I pettegolezzi delle api dicono che i leopardi hanno perso la vena poetica

Lo so, non dirmelo anche tu. Non scrivo da secoli. In realtà non è poi così tanto, ma non ho scuse.
Incominciare un post invocando le muse e chiedendo perdono sarebbe troppo perfino per me che in questo periodo è tutto un 
parla come magni (col risultato che parlo poco e mangio ancora meno) perciò tiro fuori un evergreen, un grande classico, per sbloccarmi da questa sottospecie di sindrome da foglio bianco.
Sarebbe bello dire che mi sto ispirando ad Umberto Eco e ai grandi scrittori con cui ci riempiamo la bocca ma ehi, per caso mi stai dicendo che Bridget Jones non è poetica?!


5 Giugno 2015
Ore 12:30

Giorni che sono passati dall’ultimo post: 37 – un’infinità. Non mi prendevo una pausa così lunga neanche durante l’estate alle elementari, quando incominciavo i compiti solo dopo il mio compleanno. E iniziare il libro delle vacanze a ferragosto è dura, credetemi.
Cose che ho fatto nel frattempo: tante, tantissime, ma quasi tutte mi sono scivolate addosso e ora le vedo lontane, come se non le avessi vissute io.

Matrimoni a cui sono andata: 1, con un vestito che non mettevo da quasi dieci anni e che adesso, oplà, si chiude che è una meraviglia. Bouquet che a momenti mi cadono in testa e da cui scappo come se fossimo nel bel mezzo di una pioggia di meteoriti: 1 (ciao Giulia); non per cattiveria, ovviamente, ma piuttosto per non rovinare la mia reputazione di eterna fidanzata e anche un po’ rompicoglioni.
(Commenti di Architetto al lancio del bouquet: 1. Era qualcosa come “se lo prendi ti insulto”. Giusto per farvi capire che siamo in buona compagnia).

Strumenti musicali nuovi in casa mia: 1, una viola, che mi sta dando tantissime soddisfazioni. Non so leggere in chiave di contralto, non so assolutamente mettere il gomito nella posizione giusta ma in compenso ho imparato qualche musichina ad orecchio e la colonna sonora di Jurassic Park va via che è un piacere. Infatti in casa mi odiano tutti.

Corsi fatti: 1, di fotografia, bellissimo. Esami da preparare: 1, di cui poi magari parleremo.
Libri letti: neanche uno (oltre alla sindrome da foglio bianco ho anche ‘sta cosa del blocco del lettore, che mi sta facendo veramente quasi impazzire). Libri che ho pensato di scrivere nel frattempo: milioni, ma non mi usciva mai niente che fosse un minimo più profondo di una roba tipo I love shopping della Kinsella.
Telefilm guardati: pochi, e questo è addirittura più scandaloso dei libri. Film degni di nota: 1, Youth, ieri sera, quando ci siamo rifugiati al cinema per approfittare dell’aria condizionata del multisala dietro casa. In compenso ho guardato tantissime volte un video meraviglioso, quello di una nuova versione di Wannabe delle Spice Girls, e non ho ancora finito di piangere dal ridere.

Viaggi fatti: 1, a Innsbruck e Salisburgo, lo scorso weekend, un giro tematico per andare a vedere dove hanno girato il film della mia infanzia, Tutti insieme appassionatamente. Ho scoperto la meta a spizzichi e bocconi durante il tragitto, non sapevo assolutamente dove mi stessero portando. E vi dirò di più: la sorpresa è riuscita da dio anche perché sono una capra in geografia. Vedi che ho fatto bene a non perdere tempo a studiarla?
Partecipanti a questo viaggio: 9, 7 + 2, come i cantori della famiglia Von Trapp. Se voleva venire qualcun altro, lo mettevamo a fare la parte dello zio Max (“lo zio Max!”) e della Baronessa Schroeder. (Sì, volte in cui ho visto quel film: centinaia e centinaia, l’inizio, ma forse solo una ventina fino alla fine). Post che forse scriverò su Salisburgo: 1, specialmente per far vedere quanto è diventato bravo Architetto a fare le foto.

Lauree conseguite (e già inserire una categoria come questa è segno che va tutto molto bene): una, un mese fa, e fortunatamente né la Madonna né tutti i santi che in questi anni ho invocato hanno pensato di incenerirmi  quel giorno, magari proprio mentre stringevo la mano alla commissione.
In compenso, amici che mi hanno sostenuto e tenuto come il gambino d’un santo: tanti. Soprattutto quelli che ho ringraziato personalmente e a cui ho regalato il mio amore sotto forma di pdf. Tenetelo da conto perché, visto il mio essere un po’ orso nell’esternare i sentimenti, dubito avrò di nuovo uno slancio del genere.

Promesse fatte in tutto questo tempo: una manciata – di stare tranquilla, di essere positiva, di non buttarmi giù per niente, di parlare, di costruire e non demolire.
Promesse mantenute: 1, quella di tornare qui a rompere ancora le balle e riprendere, in qualsiasi modo, a scrivere.


Non finirò mai di dire grazie, per ogni cosa. Non mi piace essere sibillina, perché poi finisce sempre che divento trasparente come l’acqua, ma certe cose le devo preservare per forza.

Giuro, parola di boy scout, che cercherò di ritrovare la vena poetica, come ho scritto nel titolo. È una citazione colta, fra l’altro. Regalo una maglietta a chi la indovina. Promesso.