Ed ella riuscì a tingere perfino il bagno – Hennè rosso: una guida semiseria

La maggior parte degli articoli che ho letto prima di buttarmi a capofitto nel mondo dell’henné incominciavano più o meno con “sapete, io i miei capelli nel corso degli anni li ho tinti, colorati, decolorati, piastrati, arricciati, accorciati, allungati e chissà cos’altro”. Come fosse un vanto.
Io, invece, non ho mai avuto la testa di un altro colore che non fosse il mio – a parte, come dicevo qualche giorno fa, i colpi di sole biondi che ho odiato fin quando finalmente la ricrescita non li ha coperti tutti. Non sono una grande fan delle tinte che se non le rifai al ventitreesimo giorno si vede lo stacco netto, e finché posso le lascio belle tranquille sugli scaffali del supermercato.

L’anno scorso mi ero fatta abbindolare dalla pubblicità della maschera riflessante di Collistar, la CC CAPELLI. Era qualche tempo che, fissandomi allo specchio, vedevo due fili bianchi stronzi sopra alla fronte; nessuno li notava, ma io sì. Tempo due giorni ed ero già in profumeria.
Avevo fatto quella per le bionde appena prima di andare al mare, poi ho provato quella color rosso paprika. Il risultato mi piaceva (i capelli erano morbidi come il mio peluche d’infanzia, super profumati e di un bel colore), ma scaricava come una maledetta ad ogni shampoo e l’effetto alla fin fine mi durava sì e no tre lavaggi. Quella bionda era perfetta, forse perché mi aveva semplicemente scaldato il colore e non vedevo l’effetto che pian piano svaniva, questa ‘nsomma.. E’ utilissima per avere un colpo d’occhio se volete vedere come state col rosso in testa, per poi eventualmente passare a tinture più serie. Se volete solo riflessi bah, secondo me vi conviene affidarvi alla parrucchiera.

(Piccola premessa prima di continuare: i miei capelli sono tutto fuorché secchi, tendono a sporcarsi facilmente e sono di un castano chiaro che col sole si schiarisce sempre tantissimo).

Avevo letto in giro che l’henné era un buon metodo anche pseudo-curativo, perché ricopre i capelli e li rende più forti fino a farli sembrare più voluminosi e sani. In breve: è la polvere di una pianta chiamata Lawsonia Inermis; mescolata con altre cose crea una pappetta melmosa che, nel giro di qualche ora di posa, rilascia il colore. C’è anche l’henné nero (Indigofera Tinctoria) o neutro (Cassia Obovata o Italica), che non colora ed è utile per rinforzare e rinvigorire la chioma. Ma anche sticazzi di questi dettagli da Walter White, no? L’importante è sapere che è sconsigliabile farlo su capelli trattati con tinte chimiche, perché potrebbero uscire risultati strani e potreste ritrovarveli verdi. Io non ho esperienza in materia quindi non prendetevela con me.
Comunque, sui capelli bianchi tinge di un rosso arancione violentissimo, su quelli chiari si va dal rosso rame al rosso carotina e sui capelli scuri invece regala solo dei riflessi ramati. Inoltre, se lo volete puro dovete accertarvi che la polvere non sia composta da altre sostanze, come ad esempio il Picramato, che tende a tingere un po’ di più. Insomma, Hennè Puro = Lawsonia Inermis e basta; con Picramato = Pimp my henné.

In questi tre mesi ho provato diverse marche ma devo dire che è sbocciato l’amore fra me e la Forsan: il suo Rosso Egiziano non solo dà un buon risultato, nonostante sia leggermente più difficoltoso degli altri nel risciacquo (è un po’ sabbioso, ma dipende soprattutto da come lo avete steso), costa anche qualcosa come 3 euro. That’s amore.

Occorrente

Qui sopra c’è tutto l’occorrente che di solito uso: guanti, una ciotola (possibilmente di plastica), un cucchiaio (di legno, dicono sia meglio), un qualcosa di liquido con cui creare la pappetta (io uso il , ma si può usare tranquillamente l’acqua o altri infusi) e un qualcosa di acido (dicono limone o aceto). C’è chi aggiunge anche yogurt, che serve per nutrire i capelli intanto che tenete il tutto in posa, oli vegetali vari o miele. Io, come avete capito, faccio un po’ a caso. E lo yogurt preferisco mangiarmelo nel frattempo.
Utilizzo entrambe le bustine (in tutto 100 grammi di henné) perché ho i capelli lunghi; consiglio comunque le prime volte di abbondare con le quantità, se vi avanza potete tranquillamente congelarlo. Meglio se senza yogurt, però.

Appena aperta la scatola vi colpirà una cosa: l’odore. La prima volta mi veniva quasi il vomito, adesso che il mio naso si è abituato ci convivo serenamente. Sa di erbette, di fieno, di camomilla, di campagna.. Sappiate che è un odore forte e persiste sui capelli anche dopo due o tre lavaggi, quindi dovrete farci i conti.
Dal punto di vista visivo, poi, l’henné si presenta così, in polvere; man mano che ci aggiungete l’acqua (o il tè) e il limone tenderà a formare un impasto simile a quello dei fanghi contro la cellulite. O a qualcos’altro. In ogni caso, dovete arrivare ad avere la consistenza di una crema abbastanza liscia e senza grumi, facile da applicare ma non troppo liquida, altrimenti vi cola e vi ritrovate con dei rigagnoli rossi in faccia che purtroppo non vanno ancora di moda quest’anno.

