Una pigna a Sanremo 2016 – Ne abbiamo viste di tutte i colori

Un giorno mi dirai – mi sembra di vederlo, mio figlio, mentre mi lamento delle mie fatiche di madre e lui non mi ascolta…
Siamo arrivati alla finale di Sanremo e siamo sopravvissuti alla finale di Sanremo. Siamo sopravvissuti a Juve-Napoli e, a quanto pare, siamo sopravvissuti anche a dei colpi sospetti che verso le 11 ci hanno fatto dubitare di essere finiti dentro una sparatoria. Giuro, non mi sto inventando niente, pensavamo davvero ad una sparatoria. Sarà stato qualcuno che si voleva suicidare per l’estrema lunghezza di Sanremo, chissà.
Hanno vinto gli Stadio, comunque. Ma io lo sapevo già, visto che dopo la prima sera mi è arrivato questo screenshot. E se una canzone piace all’Anna, che sta amando addirittura quella cacata di Ginza, stai sicuro che avrà successo.

IMG_7955
Comunque, gli Stadio hanno fatto incetta di premi – delle cover, della stampa e di qualsiasi cosa – rendendosi simpatici come quel tuo compagno delle elementari che era sempre preparato su tutto, ma glielo perdoniamo. Un po’ perché sono gli Stadio e non abbiamo niente contro di loro. E un po’ perché dopo Il Volo dell’anno scorso, chiunque poteva andarci bene. Forse anche gli Zero Assoluto, che più che fare Il Volo si sarebbero schiantati inesorabilmente al suolo.
Per quanto mi riguarda, posso dire che questo Festival è stato contraddistinto da musica e colori. La musica ci è arrivata forte e chiara, non abbiamo dovuto tendere le orecchie più di tanto perché Carlo Conti non ci ha fatto mancare niente, neanche Willy William, che sinceramente preferivamo lasciare nell’angolino da dove è venuto.
L’altra cosa che ha contraddistinto il festival – i colori – merita un esame più approfondito. Nel senso che ne abbiamo viste di tutte i colori. Partiamo subito a bomba con il mio preferito di quest’anno, Dario Oliviero.
Sanremo 2016
Color burro – la giacca con cui Garko (all’anagrafe, ricordiamolo, si chiama Dario Oliviero) si è presentato stasera. Quanto si piaceva Garko in quella giacca da Boss delle Cerimonie, non potete capire.
Color testa di moro – le sopracciglia di Virginia Raffaele, che staccavano completamente dal biondo dei suoi capelli. Stasera Virginia ha presentato Sanremo vestendo i panni di se stessa. Un filo impacciata ma comunque notevole, soprattutto per il suo stacco di gambe.
Bianco – i pantaloni di Roberto Bolle. (Ho detto i pantaloni, Lucia). Così come bianchi, di un bianco marmoreo, erano i suoi muscoli. Specialmente quelli al di sotto dei pettorali. Incredibili. Io non lo amo particolarmente (mi sembra troppo perfettamente disegnato dalla Disney per essere vero) ma guardarlo ballare è sempre un piacere.
Sanremo 2016
Color Edward Cullen – gli occhi di Dolcenera. Sono quasi rossi, com’è possibile?
Argento – la scritta EELST dietro al mantello di Elio. Stasera si sono vestiti da Kiss. Sono morta dal ridere.
Blu – i fiori di Cristina D’avena. Sì, perché l’ospite che ho atteso con ansia è stata proprio Cristina D’avena. Anche se mi ha fatto pochissime canzoni: io volevo un medley unico, con tante sigle e luci da discoteca; volevo che la gente si alzasse in piedi sulle seggiole e facesse bordello sulle note di Kiss me Licia. Forse chiedevo troppo. Comunque alla fine le hanno dato i fiori e lei, “sono blu come i puffi”, ha detto. Peccato che i fiori, vi giuro, erano viola.
Sanremo 2016
Rosso – l’abito che indossava Alessio Bernabei. O rosso come il rasta che ha Noemi fra i capelli. Noemi, tagliatelo e portatelo nella tua borsa, visto che c’hai già la tua vita dentro.
Color sale e pepe – i capelli di Beppe Fiorello. Che si è impossessato dello spirito di Modugno, altrimenti non si spiega.
Nero e fucsia – la giacca di Rocco Hunt, con anche dei tentacoli di una piovra. (Solidarietà per me che ho visto Sanremo in un salotto con della gente che tifava per Wake up uagliù, rendiamoci conto).
Fucsia, di nuovo – il secondo vestito di Madalina. Che finché non è scesa con il terzo, vi ricordavate tutti.
Color pelle – il terzo vestito di Madalina. Trasparente, con dei brillanti un po’ ovunque, imbarazzante anche solo per noi che eravamo sul divano. Comunque, oltre ad essere nello stesso stile di tutti gli altri, è un vestito scelto apposta per darci una dimostrazione pratica della forza di gravità, a cui le sue tette chiaramente non sottostanno.
Sanremo 2016
Rosso latex – la giacca di Enrico Ruggeri. Perché, Enrico?
Color inguardabile – gli occhiali di Renato Zero. Due montature? Due lenti? Un buco nei contorni? No dai. Inguardabili.
Arancione – le labbra di Lorenzo Fragola. Sempre e costantemente arancioni. Senza una ragione apparente.
Biondo Excellance Creme – i capelli di Patty Pravo. Che tra l’altro ha vinto il premio della critica Mia Martini. E che si aggiudica il premio miglior citazione 2016. La sua canzone nel ritornello dice “ma tu chi sei, che cosa vuoi?”: sarà il mio modo gentile per mandare a cagare la gente da qui all’eternità.
Sanremo 2016
Verde – la speranza di rivedere Conti l’anno prossimo, magari con di fianco Miriam Leone (Carlo, pensaci!).
Grigio – il colore delle nostre future giornate senza Sanremo, soprattutto per noi orfani di Festival. Di che cosa parliamo adesso?
Rossi, grandi e a intermittenza come su Whatsapp – i cuori che vi manderei per questa settimana bellissima. Oggi poi, che è pure San Valentino, ve ne manderei a valanghe. Guardare Sanremo con voi mi piace molto. Mi piace quasi la metà di quanto si piace Garko. E direi che, senza ombra di dubbio, è un ottimo risultato.
Sanremo 2016
Le altre serate:
Le foto sono di Tvblog. La gif è, ovviamente, di Trash Italiano.