Una pigna a #Sanremo2017 – Dai che la sappiamo già tutti a memoria: namaste, alè!

Mi tocca gongolare.

Lo sappiamo tutti, ovviamente: ha vinto Francesco Gabbani, con quella canzoncina che ti entra in testa e che prevede una coreografia da gioco aperitivo in spiaggia (forse la gente ne ha le balle piene delle canzoni tristi e impegnate, no?). Secondo posto per Fiorella Mannoia, che sì, bravissima, però la canzone al quarto ascolto rompe anche un po’ le balle. In terza posizione chi? Scusate, non ho capito, chi?

Io sono contenta. E non solo perché Albano e Gigi D’Alessio non sono neanche arrivati in finale, ma perché alla fine le prime tre canzoni sono diverse e significative per un qualcosa.

“Occidentali’s karma” è perfetta da cantare in macchina intanto che aspetti il verde; “Che sia benedetta” è da condividere su Facebook immaginandosi di sventolare l’accendino; “Vietato morire” è tutto: è ben scritta (nonostante sia simile alle altre sue canzoni), il testo scorre bene, il ritornello ti entra in testa, ha un messaggio chiaro. Poi ognuno c’ha i suoi gusti, era più bella quella no a me piaceva di più Paola Turci eh ma invece Zarrillo tanta roba. Pace bene e andiamo a berci una birra tutti insieme. O a ballare.

Vorrei però dire due parole (77, come quelle che conosce Trump) su quest’ultima serata. Andrò a caso e non in ordine di importanza. Tranne la prima cosa, importantissima.

Lodovica Comello si deve essere impegnata per cantare così di merda tutte le sere.

– Meno male che Carlo Conti il prossimo anno non farà più Sanremo ma porterà le sue parole a macchinetta allo Zecchino D’Oro. Meno male, signori di RaiUno, cambiamo aria.

– Questa ultima serata è stata costellata da ospiti inutili, tranne Zucchero. Ma non scherzo, erano tutti inutili: Carlo Cracco (salito sul palco all’una passata), una figa pazzesca con un vestito nero bellissimo e tanti capelli ricci (non ho idea di chi fosse), un pianista scoperto per caso in una stazione, Diana Del Bufalo (super divertente, per tre minuti massimo ma divertente) con la Mastronardi e un’altra attrice per uno sceneggiato di RaiUno e sicuramente tantissima altra gente che ho per fortuna dimenticato.

– No. Non li ho dimenticati tutti: c’era anche Montesano. C’è poca gente al mondo che io mal sopporto più di Pippo Franco, e uno di questi è Montesano. Lì abbiamo girato su Canale5, era appena morto Leonardo Di Caprio e ci siamo visti la fine del Grande Gatsby.

– Mi sono dimenticata di Geppi Cucciari. No ecco, lei l’unica ospite che per me può sempre parlare. (Una settimana di De Filippi no stop e parlo solo il Mariese. Vediamo l’esterna! Carte! Sfida! Togliamo la busta!).

– La Rai ha un sacco di programmi da mandare di notte – Sottovoce, Il Cinematografo, Mille e un libro – ma come cazzo è possibile che siano tutti condotti da Marzullo? E possibile che siano tutti uguali?

Michele Bravi ha circa un milione di somiglianze. L’altro giorno avevo detto Edward Cullen, ora diciamo sì a Miley Cyrus.

– Prima di esibirsi, a ogni cantante era dedicato un pensiero da parte di un personaggio famoso. Per Elodie è intervenuta Loredana Bertè, che ci ha svelato la sua nuova occupazione: farà la fioraia al mercato. Chissà se avrà il banco vicino alla Lorella.

– Tutte le canzoni hanno un che di già sentito. Ormai nel 2017 possiamo dirlo: le note sono 7 (certo, ci sono anche quelle alterate, do do diesis re re diesis mi fa, ma lasciamo stare), è chiaro che qualche volta ritornano. Il grande divertimento del festival in realtà è Il gioco dell’Uomo Gatto: il primo che indovina a cosa assomiglia vince un dolce di Carnevale. Spesso le indoviniamo con una.

– Gira da qualche giorno un articolo sulle presunte misure di Francesco Gabbani. Dicono che sia stato pubblicato su Dagospia. Dicono che tramite Google si può trovare. Dicono.

– Maria De Filippi si è beccata un bacio pure da Crozza che faceva il senatore Razzi. Ora basta Maria, non stiamo giocando a Obbligo o verità.

