Le fisse #2

Prosegue la rubrica più amata dagli italiani, ovvero quel momento in cui tu, caro lettore fedele, fingi di interessarti a quella manciata di cose su cui mi sono fissata nell’ultimo periodo. Quel momento in cui ti vedi costretto ad annuire sommessamente mentre ti dico che “le fisse potrebbero servire anche a te”, che magari fare quella-cosa-lì potrebbe darti lo spunto per le pigre serate estive che verranno. Perché ce ne saranno, credimi, ce ne saranno. Soprattutto se le vacanze sono così lontane che neanche le vediamo col binocolo. 

– In tv ultimamente non danno niente e io, dopo la mia pausa apatica dai telefilm, mi sono ributtata a capofitto nel tunnel. Dopo un inizio traballante con House of cards (lo sto lasciando decantare un po’, in attesa che il mio compagno di puntate abbia voglia di ricominciare a guardarlo), un rifiuto categorico verso Game of Thrones e una risalita con 1992, mi sono rimessa in carreggiata con Orange is the new black e Wayward Pines.

OITNB l’ho seccato in una settimana, merito di Netflix che ha messo a disposizione tutta la stagione da subito (parliamone: quanto è bona Stella? Ho voglia di tatuarmi una tartaruga ninja sul braccio).
Wayward Pines invece me lo sto gustando a piccoli passi, visto che è in corso e si sta imponendo come l’appuntamento fisso del post-giovedì. Mancano poche puntate, quindi poco dopo sarà la volta di True Detective (ma prima devo finire la prima stagione – devo, DEVO, D E V O finire la prima stagione). Poi, per quando sarò orfana del tutto, ho già sguinzagliato i miei cani da tartufo: è arrivato il momento di tornare sull’isola e continuare, seguire, capire e finalmente concludere quello che mi è rimasto di Lost.

– A casa di Architetto hanno sempre la Settimana Enigmistica. Io l’ho sempre e solo comprata al mare, perché durante l’anno mi sembra una perdita di tempo, ma ultimamente (saranno le cicale che sento fuori dalla finestra, non so) mi è tornata la fregola. L’altra settimana ho addirittura comprato il giornalino di Reazione a Catena, fai te. A parte gli scherzi comunque provate, provate a fare un Bartezzaghi in compagnia. Darà una svolta alla vostra serata.
Quando invece trovate una Settimana in casa di altri – quando come me non vi osate ad iniziare o finire un cruciverba altrui, errore che potrebbe rivelarsi imperdonabile – dateci dentro con la Pagina della Sfinge. Di solito non la fa nessuno, perché in pochi capiscono che la nostra vita è una sciarada, sulle prime sembra xxxxyz e invece è zxxyxz. Io adesso mi sono data ai rebus, ma sono impedita e mi escono fuori delle cose da teatro dell’assurdo.

(SCE-Pulite RIC-Boscaiolo G-Tronco? Ah no, quello in mezzo è RIC-Ivan!)

– Ho appena finito un corso di fotografia. Non è sicuramente mia intenzione far partire un pippone su quant’è bello fotografare e capire finalmente da che parte si girano quelle dannate rotelline, ma di sicuro posso dire che ne ho tratto beneficio anche solo per instagrammare qualcosa fatta alla cacchio con il cellulare. “Sì ma”, mi sembra di sentirla, la voce che si alza da laggiù in fondo, “qual è la fissa, quindi?”. Semplice: quella di imparare cose nuove.
Sono nata pigra e morirò pigra, non c’è niente da fare, ma mi rendo conto che il tempo libero può essere ancora più prezioso se usato per scoprire qualcosa che non si conosce. Avevo iniziato bene con Architetto che mi insegnava il tedesco, dopo il suo corso intensivo di quest’inverno, ma è andata a finire che ad oggi so dire buongiorno buonasera vengo dall’Italia e ho sei-e-venti anni. Un fail.

Ah. A proposito di fail. Quest’inverno avevo istituito la Cassettina delle Monete, ovvero una scatola sulla mensola di camera mia dove mettere dentro tutti gli euro volanti che trovavo in giro (specialmente sul fondo della borsa) per non spenderli. Così magari fra un paio di mesi avrò un po’ di soldi da parte e magari li posso usare per andare in vacanza – pensavo. Il risultato? Quattro euro e ottanta. Ce la si fa in Sardegna per una settimana con quattro euro, sì?!