Una pigna a Sanremo – s03e02 – Parrucchieri, calzini e il mio prossimo marito

Siamo sopravvissuti anche alla seconda puntata. Vero che col #bevisanremo è andata meglio?

Biagio Twitter

Prima di tutto vi devo dire una cosa. Questa volta Arisa aveva un reggiseno come Dio comanda (non ve l’avevo detto ma ieri l’altro c’era stato un, diciamo, cedimento strutturale). Il primo vestito di ieri era strano, con dei pantaloni così larghi da sembrare una gonna, ma sono sicura che non ve ne siete manco accorti, tutti presi dalla sua scollatura quasi underboobs. Seconda cosa: Ro-ssìo ieri sera era figa. Ma sul serio. Non aveva la testa acconciata da telenovela argentina ma era davvero bona come il pane abbrustolito con la marmellata. E incredibilmente – non che ci voglia un dottorato in linguistica, sia chiaro – parla l’italiano quasi meglio di Emma.

"Scusatemi per i capelli di ieri, ora lo capite Raoul?" [LaPresse]
Ro-ssìo che manda a cagare il suo parrucchiere della prima serata [LaPresse]

Questa volta prima le canzoni. Abbiamo ascoltato, tra gli altri, Nina Zilli, Bianca Atzei, Lorenzo Fragola, Moreno, Marco Masini e Irene Grandi. Io non sono tanto brava a giudicare al primo ascolto, almeno non brava quanto voi. A me servono tante cose – leggere il testo, capire che cosa dice, sentire con le cuffie, cantarle – e stavolta proprio non riesco a dare un giudizio sensato. Mi sembravano più belle quelle del ’97, quando hanno vinto i Jalisse, e ho detto tutto.

Anna Tatangelo un po' Belen Rodriguez che saluta senza far ballare le ciccette del braccio [LaStampa]
Anna Tatangelo un po’ Belen Rodriguez che saluta senza far ballare le ciccette del braccio [LaStampa]

Tre però sono gli artisti su cui dovete un attimo riflettere: Biggio e Mandelli, che si sono vestiti vagamente da Grand Budapest Hotel e han portato un pezzo alla Renzo Arbore 2.0; la Tatangelo, dispensatrice di saggezza da quando ci ha illuminato con il suo sempreverde quando la persona è niente l’offesa è zero (a fine serata è risultata a rischio eliminazione, ma che te ne frega Anna, tanto tu sei sempre una muchacha troppo sexy) e Raf, porello, che sembrava in attesa di una flebo con 50 cc di ricostituente. Io un po’ ci sono affezionata, a Raf, non voglio ritrovarmi a piangere anche sull’Infinito versato.

Io però mi sento in dovere di puntare l’attenzione su Il volo. I tre tenori usciti dal programma della Clerici (che all’epoca sembrava se la fossero magnata, la Clerici) hanno ancora soltanto vent’anni e per dimostrarlo si sono presentati a Sanremo in giacca di pelle come Renzi dalla De Filippi. Non mi piace come cantano, sono un insulto alla lirica, ma sapete che forse forse, quella canzone lì… Bah. In ogni caso propongo di mandarli a Sanremo International e farli esibire all’Ariston di Las Vegas, perché qui queste robe da Claudio Villa non le vogliamo. (Anche se, forse…)

Pronti per la Thunder road. Kenickie, Danny Zuko e Sonny [LaPresse]
Danny Zuko e i T-BIRDS, pronti per la Thunder road [LaPresse]

Devo dire la verità, comunque: mi sono divertita di più durante la prima puntata. Questa serata è stata un po’ così così, senza infamia e senza lode. Ma io glielo avevo detto a Carlo Conti, Carlo, non devi mettere subito Tiziano Ferro perché noi poi ci esaltiamo e chi ci soddisfa più, mannaggia. Anche perché il super ospite è stato Biagio Antonacci. BIAGIO. ANTONACCI. L’uomo che ha messo fine alle pippe mentali col suo chiarissimo io ti penso raramente te lo dico veramente (poi dicono che i cantautori sono morti, in Italia.. va’, va’ che roba che ti scrive il Biagio, il filosofo della friendzone). Ha fatto un medley, ha improvvisato due passi di danza con una ballerina sbucata fuori dal nulla e intanto ha messo su il caffè per l’indomani mattina. Un uomo da sposare. Anche solo per rifargli il guardaroba, poveretto, visto che si è presentato al Festival senza calzini e con addosso una camicia che neanche da Terranova ai saldi tirano più fuori dal magazzino.

Questa moda dei risvoltini ai pantaloni ci sta sfuggendo di mano [Ansa]
Basta risvoltini ai pantaloni, vi prego, basta, o iniziano a farlo anche i cinquantenni [Ansa]

Su una cosa, però, siamo tutti d’accordo – anzi, due. Charlize Theron è meravigliosa, punto. E non importa se qui in Italia dobbiamo associarla solo a J’adore e alla pubblicità del Martini, quella dove le si sfilacciava il vestito e che abita ancora nei sogni proibiti dei nostri fidanzati. Vorremmo tutte esserci svegliate stamattina ed essere Charlize, considerato soprattutto il fatto che ha dodici anni in più della Tatangelo (la Tatangelo è come Ivan, dimostra sempre trentacinque anni) e che da sdraiata è lunga quasi come il mio tristissimo letto ad una piazza.

Oggi ho provato a farmi questi capelli. Sembro La Pimpa. [Tvblog]
Oggi ho provato a farmi questi capelli. Sembro La Pimpa. [Tvblog]

La seconda cosa su cui siamo tutti d’accordo è Conchita Wurst: un po’ Nunzia De Girolamo un po’ Valerio Scanu, la vincitrice dell’Eurovong-song-chong-contest (ancora non ho capito come si chiama, perdonatemi) è scesa dalle scale emanando più femminilità di me e delle mie amiche messe insieme. Certo, questa cosa della barba ci sta un po’ sfuggendo di mano, ma che ci possiamo fare.

Valerio Scanu che imita Elsa di Frozen - let it gooo, let it gooo [LaPresse]
 In realtà è Valerio Scanu che imita Elsa di Frozen [LaPresse]

Per il resto, solite cose: un comico che non ha fatto ridere (tale Angelo Pintus, presente quello a cui riesce bene soltanto imitare Pizzul?), Joe Bastianich versione prima della dieta e e Nibali, che conosco solo grazie ai miei amici della bicicletta. Poi abbiamo avuto Pino Donaggio, con un evidente tentativo di shatush dal turchino alla tonalità castano menopausa, e Javier Zanetti, ambasciatore dell’EXPO e della lacca Cielo Alto. Niente di che, insomma. Finché ad un certo punto, verso la fine, non ho visto lui.

Luca mon amour [LaPresse]
Mamma, papà, vi presento il mio fidanzato [LaPresse]

Grazie, Carlo. Grazie. Sono sicura che vi siete persi il suo intervento (era tardi, sicuramente siete andati a letto), ma Luca Argentero ha annunciato il nostro imminente matrimonio. Niente più sua moglie, niente più Architetto, finalmente usciamo allo scoperto, davanti a tutti. Ha dovuto ovviamente dissimulare e dire che era lì per presentare il suo film, “Noi e la Giulia”, ma era chiaramente un messaggio in codice. Noi, inteso noi-noi, e la Giulia, la macchina che ci porterà fino in chiesa. Eppure non era difficile da capire. Perché ho capito giusto, vero?!

Una pigna a Sanremo, PRIMA PUNTATA – Influencer e apparecchio per i denti