– Il messaggio di incoraggiamento di Albano (lo hanno fatto vedere alla fine) era di Checco Zalone.

– Mi ero dimentica che fra gli ospiti abbiamo avuto anche Alvaro Soler. L’unico che poteva esserne contento (mio fratello, 11 anni) era già a letto da due ore.

– TERMOSTATO era la parola scelta dai TheJackal per questo Sanremo. Un po’ una sorta di #CattelanDice a X Factor, cioè una parola che il conduttore (o il personaggio) deve inserire nel discorso e dire in diretta, formando ovviamente una frase di senso compiuto. Termostato era la parola, e termostato ha detto Maria.
(Do per scontato che tutti conoscano i TheJackal. Du frittur).

Bianca Atzei è arrivata sempre troppo in alto rispetto a dove dovrebbe essere. (A tal proposito, se ancora non lo avete letto, ecco: prendetevi cinque minuti e diffondete il verbo. Io, dopo aver letto, ho capito).

– Ovviamente il suo messaggio d’incoraggiamento era di Kekko dei Modà. Leggi l’articolo che ti ho linkato nel punto qui sopra. Leggi.

Alessio Bernabei si è sempre dimenticato i calzini a casa. Oppure è un uomo che nelle scarpe porta i fantasmini. Non so quale delle due sia meglio.

Rocco Tanica ha un’ironia talmente leggera e scema che vorrei facesse una rassegna stampa quotidiana sulla mia vita.

– Qui perdo la faccia, ma a onor del vero lo devo raccontare.
Ognuno c’ha i suoi gusti, anche Fabrizio Moro è un bel ragazzo, anche Gabbani ma sì non diciamo di no neanche a lui, ma il mio preferito da sempre è Samuel. Momento “pagina dei segreti di Top Girl”: prima di cantare – sono andata anche a rivedere il video per esserne certa – in quei tre secondi fra la fine della presentazione e il via del direttore d’orchestra, Samuel si è morso il labbro in-quel-modo-lì e mi ha mandato fuori di testa.

– Se i signori di Tim pensavano che questo continuo bombardamento di balletti e coreografie e hashtag e loghi e pubblicità mi potesse convincere a cambiare operatore, NE SIAMO BEN LONTANI. Odio quel ballerino, odio quella musica, odio la Tim. Mi viene voglia di suicidarmi col caricabatterie dell’iPhone. Se per l’anno prossimo elaborate un piano mortale di bombardamenti con “anche qui prende!”, no Maria, noi usciamo davvero.

– Alla fine, prima di dare l’esito del vincitore, hanno dato tutti i premi minori. Miglior testo a Fiorella Mannoia (giusto), premio della critica a Ermal Meta (giusto), miglior arrangiamento a Albano (giusto), brano più scaricato Gabbani. Per una questione sicuramente organizzativa (glielo avrebbero consegnato più tardi in sala stampa), Ermal è rimasto senza nessun premio “fisico” da poter tenere in mano. Maria se n’è accorta, ha detto simpaticamente qualcosa tipo “e a lui non glielo diamo il premio?” e dopo poco ha risolto la situazione andando dietro le quinte e consegnandogli un bouquet di fiori. Lui l’ha ringraziata, si sono baciati (niente limoni, solo vera galanteria questa volta). Tutto bellissimo, brava Maria, non ti sfuggono neanche le virgole.
Peccato che dopo mezzo secondo Albano, rimasto anche lui senza nessun premio da sfoggiare (probabilmente perché la sua targa era in mano all’arrangiatore del pezzo, che era di fianco a lui), si sia avvicinato e abbia letteralmente STACCATO un fiore. Si è proprio sentito TAC. Pensavo lo volesse regalare a Fiorella Mannoia, a Carlo Conti, a chiunque. NO. “Anche io sono rimasto senza premio”.

Allora Ermal (si vede anche dalla gif, nonostante la sua faccia incredula di fronte a tutta la scena) si è rigirato verso Maria e le ha dato un fiore. Ecco.
Quando qualcuno si lamenta e vi dice che “non esistono più gli uomini di una volta”, rispondetegli che sì,  vero, ma per fortuna esistono gli Ermal Meta.

UNA PIGNA A SANREMO – Lunedì
UNA PIGNA A SANREMO – Martedì

Le foto sono di tvblog. Le gif, tranne quella di Gabbani, sono mie (giuro).