Una pigna a Sanremo 2016 – Eroi metropolitani: i Tipi da Festival

“Spiacente, il numero da lei selezionato non è raggiungibile”.
Niente Sanremo per me ieri sera. I compleanni vanno onorati e festeggiati – mica possiamo renderci schiavi di una cosa così banale come un palinsesto televisivo, eh – perciò libera uscita questo venerdì sera per me. Vino, carne e fanculo alla dieta, una volta tanto.

Non ho visto Sanremo e non ho sinceramente intenzione di recuperare in streaming, come mi aveva inizialmente suggerito Architetto. Ho dormito a spizzichi e bocconi per tre giorni, direi che mi sono meritata una sana e lunga dormita.

(Ah. So che siete in pensiero, ma purtroppo il miracolo non è avvenuto. Non mi sono svegliata con addosso le tette di Madalina come avevo sperato ieri l’altro. È un’ingiustizia).

Sanremo 2016

Non ho visto Sanremo ma sono tutta orecchie: raccontatemi cosa è successo, spiegatemi cosa ci facevano gli Elio travestiti in quel modo. Fatemi sapere se Arisa si è ripresentata di nuovo in pigiama, se a Garko è rimasta incastrata la palpebra a furia di fare l’occhiolino o se gli Zero Assoluto sono stati sostituiti da Povia.

Oggi quindi, che non abbiamo molta materia prima su cui sparlare, che facciamo?
Possiamo pensare a come festeggiare San Valentino domani (orso come sono, piuttosto mi metterei a stirare tutto il guardaroba di Enzo Miccio), oppure rimanere in tema e fare il Test che avevo preparato nel 2014 su Sanremo. Oppure possiamo fare un passettino in avanti e soffermarci sul vero cuore pulsante del Festival, il pubblico.

Ho accumulato abbastanza esperienza in questi anni, tanto che sul modo di approcciarsi a Sanremo potrei scriverci sopra un romanzo d’appendice, ma in attesa di pubblicarlo (sicuramente ci sarà la fila fra gli editori, ne sono certa) ho riassunto il tutto in 10 TIPI DA FESTIVÀL. Quelli che proprio davanti a Sanremo danno il meglio – e il peggio – di se stessi. Per fortuna dura solo una settimana.

1. IL TUTTOLOGO
Quello che sa tutto ma proprio tutto del Festival. Sa perfino quanto fiori avevano regalato a Nilla Pizza per “Grazie dei fior”. Nella scorsa vita probabilmente era un inviato della Vita in diretta.

2. IL DIRETTORE D’ORCHESTRA
Quello che dirige i lavori, sa quando si attacca e quando si chiude. Sa in che tonalità siamo; ha la barba, la bacchetta in mano, il papillon, dice “Pronti partenza via”… Ah no. Quello è Beppe Vessicchio.

3. IL CRITICO DEL CORRIERE DELLA SERA
Quello che non passa canzone senza che non ci faccia sapere se è bella o brutta. Se gli è piaciuta o non gli è piaciuta. Se era più bella quella prima o quella dopo. Se è simile a quella dell’anno scorso o se all’artista piace sperimentare e trovare un nuovo sound. Se ha un tour in partenza o se il suo cd è già uscito negli store digitali. Come se ce ne importasse qualcosa, poi.

4. HASHTAG SANREMO DUEMILASEDICI
Quello che guarda il Festival fissando lo schermo del cellulare, quello che alla tua battuta ride di gusto e dice “adesso ti twitto”, quello che non ti dice cosa ne pensa ma lo scrive sui social.

5. IL FAN
Quello che guarda Sanremo solo perché c’è Alessio Bernabei. Povero mondo.

6. IL DISFATTISTA
Quello che “che schifo Sanremo, l’anno scorso era meglio”. È dal 1998 che lo ripete.

7. LO SHAZAM
Quello che “aspetta aspetta… Questa è uguale a quella che fa… E qui il giro di basso è proprio uguale a quello dei… Come si chiamano? Dai! Quelli che ascolti sempre tu! Nananana nanana, nanana nanaanaa”. Quello che non ti fa sentire niente, insomma.

8. LA CORISTA
Quello che parte a cantare come se fosse live da San Siro. Anche se la canzone non la sa.

9. L’ALTERNATIVO
Quello che “che cazzo guardate Sanremo da fare, con tutto quello che costa il canone Rai, ma leggetevi un buon libro o ascoltatevi della buona musica invece che perdere tempo con le cazzate”. E poi magari si è guardato il capodanno con Gigi D’alessio. Per dire, eh.

10. LA BELLA ADDORMENTATA
Quello che alle dieci meno un quarto sta già spaccando il divano dal sonno. “Buonanotte. Poi domani mi dici chi ha vinto”.

Domani ve lo dico chi ha vinto, ma qui c’è in ballo un’altra gara: io, che quando c’è la musica in televisione sono molesta come una bisia, sono chiaramente il numero 8. Ma potrei essere almeno altri tre o quattro nuneri. Facciamo che chi arriva primo a dieci vince?

Leggi il riassuntone di ieri: Una pigna a Sanremo – Alabarda spaziale!
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L’inizio di Sanremo: La prima puntata non si scorda mai