Perché San Valentino è San Valentino

Sabato è San Valentino. Sì, lo so a cosa state pensando. Ma aspettate un secondo, è una cosa seria.

Di solito succede così: a uno dei due (a uno soltanto, in genere non si è mai d’accordo su questi argomenti) viene lo schizzo di chiedere “facciamo qualcosa per San Valentino?”. Lo chiede così, tanto per sapere, con gentilezza. La risposta comprende una gamma di espressioni facciali più o meno felici (di solito molto poco felici), accompagnate magari da un leggero pippone metafilosofico – perché dovremmo festeggiare una festa così stupida, dico io, inventata per comprare regali stupidi e spendere dei gran soldi in cose stupide. E poi eccola là, la stangata finale: amore io ti amo tutti i giorni, non ho bisogno che arrivi San Valentino a ricordarmelo.

Per carità, è verissimo. Ma anche un po’ paraculo. Siamo sicuri che non ci sia bisogno di una ricorrenza, di un pretesto? Siamo sicuri che il resto dell’anno sia pieno di attenzioni e di amore, tanto da doversi per forza distinguere dalla massa, noi e le nostre convinzioni col naso all’insù?

Valentines Day

Lo vedo, lo sguardo vacuo nei vostri occhi. L’ho visto anche stamattina, quando mi sono guardata allo specchio, uno sguardo perso con una leggera coda di paglia e un punto di domanda disegnato in faccia. Sì, perché sono io la parte fredda della coppia, quella con poche parole dolci e zero romanticismo, che a inizio febbraio si fa le paranoie e si convince di poter migliorare la sua situazione con un pacchetto regalo e qualche attenzione in più.

E’ vero che la mia idea di San Valentino forse è un po’ strampalata; questa settimana c’è pure il Festival di Sanremo e il top per me sarebbe passarlo a casa, io, lui, un divano e una televisione, a trangugiare vino rosso e a saltarci addosso ogni volta che sentiamo il PARARA’ di Perché Sanremo è Sanremo. Sicuramente sarebbe un bel modo di finire ubriachi, innamorati e felici nel giro di un paio d’ore, ma ecco, ora capite il perché del mio sguardo vacuo e della mia coda di paglia.

Mi piace pensare alle donne come a quella categoria di persone con il regalo incartato nell’armadio con almeno un mese di anticipo – categoria in cui io, evidentemente, sono capitata per sbaglio – perciò mi rivolgo agli uomini, che cercheranno in ogni modo di stupirla, specialmente se la vostra è una tipa abituata a non aspettarsi granché (un po’ come Architetto, insomma).
Non vi suggerirò le solite cose (fiori cioccolatini cena al nostro ristorante preferito), anche se magari presentati in una maniera diversa dal solito potrebbero essere la carta vincente. Non mi soffermerò neanche sulle cose troppo costose: San Valentino per lei rimane comunque una festa stupida che ci fa sparire dei gran soldi dal portafoglio, quindi smettiamola di far strisciare la carta di credito e andiamo di low cost.

Idea numero uno: cucinare per lei, soprattutto se di solito non riuscite a scongelare neanche le crocchette di patate dell’Esselunga. Guadagnereste un sacco di punti, e ve lo dico io che questo Natale ho ricevuto in regalo la sua prima torta ed è stata super apprezzata. Sia la torta sia la cucina, che incredibilmente non ha subito alcun danno.
Idea numero due: potreste regalarle qualche ingresso o qualche offerta particolare per il cinema o il teatro, oppure per qualche mostra da visitare una delle prime domeniche di primavera. Potete abbonarla alla versione online di una rivista, farle un account Premium su Spotify oppure regalarle un buono o un ebook per il Kindle. Potete comprarle una chiavetta usb e metterci dentro una serie tv già scaricata da guardare insieme, visto che Netflix in Italia sembra essere ancora lontano e sconosciuto più del trapassato remoto.

Se sta molto al cellulare, o se vi butta giù di fretta perché ho il telefono scarico, potete comprarle quelle batterie esterne da tenere in borsetta, che ricaricano la pila via usb. Se crede che quel muro in fondo sia un po’ spoglio potreste regalarle una stampa o un altro oggetto di arredamento, che starebbe proprio bene in quell’angolo lì, dietro al divano.
Non vi dirò che potete comprarle anche un sex toy (ops, l’ho detto) né che potreste buttarvi su un completo intimo, magari di pizzo, un po’ retro (i push up e il cotone lasciatelo negli scaffali di Tezenis, grazie). Non mi soffermerò neanche su tante altre cose – una borsa, un concerto -, un po’ perché forse fuori budget e un po’ perché tanto la cosa che davvero la renderebbe felice, ancora di più del sempreverde put a ring on it, è un’altra: se è a dieta, il miglior regalo resterà sempre dimostrarle solidarietà e mettertici anche tu.