Se ce l’ho fatta io #2 – Qualche sana pacca di incoraggiamento

Sì, lo sappiamo – mi sembra di sentirlo – vai a correre e sei brava, ora non rompere però, dai.
Non ho scuse: fino a poco tempo fa neanche facevo un metro senza sentirmi pervasa da una crisi respiratoria, quindi capitemi, ho la fregola di un esaltato appena convertito all’islam. O di Jill Cooper, visto quello che avevo scritto nel primo post sulla corsa.

Ultimamente però non mi sono comportata come il galateo del running vorrebbe. Preferisco correre in inverno, perché mi posso nascondere sotto ai vestiti (anche perché non si boccheggia dal caldo, certo, ma non diciamo cazzate, è perché mi posso nascondere meglio sotto ai vestiti). Nonostante questo, dopo un inizio col botto è da novembre che ho un po’ calato il ritmo. Ci vado comunque, eh, meno spesso ma ci vado. Il fatto è che se prima per farmi allacciare le scarpe e andare bastava il pensiero, ora devo impegnarmi anche solo per trascinarmi di là e vestirmi.

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Non voglio cercare di attaccarvi la mania, anche se insomma, siamo a marzo e non è ancora troppo tardi per rinunciare a un dolcetto e iniziare a pensarci un minimo. Io punto, come sempre, a rimettermi il bikini quest’estate, e chi mi conosce sa cosa vuol dire per me mettere il bikini – roba che fare uno studio di funzione y=blablabla mi sembra più piacevole, considerando ovviamente quanto la matematica mi faccia cagare da 0 a + infinito.

Non voglio attaccarvi la mania, dicevo, ma sono alla ricerca di una pacca sul culo d’incoraggiamento. E no, non intendo quella unica e timida pacca sul culo alla Cinquanta sfumature di grigio (l’ho visto l’altro giorno e credo che un mio limone sia più erotico di tutto il film messo insieme). Intendo una pacca tipo giocatori di pallavolo, di quelle che sembrano dirti dai vai così che sei meglio di Mila Azuki, cazzo.

Ieri ci pensavo, mentre correvo, e gira che ti rigira ho trovato qualche spunto che potrebbe fare al caso mio (nostro?) anche senza pacca di incoraggiamento. L’altra, invece, quella unica e timida, la teniamo in serbo per dopo.

MOTIVI SERISSIMI PER CUI E’ MEGLIO CHE TU ESCA A CORRERE: 

– Perché hai mangiato troppo.
– Perché la bilancia ti sorride. (Che banalità).
– Perché puoi ascoltare quell’album nuovo, quello che hai appena scaricato, o quell’audiolibro, o quel podcast.
– Perché nell’app della Nike Alice ha fatto più km di te. (Alice sarà sempre più avanti di te, ed è una gran fortuna: potrai sempre pensare di poterla raggiungere, un giorno).
– Perché così hai i vestiti da mettere a lavare insieme al resto.
– Perché senti che muscoli che c’ho qui nelle chiappe, senti.
– Perché così poi mentre fai la doccia metti sotto carica il telefono.

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– Perché vedrai un bel tramonto, ci sarà una bella arietta, ti passerà il mal di testa e starai meglio.
– Perché nei telefilm lo fanno tutti. (E’ una nuova moda: in Dawson’s creek o Beverly Hills non c’era nessuno che correva). E poi perché così quanto torni puoi spararti un paio di puntate senza troppi sensi di colpa.
– Perché io valgo.
– Perché la gente che incontri per strada ti guarda con ammirazione.
– Perché hai delle scarpe fighissime, più colorate delle Lelli Kelly di tua nipote.
– Perché la Nike potrebbe sponsorizzarti.

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– Perché Christian Grey non ti regalerà un’Audi se sei cicciona.
– Perché ormai ti sei vestita – reggiseno maglia termica leggings felpina calze scarpe – e sai che fatica svestirsi per niente.
– Perché metti che arriva un’invasione di zombie, o che ti scelgono come tributo ai prossimi Hunger Games al posto di Katniss..
– Perché tanto ti devi lavare i capelli.
– Perché, come dice Ollie Williams, domani piove.