Il paese con l’esse davanti (perché ogni pensiero è superfluo)

Di fronte agli ultimi fatti di Parigi, di fronte a tutto questo parlare sparlare e straparlare, io ho deciso di fare silenzio. E di aprire la mia copia delle Favole al telefono.

Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore. Viaggia e viaggia, capitò nel paese con l’esse davanti. – Ma che razza di paese è? – domandò a un cittadino che prendeva il fresco sotto un albero. Il cittadino, per tutta risposta, cavò di tasca un temperino e lo mostrò bene aperto sul palmo della mano.
– Vede questo?
– È un temperino.
– Tutto sbagliato. Invece è uno «stemperino», cioè un temperino con l’esse davanti. Serve a far ricrescere le matite, quando sono consumate, ed è molto utile nelle scuole.
– Magnifico, – disse Giovannino. – E poi?

– Poi abbiamo lo «staccapanni».
– Vorrà dire l’attaccapanni.
– L’attaccapanni serve a ben poco, se non avete il cappotto da attaccarci. Col nostro «staccapanni» è tutto diverso. Lì non bisogna attaccarci niente, c’è già tutto attaccato. Se avete bisogno di un cappotto andate lì e lo staccate. Chi ha bisogno di una giacca, non deve mica andare a comprarla: passa dallo staccapanni e la stacca. C’è lo staccapanni d’estate e quello d’inverno, quello per uomo e quello per signora. Così si risparmiano tanti soldi.
– Una vera bellezza. E poi?
– Poi abbiamo la macchina «sfotografica», che invece di fare le fotografie fa le caricature, così si ride. Poi abbiamo lo «scannone».
– Brr, che paura.
– Tutt’altro. Lo «scannone» è il contrario del cannone, e serve per disfare la guerra.
– E come funziona?
– È facilissimo, può adoperarlo anche un bambino. Se c’è la guerra, suoniamo la stromba, spariamo lo scannone e la guerra è subito disfatta.
Che meraviglia il paese con l’esse davanti.

(Gianni Rodari, Favole al telefono)