Una boccata d’aria fresca

È come prendere una boccata d’aria fresca. Come un temporale estivo proprio quando hai un caldo esagerato e vorresti strapparti di dosso anche la pelle. Come un paio di scarpe che quando le provi ti stanno proprio comode, neanche fossero fatte su misura, e non ti stringono in punta come tutte le altre. Come un viaggio inaspettato proprio quando avevi pensato di partire. Un biscotto di pasta frolla bruciacchiato, fatto con i ritagli avanzati della crostata. Come sognare di volare. Beccare uno dei tuoi film preferiti in tv, proprio mentre stavi pensando che palle non c’è un cazzo da guardare povera Italia è davvero uno schifo adesso quasi quasi mi faccio Sky. Come una boccata d’aria fresca. Una manicure fatta a puntino che ti fa sentire in ordine dalla testa ai piedi. Come quando l’ipod in riproduzione casuale ti regala la canzone di cui avevi bisogno. Come trovare una panchina all’ombra dopo una camminata lunghissima. Come il suo sorriso. Un romanzo letto tutto d’un fiato. Un tramonto su una spiaggia deserta di sassolini bianchi. Come essere te stesso senza aver paura di essere giudicato. Come sapere a memoria una poesia delle elementari. Come gli spaghetti aglio olio e peperoncino all’una di notte. Come un goal all’ottantanovesimo. Come quella sensazione che ti assale quando l’aereo sta per decollare ma tu hai chi ti stringe la mano e ti dice che andrà tutto bene. Come una boccata d’aria fresca – l’ho già detto una boccata d’aria fresca? Come il momento in cui decidi che quella sarà la tua firma e che è proprio bella (magari ci metto una righettina anche qui, ecco, così) e ti senti già grande anche se non hai ancora finito le scuole medie. Come quando stai pensando alla stessa cosa e ti capisci con uno sguardo. Come piangere dal ridere. Come un regalo inaspettato. Una piantina di basilico sul balcone che impreziosisce la tua pasta dal pomodoro fresco. Come quando i bambini ridono di gusto e si fanno venire il singhiozzo. Quando prendi un foglio e riesci a disegnare un cerchio perfetto. Quando ti arrabbi e piangi dal nervoso ma poi fai sempre pace. Come le carezze della nonna dopo un capitombolo e un taglio sul ginocchio. Come prendersi le mani al buio e riconoscersi al tatto. Come una ventata in faccia mentre lasci andare i pedali della bicicletta per fare quella discesa. Come il naso spelato dopo due giorni di mare. Come le ciliegie. Le lentiggini. La neve. E come una boccata d’aria fresca.
Ecco.
Stare con te non è neanche la metà di tutte queste cose messe insieme.