Qualcosa che dia un senso al tuo aspettare

Mi ricordo di quando eravamo lì seduti, sugli scogli rossi. Eravamo seduti da un’ora. Saranno state le sei, le sette di sera. Sotto al mio vestito di jeans avevo il costume azzurro, quello che si allaccia dietro al collo, che era più o meno dello stesso colore della tua maglietta che sapeva ancora di acqua di mare.

Eravamo seduti sugli scogli da ore e non avevamo nessuna intenzione di alzarci. Eravamo arrivati dopo aver camminato sui sassi ed essere andati avanti fino alla punta di Capo Coda Cavallo. Da quell’angolo si vedeva un isolotto colpito dal sole, lontano dal resto della costa, che se ne stava lì immobile nonostante le onde continuassero a infrangerglisi addosso.
Siamo stati seduti per ore e vicino a noi soltanto un pescatore. Due parole, giusto perché non riesci mai a stare zitto, e ah, no, poca roba, soltanto dei pesciolini da scoglio, oggi va così. È stato in quel momento che ho pensato che la pesca non dev’essere uno sport per gente particolarmente perspicace.

Eravamo seduti da ore su quegli scogli e non mi dava noia nemmeno lo stare scomoda. Continuavamo a guardare dritto verso il sole pur avendo gli occhi chiusi, pur vedendo le macchioline di luce girare sotto le palpebre. La Sardegna è bellissima ma non possiamo darle 10, lo sai, non c’è il tramonto sul mare, e tutte le altre nostre fisse sui colori e sui profumi e sulla macchia mediterranea e sulla terra bruciata.
Stavamo seduti sugli scogli e avevamo quasi perso la vista, a furia di aspettare che il sole tramontasse, ma poi all’improvviso ci è passato davanti.
Ma dove, io non lo vedo, ma dov’è, non c’è più.
È bastata un’increspatura diversa delle onde ed eccolo là, un cormorano, con la sua testa scura e il suo nuotare silenzioso. Ci è passato davanti e se n’è andato, come se niente fosse.

Eravamo seduti da ore e non era successo niente. Era come se stessimo guardando fuori dal finestrino di un treno, quando hai quasi la sensazione di vederti scorrere la vita di fronte senza poter scendere e fare qualcosa, anche solo sgranchirti le gambe. E poi ci è passato davanti.

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Il segreto, ho pensato, sta tutto qui, allora. Bisogna trovare qualcosa che dia un senso al tuo aspettare.

Hai ragione, ti avevo promesso un fantasmagorico resoconto delle vacanze in Sardegna e invece alla fine non se n’è fatto niente. 
Credo che ora come ora (nonostante questo autunno sia meraviglioso e mi stia regalando la gioia di girare con il cappotto ancora aperto) non te ne freghi una mazza di sapere dove fare il bagno a San Teodoro o di quanto l’acqua sia meravigliosa a Stintino. Ho pensato quindi che quando inizieremo a pensare alle vacanze mi travestirò da travel blogger e mi impegnerò seriamente per farti venire voglia di prenotare all’istante. Promesso.