mandrake”. Nè Sant’Antonio. Non puoi essere in due posti contemporaneamente, non puoi fare troppe cose contemporaneamente. Che ingiustizia.

Questa seconda tornata di Ocio agli Oscar non esce dalla mia penna.
Mi è sempre piaciuta l’idea di ospitare altre voci e altre idee – proprio io, poi, che vorrei passare la vita a riordinare le parole degli altri… Io ho continuato a dire, per anni, lasciatevi contagiare dalla febbre da oscar, non lasciatemi da soli, ed effettivamente non mi avete lasciato sola.
Da tre settimane  infatti la mia amica B e il suo fidanzato (che d’ora in avanti chiameremo L’avvocato) si sono trovati, ogni martedì, per guardare un film tra i candidati. Hanno inaugurato i Marte-dì-oscar, visti i viaggi interplanetari che si sono fatti per me con Matt Damon. Fortunelli.

Lei è più dura di me nei giudizi (o forse questa puntata è stata particolarmente sfigata, visti i risultati).
Io non c’entro, vostro onore, ho solo trascritto in bella copia.

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OCIO AGLI OSCAR 2016 – Ho sognato un orso che navigava con un iMac

L’importante, in vista degli Oscar, è iniziare.

Potevamo, nel 2016, evitare di buttarci nella folle impresa di diventare critici cinematografici? (Risate registrate in sottofondo). Che domande. Certo che no.

Le candidature sono uscite da tempo ma io sono riuscita solo nelle ultime settimane a mettermi sotto e farmi un’idea di come andrà quest’anno.
Forse (leggi: sicuramente), visto che sono diventata grande e mi ritaglio poche briciole di tempo libero per fare quello che mi piace, non ho più la sicurezza di riuscire a vederli tutti. Nè ho la sicurezza di riuscire a fare after durante la notte degli Oscar e di sentire con le mie orecchie il discorso di Leonardo mentre stringerà fra le mani quella statuetta tanto sognata e desiderata. Pianti, lacrime, sguardi verso il cielo e rimpianti. Ma non pensiamoci. Dopotutto, domani è un altro giorno. E Rossella ci ha insegnato ben altro rispetto al disperarsi per una cerimonia mancata. Sigh.

Vale sempre la regola degli anni scorsi: i primi film li ho guardati pescandoli un po’ a casaccio dalla lista (non me ne ispira mezzo, sono una così brutta persona?) ma i prossimi titoli li decidiamo già da ora. Così, fra uno sfottò verso il Festival di Sanremo e l’altro, avremo qualcosa di cui parlare.

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Ocio agli Oscar 2015 – Notti magiche, inseguendo il sonno

Sì, è successo di nuovo. Il segreto è ovviamente stare su Twitter, tenere una macchina del caffè espresso a portata di mano e non avere un cazzo da fare il giorno dopo.

La cosa più difficile della notte degli Oscar è superare le due. Le due di notte sono pesanti. Non sai se dire vaccagare, vado a letto oppure rimanere saldamente attaccata al divano. L’importante è non andare in cucina, perché se vai in cucina ti viene un pizzichino di fame, e allora devi mangiare quel pezzettino di focaccia, e poi allora apri una birra, e poi ciao, premiazione andata, finito tutto, torni in sala e ha vinto Il Volo e Carlo Conti è già a prenotare la lampada facciale nel centro sotto casa. Potrei dire poi di come siano difficili le tre, e poi le quattro, ma che vi frega.

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Ocio agli Oscar 2015 – Anche ai maratoneti si rompe il wifi

Avevo in programma di guardare qualsiasi cosa, prima degli Oscar, e diventare quindi il Marino Bartoletti dell’Academy, ma qualcuno da lassù ha voluto che spostassi l’attenzione su affari più seri. L’ho già detto in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ma nelle ultime due settimane il wifi di casa mia ha deciso di diventare un “ballerina”, e i miei progetti di cazzeggio hanno dovuto subire uno stop forzato.

La mia più grande preoccupazione era riuscire a guardare comunque la diretta domenica sera, che senza Sky noi poveri mortali dobbiamo per forza collegare il computer alla televisione e sorbirci dei sottotitoli in coreano. Ma le mie preghiere sono state esaudite: a quanto pare Cielo TV trasmetterà la serata in chiaro, dalle 11 fino alle 5 del mattino. Ditemi chi devo andare a baciare, per questo.

Ho stilato anche una mini lista, una specie di mia premiazione personale, perché alla fine me ne frega fin lì di chi vincerà davvero. Io e la mia espertissima commissione ci siamo riuniti e a gran voce abbiamo deciso chi sono i più meritevoli di quest’anno. Ve li dirò dopo lo sproloquio sugli ultimi due film che ho visto. Sarò velocissima.

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Ocio agli Oscar 2015 (Tre film che più diversi non si può)

Sono andata un po’ a rilento, questa settimana, ma ce l’ho fatta. Avevo in programma di vedere tantissimi film, per portarmi un po’ avanti col lavoro, ma è andata a finire che mi è venuta un pelo di influenza – giuro che non è colpa della nuova moda di girare con le caviglie scoperte, io ho quasi sempre gli stivali da becchino – e non riuscivo a mettermi a guardare niente di più impegnativo di una replica di Una mamma per amica. Ieri sera infatti c’era Il gladiatore e io mi sono addormentata alle dieci e venti. Architetto non me lo perdonerà mai.

In questa tornata di Ocio agli oscar ci sono tre film che non c’entrano niente l’uno con l’altro. Uno sicuramente lo avete già visto, uno è quello che boh, mi hanno detto che è un po’ angosciante e uno probabilmente non lo avete mai sentito nominare. Bene. Iniziamo con quello.

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