#GoodNatal, basta con la solita musica

Sono andata a fare un giro di shopping in tempi non sospetti, verso la fine di Novembre, ed era l’ansia ad ogni passo.
Non dico mica per i prezzi, no, che quando ci sono andata c’erano pure le offerte per il Black Friday e mi sarei comprata tutto Mango (magari prima o poi parleremo anche dei miei gusti in fatto di vestiti, che variano dal “banale” al “trash”, ma ora non è il momento). Mi è venuta l’ansia, dicevo, per il mood.

Secondo me quest’anno sono tutti impazziti prima del tempo. Le luminarie sono affisse per le strade già da settimane e i giocattoli sono già scontati e pronti per essere posizionati con cura sotto l’albero. Le signore del paese dicono “han tolto i lumini da morto e hanno messo il panettone”, ma meno male, visto che quello si mangia, e chi siamo noi per dire di no a qualcosa che si mangia? (A tal proposito, un aneddoto: io e Architetto “da giovani” eravamo soliti farci delle domande, dei quiz, “acqua, fuochino, fuoco” per riuscire ad indovinare il regalo che ci stavamo per fare. Secondo voi qual era la sua prima domanda? Sì, esatto, “è qualcosa che si mangia?”). Quindi lasciamo stare il cibo, che quello non ci dà mai fastidio. Quello che ci soffoca è la musica.

Entravo nei negozi, Accessorize, Ovs, Zara, e ovunque c’era Micheal Bublé. Oppure Frank Sinatra o Mariah Carey, Celine Dion e Andrea Bocelli. Oppure quella cosa tristissima degli Wham che l’anno scorso ti ho dato il cuore ma you gave it away. Ma perché?! A Natale non c’è solo quella musica. Bellissima, eh, per carità, ma trita e ritrita. Per questo, già da un paio di settimane ho creato una playlist su Spotify che va un po’ oltre le solite compilation che siamo abituati ad associare al Natale.

C’è un po’ di tutto: la bellissima Santa Claus is coming to town di Bruce Springsteen (altro che Mariah, mi dispiace ma non ce n’è per nessuno), qualche pezzone rivisitato in chiave jazz (da Chiara Civello e Diana Krall), alcuni brani da cui non si può prescindere (di Perry Como, Aretha Franklin e cose del genere) e altri che sicuramente avrete dimenticato. Qui di seguito ne ho estrapolati alcuni più o meno conosciuti ma di gran spessore; una piccola selezione di brani che tutti, TUTTI, dovremmo conoscere e diffondere come vero modello di Natale.

LITTLE SAINT NICK, THE BEACH BOYS – dovete apprezzare il genere, ovvio, ma quel “run run reindeer” fa Natale californiano che ci piace sempre tanto.
Perfetto per: un dicembre alla The O.C., con maglioncino con la renna e tavola da surf in macchina.

CHRISTMAS TIME, THE DARKNESS – un grande classico, lo so, non dico niente di nuovo. Un appello per il cantante: noi non facciamo smettere le campane, promesso, ma tu dove sei finito? Torna, ci manchi molto.
Perfetto per: una cantatina in macchina prima di andare dalla zia a mangiare, oppure per un bel karaoke da brilli la sera di Natale.

IT’S CHRISTMAS TIME AGAIN, BACKSTREET BOYS – io mi ricordavo un’altra canzone (Christmas time, una lagna) ma spulciando ho trovato questa, che è pure meglio. Il ritornello poi fa lazzà lazza la lazza / It’s Christmas time again. Dai, tutti insieme: LAZZA’ LAZZA LALAZZA!
Perfetto per: far vedere a tua cugina di quindici anni che anche i Backstreet Boys erano un gruppo coi controcazzi, e quindi per far partire un revival di musica anni ’90 che non si rivelerà molto natalizio ma ehi, ce l’abbiamo ancora il film delle Spice Girls da guardare?

I FOUND LOVE, THE FREE DESIGN – su questa non si discute. Per me questa È il Natale, nonostante non c’entri nulla col Natale. Provate a dirmi di no.
Perfetto per: far capire a vostro zio che ha il palato fine in fatto di musica che non è che se sulla vostra macchina ascoltate solo RTL 102.5 avete cancellato i decenni prima. Bellissimi gli anni settanta, senti, senti quest’altro pezzo..

MY ONLY WISH (THIS YEAR), BRITNEY SPEARS
Perfetto per: dar ragione allo zio dal palato fine, che dice che avete dei gusti di merda, e imbastire una crociata a favore della musica trash. MA DAI COME SI FA A DIRE CHE È BRUTTA!!!!