Pensieri – Magari tutto fosse così semplice

Caldo, ma non troppo. Sembra il tempo perfetto.
Maglietta, pantaloncini, leggings. Calze – dove sono le calze, le voglio bianche che se no non ci stanno bene. E te pareva, queste sono scompagnate, ma tanto sembrano uguali. Scarpe, non troppo strette o ti faranno male le caviglie come l’altra volta.
Giù a terra, uno due, guardati i piedi, guarda in avanti, cinque sei, tira i muscoli, nove e dieci.
Ipod, è là, lo aggancio ai pantaloncini, meno male nessuno mi ha fregato le cuffie. Connessione dati e gps del cellulare, attivo, registra sessione, via.

Mi pizzica il naso. Ecco, lo sapevo, non dovevo uscire con questi piumini ora che ho l’allergia. Stanno pure tagliando l’erba là in fondo, datemi una maschera d’ossigeno o morirò. Cammino ancora un pochino, no questa canzone che palle l’ho ascoltata anche l’altro giorno, cambio. Quando arrivo a quell’angolo incomincio.
No. C’è un cane. Devo spostarmi, ma spero non fiuti la mia paura. Salto sull’aiuola – cagnolino stai buono lì io non disturbo te tu non disturbi me, siamo amici ok? Bene, non mi ha cagato, ciao cagnolino la prossima volta ti passerò più vicino, te lo prometto. Ho girato l’angolo, vado. Aspetta che cambio canzone. Ok vado.

Oh ma che bello correre. Senti come vado bene. Uno due tre quattro. E’ la giornata perfetta. Signora sì mi guardi, sto correndo, sono io, le piacciono le mie scarpe? Sono bianche e rosa, chi lo avrebbe mai detto che me le sarei comprate rosa, a momenti non ci credevo nemmeno io. Destra e sinistra, guardo la strada, non ci sono macchine, giro di qua e ora attraverso. Che bella questa casa. Aspetta che cambio canzone. Anche questa casa è bella, non l’avevo mai notata. Però che schifo dev’essere abitare qua, con tutte ‘ste zanzare. “Ragni serpenti scorpioni e zanzare”, che cartone animato era? Robin Hood forse? “Se faccio la spia ch’io possa crepare”. Cos’è questa puzza, santo cielo, avranno dato il concime, eh ma che odore. E poi questo cespuglio fa allergia, è quello che sa di miele, bleah. Cazzo non ho portato i fazzoletti, adesso mi tocca fare come i calciatori che schifo. Oppure mi tocca prendere una foglia come Piccola Flo. Mi sta venendo la punta, vado un po’ più piano. Muoio.

Spero che il gps mi segni il percorso. Bè saranno più o meno due km e mezzo. Tre forse? Non so. Però che bello, mi sento già meglio. Era una giornata di merda fino ad ora. Guarda che meraviglia di cielo che c’è di là. E in fondo c’è anche la luna. Anche se mi fanno male un po’ le gambe, no non devo mollare, ce la faccio. Conto fino a dieci. Uno due tre quattro cinq- signora si decida o sta a destra o sta a sinistra! Cambiamo canzone va’. Ora torno indietro. Però prima aspetta che riprendo fiato. Che belle le montagne che si vedono da qui, cavolo. E’ quasi più bello il ritorno, anche se c’è un po’ più buio e con questi occhiali da sole vedo tutto scuro.

Mi vibra il cellulare. Sarà una notifica di Facebook. Beh, chiunque tu sia, aspetterai. Se hai bisogno mi fai squillare il telefono e ti rispondo. Se ho fiato. Dai però adesso allunghiamo un po’ il passo, almeno fino a quell’incrocio là. Ahi però, mi tirano un po’ i polpacci. Che palle. Cambiamo canzone, c’è ancora questa? Mi sento il respiro corto. Morirò. No dai Fabi, devi arrivare fino là. Se muoio qui mi raccoglierà qualcuno? Signore in bicicletta, lei, mi darebbe una mano? Poi comunque ho lasciato detto che uscivo almeno ad un paio di persone, se non mi sentono mi verranno a cercare, più o meno lo sanno qual è il mio percorso. Però adesso non respiro, no ok mi devo fermare un attimo. Due secondi, solo due secondi giuro. Cammino un pochino. Però cavolo c’è della gente che figura ci faccio, dai riprendo, almeno fin là. Mi allaccio le scarpe, intanto. Dio che fatica. Riparto qui, ok. Ce la faccio.

Ce la faccio. Oddio sì ce la faccio. No non ce la faccio. Ce la faccio. Uno due tre quattro cinque sei sette otto nove e dieci. Fino là. Che bello. Potrei andare avanti ore. No, non è mai vero, che cazzo dici? Vorrei che l’asfalto mi inghiottisse, adesso, apriti e fammi sparire così almeno sono costretta a fermarmi. Ehi arriva qualcuno da dietro, salve, eh ma tu si vede che vai forte, io sono una pippa ma non giudicarmi male, vado al mio ritmo, già è tanto essere qui e non a letto a dormire, che oggi era una giornata di merda. Dai. Sento che sto un po’ cedendo. Dai, tieni duro. Ce la puoi fare. Fino là. Ce la faccio. Sì.

Per oggi basta. Il cellulare, dov’è? Ah la notifica era un invito ad un evento di Facebook. Chissenefrega. Registro l’attività, sì. Registr- cosa?! Ho fatto davvero tutti questi km?!

Magari tutto fosse semplice come correre.