THE LADY di Lory Del Santo – una speranza per il cinema italiano

Avete visto i trailer dei film di Natale? Uno scandalo. Boldi, Aldo Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg.. siamo davvero caduti in basso, questa volta.
Per risollevarvi il morale, per dimostrarvi che il cinema italiano ha davvero ancora qualcosa su cui puntare (basta Sorrentino, basta “capitale umano”, basta registi fuffa che fanno cose incomprensibili) ho trovato un prodotto che, credetemi, ci può salvare da questo declino inesorabile verso il nulla. Un faro in mezzo alla spazzatura, un’ancora in mezzo a questa palude di trascuratezza e mediocrità. Una perla rara, rarissima, che risponde al nome di The Lady, una web serie firmata, registrata, montata, prodotta, scritta, sceneggiata e diretta da Lory Del Santo.

The Lady - Lory Del Santo

Adesso va di moda chiamarle così, web-series, ma di fatto non sono altro che manciate di video pubblicati su youtube a cadenza settimanale, nel caso di Lory il mercoledì (prontamente ribattezzato #mercoLady). In tutto sono dieci puntate da dodici o tredici minuti l’una, l’ultima è andata in onda straordinariamente oggi. Siamo già tutti orfani, sentiamo già la nostalgia di tutta questa tentazione estrema spericulata. Non sappiamo se Lona e Luc staranno insieme per sempre, se Gisele e il suo stallone purosangue avranno concluso di nuovo, se la segretaria avrà lasciato il suo fidanzato arrivista.. Ah, non ci state capendo niente? Non che la trama sia di vitale importanza, ma avete ragione. Procediamo per gradi.

The Lady parla di Lona, una ragazza meravigliosa con una passione sfrenata per l’intimo seducente. Una donna che tutti desiderano e che tutti vogliono; bella, sì, bella e anche profonda e interessante, ma soprattutto ricca. Ricca da far piangere, ricca sfondata, ricca da possedere un grattacielo intero, un aereo privato e “forse dovrò comprarmi anche un elicottero”. È Sempre in giro per lavoro, Capri Miami Los Angeles e Londra (“ciao tesoro ti chiamo da Malibu!”) nonostante non si capisca che lavoro faccia. Ha un’agenzia di pubblicità, di moda, di fotografi, di modelli, non si sa. Quel che è certo è che era sposata con uno ancora più ricco di lei che non si trova più, risulta disperso durante un volo con il suo jet privato. Beautiful che incontra Lost, insomma.

The Lady Lory del Santo

Lona (tra l’altro nome perfetto, grazie Lory) quindi ora si trova da sola a gestire un saaaaaaacco di cose: il lavoro, la palestra, il massaggiatore, le avances dei tanti spasimanti, la salute (gira sempre mezza nuda, le verrà prima o poi una polmonite?) e il fidanzato, Luc, così geloso e possessivo da non lasciarla respirare. Il personaggio di Luc è così intenso e ricco di sfaccettature che il ruolo richiedeva un attore di un certo calibro per poterlo interpretare al meglio. Non stupitevi quindi se vi dico che per l’occasione è stato scelto Costantino Vitagliano.
Vi lascio un minuto per riflettere.

Attorno alla love story di Lona e Luc (Babi e Step 2.0) gravitano figure di altissimo spessore culturale – la segretaria fidata che si deve destreggiare fra casting di dubbia utilità e le pressioni del fidanzato (lui sembra avere in testa solo lei ma in realtà punta a diventare l’amante di The Lady, come tutti); il maggiordomo indiano, che ha quello sguardo furbetto che non mi convince mica tanto; lo stalker che a puntate alterne la segue dappertutto e il nipote nullafacente che, poverino, le è molto affezionato, le voglio molto bene ma intanto senti oggi alleniamoci insieme, ma vieni qui da me che sai la palestra è gratis, sono proprio fortunato ad avere una zia ricca che ha un grattacielo per questo le voglio molto bene.  
Quella che spicca per le sue capacità, per le sue doti di presenza scenica e recitazione è sicuramente la co-protagonista, Giselle, magistralmente interpretata da tale Natalia Bush, che mi dicono sia perfino candidata al Golden Globe quest’anno. Qui di seguito la sua scena migliore; è riproposta per dieci minuti, ma a voi basteranno dieci secondi.

(Vi giuro, non è ridoppiato, è proprio così. E questa scena c’è veramente).

Quello che mi piace di The Lady è la coerenza dei dialoghi.
Quando ero a scuola sognavo col mio amico Bruno di poter tornare a casa e dire “mamma pasta buona padella sì”, proprio per enfatizzare la libertà di espressione, ma qui si raggiungono livelli mai visti. In The Lady assistiamo a scambi del tipo “Mi intrighi / Sono mutante, mescolo colori e profumi / A proposito l’autista ti sta aspettando”, oppure “Dai andiamo / Sei surreale!”, oppure ancora “Non farti più vedere! Sparisci dalla mia vita! / Devo metterti in rigaaaa!”, e ancora “La tua voce è così dolce che indebolisce le mie difese / Sei un candy di cioccolato”. E’ il teatro dell’assurdo. Ma è anche poesia d’amore, poesia vera.

The Lady Lory Del Sando ELROCCO

A tutto questo si aggiunge quell’atmosfera un po’ patinata da catalogo Intimissimi mista al giornale Quattroruote (Porsche, Maserati e altri bolidi sempre in primo piano, neanche fossimo al Motor Show) che allude ma non troppo, che dice ma non dice. Siamo di fronte alla non facile impresa di una pellicola che sembra un mosaico di tutte quelle scene inutili pre-amplesso dei film porno (il divanetto, il ragazzo della pizza, il personal trainer), ma che non scade assolutamente mai nella banalità della pornografia.

The Lady Lory Del Santo

In The Lady si salta da Miami a Roma alla Tour Eiffel allo studio del chirurgo plastico in un battibaleno, roba che non sai più neanche tu in che parte del mondo sei finito: è il senso di straniamento, sicuramente voluto e ricercato dalla regia, la trama dopotutto è talmente coinvolgente che è un attimo farsi prendere. I personaggi sono ben caratterizzati, oserei dire quasi “scolpiti” ad arte per interpretare ruoli che sicuramente distano anni luce dal loro carattere. Il montaggio – che dire del montaggio? Sublime, esattamente come il suono in presa diretta (sono tutti ridoppiati da se stessi, dall’inizio alla fine, ma sono sicura che sia una scelta pensata per dare ancora più l’idea del corpo e della mente separati, del giudizio, della voce vista come altro da sé..). E potrei continuare all’infinito: la fotografia quasi da Oscar, la trama intricatissima ma scorrevole e chiara in tutti i suoi punti, la regia sempre pronta a cogliere le sfumature e i dettagli.. Insomma, un prodotto davvero notevole, da presentare sicuramente ai festival interazionali di cinema per fare in modo che, dopo Sorrentino, anche quest’anno l’Italia si contraddistingua per profondità e buon gusto, come sempre.

Come, come dici? No che non sono sarcastica! Ti sembro sarcastica? Guarda tu stesso il primo episodio, se non ci credi. Oppure ti metto qui alcune delle scene migliori. Guarda. Soprattutto al minuto 1 e qualcosa.

Avevo ragione o no?!

Le immagini le ho trovate su Twitter, in particolare sull'account di @Elrocco.