Anima e cuore

Credo che il più grande dei mali del mondo sia – mh, no, aspetta, ricomincio.

Ci sono tanti mali nel mondo. E non mi riferisco solo a quelli che raccontano al telegiornale o alle Iene, che quelli sono sulla bocca di tutti. Ognuno, nel suo piccolo, ha i suoi drammi, le sue problematiche, le sue paure e i suoi casini da risolvere. E ognuno, nel suo piccolo, ha i suoi mali del mondo. Nascosti, riposti nella tasca interna della giacca, quella che non si vede da fuori ma si sente, batte, preme lì e ti appesantisce. Non ci si prende una pausa, dai propri mali del mondo. Ma si impara a conviverci, a riderci sopra, a lasciarli un po’ di tempo senza suoneria.

Fra i miei mali del mondo, l’ho capito da poco, c’è anche la retorica. E non quella che ti insegnano a scuola, di Cicerone, quella del bel parlare e di tutto il resto. Quei banali (e anche un po’ falsi) giri di parole volutamente profondi, che vogliono esprimere per forza un concetto prepotente, perfino strappalacrime.
Non c’è niente che mi faccia più incazzare della retorica. Dico davvero. Odio scrivere i biglietti d’auguri o d’amore, perché ci si aspetta sempre che il messaggio sia alto, grande, importante. Tu sai curare le ferite del cuore, sai volare al centro della mia anima e tutte queste baggianate che non scrive più neanche Sveva Casati Modignani. Odio la banalità, odio le cose preconfezionate e la parola anima e la parola cuore.
Non scrivete al vostro fidanzato che è la vostra metà della mela. Ditegli che è lo zampirone quando è agosto e sei assediato dalle zanzare. Che è quella camicia che è costata poco e che non ha bisogno di essere stirata. Che è un piatto di vellutata di carote proprio quando, quell’unico giorno all’anno (o nella vita), hai voglia di vellutata di carote.

Una volta, poco tempo fa, io e Architetto stavamo guardando un telefilm in inglese. In una conversazione fra uomini, uno aveva chiesto all’altro quando l’aveva capito, quand’è stato quel momento lì, insomma.. Quando hai realizzato che lei era proprio quella giusta. Ed è probabile che la risposta sia stata la solita, vecchia di cent’anni, trita e ritrita. Tutte cose del cuore dell’amore del tramonto e delle stelle.
Io mi sono girata e l’ho chiesto a lui, di getto. Sempre che io sia per te ‘the one’, s’intende. E lui mi ha detto che sì, of course che c’è stato un momento. Ed è stato poco tempo fa, stavo guardando questa foto che ho sul comodino, e non so perché mi è capitato di guardarla attentamente, visto che la tua faccia è sempre in mezzo alle balle anche quando non ci sei, e l’ho guardata e ho pensato, la amo e sono nove anni e non potrei vivere senza di lei e tutto quanto, ma ha sempre avuto questo naso qui?