Vorrei raccogliere una manciata di sabbia

Qualche giorno fa mi hanno scritto questo, per caso, quasi fosse un regalo, una lettera tipo Posta del Cuore. Frutto di un discorso più ampio ma essenziale nella sua brevità, pubblico tutto volentieri, sperando di poter dare una voce e un respiro a chi mi ha scritto. Grazie. 

Vorrei raccogliere una manciata di sabbia. Quei piccoli granellini così fini e intangibili. Vorrei trattenerli nel mio pugno, stringerli, quasi a farli scomparire. Ma non potrebbero scomparire. La materia ha volume. La puoi plasmare, trasformare, ma non eliminare.

Io oggi vorrei eliminarla. Vorrei cancellare quella manciata di sabbia. Vorrei che non esistesse. Vorrei aprire il pugno, osservare ogni singolo granellino, e soffiare. Soffiare e dissolverla nel nulla.
Non si depositerebbe a terra. Scomparirebbe nell’aria. Eliminata. Cancellata. Dissolta. Guarderei la mia mano, aperta, vuota, ma pronta ad accogliere altro. Non sabbia, però. Non più solo quella sabbia. La mia mano sarebbe aperta al futuro. Ad altro. A novità. E allora la smetteremmo con la solita sabbia, con quei fini e intangibili granellini di sabbia.

Oggi vorrei che non ci fosse più sabbia nel mondo. O che ne rimanesse solo una manciata, da raccogliere, da stringere, da guardare per l’ultima volta, da soffiare via.