Una volta mescolato il tutto c’è da prendere una decisione: ossidazione sì, ossidazione no. Esistono infinite scuole di pensiero – ci sarà anche chi, mentre gira il cucchiaio, recita il rosario e chi invece lo fa solo quando la luna è in Saturno.. Io non ho mai sbatti di aspettare due, tre, quattro, dodici (dodici!) ore affinché si scateni questo processo chimico che mi è comunque oscuro, perciò quando sono pronta me lo schiaffo in testa e ti saluto colombina. Il mio consiglio è quello di provare per vedere se ci sono effettivamente delle differenze e poi di fare come siete più comode, che non sbagliate mai.

Per le prime applicazioni potete farvi aiutare da due mani volenterose; soprattutto se intendete colorare, cercate di coprire tutte le lunghezze onde evitare di ritrovarvi un po’ a chiazze. All’inizio usavo il pennello come per la tinta ma preferisco di gran lunga le mani, è più pratico. Per dividerli, di solito mi affido alle classiche pinze per capelli e procedo per zone o per ciocche (capelli ovviamente asciutti), prima quelli sotto e poi man mano salgo. Tempo due o tre volte e si diventa professionisti. L’unica cosa da tenere ben presente: l’henné macchia. Non la ceramica ma macchia la pelle, i tappeti e i vestiti. Ocio.

Finito il processo Shpalman bisogna ricoprirsi la testa con la pellicola trasparente. La sensazione sarà quella di avere addosso una cuffia da piscina: sì, è tutto normale. Avvolgetevi poi con l’asciugamano e voilà, ci siamo quasi. Ora la parte più pallosa, cioè aspettare. Io vario i tempi di posa, vado dall’ora e mezza alle tre ore, dipende dalla giornata e dall’effetto che voglio avere. C’è anche chi ci va a dormire, ma non ho mai provato.
Per sciacquare, ovviamente c’è un solo ingrediente che vi serve: la pazienza. Mettetevi sopra al lavandino o alla vasca e iniziate a sciogliere i grumi. Piano piano, senza tirare, grattando delicatamente anche un po’ la cute riuscirete a togliere tutto. In teoria, la polvere di henné ha in sé delle proprietà lavanti quindi non ci sarebbe bisogno di farsi uno shampoo dopo, ma io sento proprio la necessità di eliminare i residui con qualcosa di più corposo della sola acqua corrente.

Colore da lontano

La cosa bella dell’henné è che se siete castane il risultato si vedrà solo se persistete nelle applicazioni. All’inizio avevo soltanto dei riflessi che si vedevano qua e là, ora è un colore uniforme, caldo e per niente finto. Al chiuso si presentano come castani ramati (nella foto sopra), mentre alla luce diretta del sole o con i neon (come nelle foto qui sotto) si schiariscono e si fanno rossi, rossicci, ramati o arancioni, a seconda della pigmentazione del mio capello di partenza.

Sono un pelo più carotina di quello che vorrei, ma tutto sommato mi posso dire contenta. I capelli bianchi sono coperti e la ricrescita viene dissimulata dai riflessi. Lo rifaccio più o meno quando ho voglia (di shampoo in shampoo, il colore un po’ scarica) o quando vedo che ne ho bisogno.
A volte, se ne avanzo un po’, lo mischio ad un balsamo o una maschera e lo tengo in posa un’oretta: non solo il risciacquo è molto più veloce e meno stressante per i capelli, ma il rosso viene visibilmente ravvivato e riesco ad andare avanti qualche settimana in più.

Riepilogando – anche perché si è fatta una certa: se volete una cosa spiccia, continuate a mettere nel carrello la tinta L’Oreal del supermercato. L’henné richiede un procedimento più lungo e laborioso e per ora non mi pesa farlo, di tanto in tanto. Se invece volete qualcosa di meno invasivo (il mio rosso è frutto di tante applicazioni, ci si può fermare prima) o magari cercate solo un riflesso mogano poco invadente e volete anche qualcosa che curi e rinforzi un po’ i capelli, allora dategli una chance. Si trova un po’ ovunque, nei supermercati e nelle erboristerie, e comunque male non fa.

Raccontatemi le vostre avventure con questa polverina magica – o anche con altre polverine, se volete, tanto non mi scandalizzo – e battete un colpo se secondo voi sbaglio qualcosa. Cosa altamente probabile, visto il mio alto tasso di pigrizia e la mia limitata abilità nelle cose manuali.

Ultima cosa: il rosso tende a “ritornare” fuori, anche dopo anni. Sembro spavalda, ma questa cosa un po’ mi spaventa. Vedremo.

Ora vi saluto che vado a pulire il bagno.
Saluti e baci,
Wanna Marchi

  • No woman likes to reveal her age after a certain point, but
    saying you are ten years younger than what you really are is
    not a good idea. Using alpha male body language can help men to seduce women. These individuals also drift away from family and friends
    and start experiencing drastic mood swings.