Vestirsi alla moda oggi

Mi sembra di vivere un incubo.
Esco di casa. Ho una gonnellina svasata e una blusa un po’ anonima, una borsa a tracolla color gutturnio e un paio di zeppe non troppo alte (ma mannaggia a me potevo mettermi le ballerine che si stava decisamente meglio). E dire che non sono neanche vestita troppo male, voglio dire, sono al limite tra il confondermi con la tappezzeria e l’essere vestita di tutto punto, ma in giro mi guardano strano. Mi ritrovo a fare la fila al bar con ragazzine che mi sembrano venute da un altro pianeta. La radio del locale passa questa canzone:

Altro che incubo, allora è tutto vero. Quest’ondata di moda anni novanta sta contagiando tutti. Specialmente quelli che negli anni novanta erano avvolti in fasce e sorridevano ai budibudibudi e agli nghenghé delle loro mamme senza capire un accidente di moda e accessori.
Non so voi, ma io sono seriamente allarmata. Sarà la vecchiaia, sarà la mia banalità nell’abbigliamento ma trovo che dopo i risvoltini ai pantaloni e le espadrillas stiamo toccando quasi il fondo. Se anche voi vacillate davanti ai saldi e non riuscite a capire se quello che vi volete provare è un top o una gonna (giuro, mi è successo), ecco un vademecum sulle schifoserie da lasciare lì belle tranquille sugli appendini. Tanto la ragazzina dietro di te le sta puntando da quando è entrata nel negozio.

1. Il pannol- ehm, gli shorts di jeans a vita alta. Che poi, voglio dire, su alcune stanno anche decentemente, ma da dietro fanno l’effetto culo di Kim Kardashian e vi assicuro che no, non è bello. Specialmente se ce lo avete davvero, il diametro del culo di Kim Kardashian. (Il diametro, attenzione, solo il diametro).
La combo micidiale, però, è con il crop top, ovvero le magliette scappate. Sembra che abbiate ritrovato una maglietta dell’Onyx in campagna e che ve la siate messa lo stesso nonostante vi arrivi allo sterno. Ragazze mie, copritevi la pancia, che il rischio cagotto è dietro l’angolo.

jeans culati salopette bloglovin haze

La variante dei pantaloni culati (così mi verrebbe da chiamarli) è la salopette. Questa, devo dire la verità, ve la potrei anche passare. Anche se il miglior accessorio sarebbe un rullo e una tolla di bianco per andare a ridipingere la cucina.

2. Eppure, l’accessorio che sembra andare per la maggiore è, incredibile a dirsi, lo zainetto. Di pelle, di plastica, dell’Invicta tipo quello della gita delle elementari; piccolo, grande, medio, vuoto, pieno, rotto, nuovo di pacca.. Non importa. Basta che sia uno zainetto. E basta che serva a farvi assomigliare a Tomb Raider.

annathetekken.altervista.org 

3. Un altro accessorio che sembra andare forte è il Tattoo Choker, meglio conosciuto come “la collanina del Cioè”. Le sono molto affezionata, mi ricorda i miei dodici anni. Però come tutti i ricordi è meglio tenerli al sicuro, chiusi, custoditi in un cassetto.

tattoochoker Jelly Shoes

4. Ma il meglio, non so per quale motivo, quest’anno lo avete dato con le scarpe, le Jelly Shoes, i classici sandaletti da Nure. Era nel Nure che quando ero piccola mia mamma mi portava a fare il bagno e per non scivolare mi metteva queste scarpe un po’ bambino un po’ pescatore della domenica. L’anno scorso le ho cercate dappertutto per andare all’Isola d’Elba, invano, e invece quest’anno c’è l’invasione. Mannaggia.

5. Tolti gli stivali ad infradito, che sono uno sbaglio da cancellare dalla storia dell’umanità come i vestiti Desigual e le Crocs, quest’anno avete smesso le Stan Smith e vi siete dedicati ad una cosa sola: le Birkenstock Arizona. Già l’anno scorso si erano affacciate timide su Instagram, qualcuna le aveva già comprate e indossate: quest’anno abbiamo orgogliosamente dato il via ad una lunga estate caldissima fatta di ciabatte e jeans culati.
Io non so come dirvelo: possono anche essere fatte dalla Birkenstock o dalla Regina Elisabetta in persona, possono costare quasi un centinaio di euro o dieci al mercato, ma sempre ciabatte rimangono. Non dico che siano brutte come le scarpe di Ciodo per andare a mungere (vedere alla voce: Birkenstock Boston),  ma sembrano quelle del nonno per andare nell’orto.

birk caraloren.com

Vi capirei se faceste come le dive che le ciabatte se le mettono, certo, ma mica con i jeans e i merletti per andare ad un evento in città. Se le mettono per buttare la monnezza o uscire un secondo più o meno vestite con il pigiama. E scommetto che se ne vergognano pure. Ma chemmifrega, penseranno, ero solo uscita per scendere il cane che lo piscio, vuoi che le mie ciabatte diventino un trend per il 2015, ma neanche nel mondo dei sogni. Eh. Infatti io ve lo avevo detto che è un incubo.

birk leighton meester

(Le immagini le ho trovate tutte ricercando su Pinterest)