Atavico Blefaroplastica Caduco Diafana Esecrabile

Di solito dormo a pancia in giù, guardando verso destra.

Per addormentarmi ci metto ore, a volte, ma non mi pesa più ormai. Mi giro verso la porta, metto le braccia un po’ piegate vicino al cuscino, con le mani all’altezza della faccia. Ma non ruoto le spalle, no, perché sento che non è ancora il momento.

Le braccia mi pesano durante la notte. Io mi giro raramente mentre dormo e alla mattina mi ritrovo sempre con tutto indolenzito. È per questo che cerco di tenere le spalle il più dritto possibile, anche se mi fa male la schiena dopo un po’, sia a tenerle così che a stare gobba e piegata su me stessa.

Ho paura di rimanere immobile e di ritrovarmi le braccia senza forza, secche, come i rami dopo che han perso tutte le foglie.

Le gambe sono rannicchiate, sempre, perché cerco di occupare meno spazio possibile. Penso sempre di dovermi fare piccola piccola. Poi ad un certo punto mi metto a pancia in su, con le braccia belle lunghe e distese, e guardo il soffitto (guardo il nero) e penso respira, respira, rilassa le braccia e respira, e il nero sembra meno nero.

Capita poi che non riesco a dormire, neanche se mi metto a cercare una parola difficile con ciascuna lettera dell’alfabeto (lo faccio davvero: atavico blefaroplastica caduco diafana esecrabile), e allora mi giro verso il muro e faccio finta che al di là ci sia qualcos’altro. Mi distraggo. Penso ad altro. Non ci penso.

Però poi sono scomoda. E penso al fatto che sono scomoda, e che quella non è la mia posizione – non è il mio posto – e le mani le butto sotto il cuscino, entrambe, così stanno al caldo. E quindi va a finire che mi tocca girare le spalle.

 

Io tutte le sere le giro le spalle. Tutte le sante sere.

 

Poi però è mattina. E funzionano di nuovo.