Una pigna a Sanremo – s03e01 – Influencer e apparecchio per i denti

Ho lanciato un hashtag, ieri. Ora va di moda dire così, ho lanciato un hashtag, e dato che funziona con Renzi ho pensato potesse andare bene anche a me.

Anche Arisa vestita da Cardinale prega che il mio hashtag funzioni [Vanityfair.it]
Anche Arisa vestita da Cardinale prega che il mio hashtag funzioni [Vanityfair]

Non l’ha raccolto quasi nessuno, questo hashtag, e vuol dire che la mia strada per diventare influencer è ancora lunga e tortuosa (un po’ come Siani con la comicità, insomma). Il mio hashtag era un tranquillissimo #bevisanremo, visto che ormai non si guarda il Festival senza affidarsi almeno ad un alcolico o due, ma quasi nessuno mi ha seguita. Peccato, ma stasera cercate di rimediare, grazie. Questa è la terza volta della rubrica che ha fatto commuovere il web, la famosa Pigna che va a Sanremo, e a questo punto dovreste essere preparati: mi piace Sanremo perché asseconda il mio lato trash e giustifica la mia necessità quasi fisiologica di parlare di cagate per una settimana. (A questo punto annuiremo tutti e faremo finta che durante il resto dell’anno io sia una persona seria e composta, dedita a parlare solo di fisica delle particelle e politica estera internazionale. Su, fatelo, annuite).

Qui mi aspettavo che uno dei quattro si alzasse per ballare la Scossa [Vanityfair.it]
Qui mi aspettavo che uno dei quattro si alzasse per ballare la Scossa [Vanityfair]

Quest’anno a Sanremo abbiamo Carlo Conti. Ahahah, sì, giusto, sarà vero che dopo Miss Italia viene un conduttore nero, non me par vero, ma alla quinta frase sulla sfumatura del suo fondotinta non ci resta che alzare gli occhi al cielo come per le Ice Capades, quindi esauriamo le battute sul colore della pelle e passiamo oltre, grazie. Passiamo per esempio all’ironia bassissima di Siani, che l’unica cosa che abbiamo capito senza l’ausilio del 777 di televideo è stata uno sfottò ad un bambino grasso seduto in platea. (Sì, si è detto che il bambino della battuta fosse quello che ha recitato nel suo film e che fosse tutto studiato a tavolino, ma non è vero. Infatti a me sembrava strano che qualcuno lo avesse visto per davvero, un suo film).

Emma Marrone pronta per una puntata di Abito da sposa cercasi [Ansa]
Emma Marrone pronta per una puntata di Abito da sposa cercasi [Ansa]

Oltre a Carlo quest’anno abbiamo due vallette d’eccezione: Emma Marrone, spaesata come Jen di Dawson’s Creek appena scesa dal taxi a Capeside, e Arisa, che forse è stata l’unica a prendermi in parola e raccogliere il mio #bevisanremo (ha bevuto qualcosa con Grignani, sono sicura). Non manca anche la valletta figa-e-straniera che ha il solo compito di impappinarsi anche nel dire dirige l’orchestra Beppe Vessicchio: è Rocìo Muñoz Morales (si pronuncia ro-ssìo, come se stessimo chiamando la gallina di Banderas), famosa in Italia per essere la donna che divide il letto con quelle due braccia rubate al nuoto di Raoul Bova.

Ro-ssìo scende le scale ed è subito Il Segreto [Agf]
Ro-ssìo scende le scale e con quei capelli è subito Il Segreto [Agf]

La serata, comunque, secondo me è scivolata via bene; non so se il merito è degli alcolici, dei miei commenti su Whatsapp o della mia presenza su Twitter, ma mi sono anche divertita. Gli ospiti (a parte il piccolo diludendo degli Imagine Dragons, che ultimamente abitano di diritto nel mio Spotify ma che dal vivo sono stati un colpo al cuore, con quelle canzoni così spente) – gli ospiti, dicevo, il cuore del trash. Prima Tiziano Ferro, che ci ricorda che notizia è l’anagramma del mio nome e che possono passare gli anni ma ripenserai sempre al caffè caldo svegliando-tì (vedi, c’è sempre una citazione di Tzn per ogni occasione, è meglio del libro delle risposte). E poi Al Bano e Romina, una reunion a colpi di vibrato e grazie per essere il simbolo della musica italiana, ma che suonava tanto come un’udienza fuori dal tribunale.

E vissero felici e contenti, finché lui non la colpì con un sottopiatto, regalo della suocera [ansa]
E vissero felici e contenti, finché lui non la colpì con un sottopiatto di vetro, regalo della suocera [ansa]

In ogni caso, non abbiamo fatto in tempo neanche a gustarci un do di petto di quella cornamusa umana di Al Bano che subito “via al televoto”, ha tuonato il nostro Carlo Conti, e noi ci siamo accorti che oltre al medico guarito dall’ebola e alla famiglia più numerosa d’Italia (ancora più numerosa di quella del comandante Von Trapp) c’erano le canzoni. Non le commenterò tutte, fortunatamente. Vi basti sapere che per ora fra le mie preferite ci sono Wolverine-Nek, Alex Britti, Malika Ayane col suo apparecchio per i denti (un inevitabile tuffo nel passato, quando a quindici anni neanche il dentista poteva fermarci dal limonare durissimo lo stesso) e Annalisa, sogno erotico di molti (vorrei rinascere Annalisa, stavolta andava quasi bene anche la canzone da tappeto di fragole firmata Kekko dei Modà).

Ma tanto lo sappiamo che alla fine vince Tiziano [ansa]
Ma tanto lo sappiamo che alla fine vince Tiziano [ansa]

Domani sono in gara altri dieci big, così vedremo se ci sarà qualcuno in grado di farci dimenticare il ricordo di quella brutta esperienza che porta il nome di Lara Fabian. Forse Biggio e Mandelli, forse i tre del Volo, forse il solo pensiero di Pupo ed Emanuele Filiberto. Chissà. In ogni caso, date retta ad una scema: beviamoci su.