Una pigna a Sanremo – 2×02

E’ appena finita la seconda serata del Festival di Sanremo, e a me piacerebbe potervi dire semplicemente così:

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Non è il massimo scegliere un’immagine di Grillo proprio oggi, ma meglio vederlo all’Ariston che durante il siparietto stile Uomini e donne che è andato in onda oggi con Renzi. Ma bando alle ciance, non perdiamoci a far polemica; “usciamo da questo blog” (cit.) e parliamo di cose serie.

Incominciamo dalla fine, ovvero dalla gara canora. Questa seconda serata è stata scandita dal tic tac dell’orologio, nessun intoppo, nessun gesto sfrontato, tutto secondo scaletta. D’altronde lo aveva detto Fazio: stavolta sarà tutto precisino.
Con il secondo round abbiamo esaurito i BIG in gara. Io verso le undici ho accusato un po’ il colpo, ma tutt’un tratto ho trovato il modo di svoltare. Vedremo in seguito. 

Primo a salire sul palco: FRANCESCO RENGA. Che più invecchia più diventa figo. Ma io ho un problema: mi sembra sempre che canti in playback, o che ci sia un oompa loompa dietro di lui che produce suoni al suo posto. Passa il turno Vivendo adesso, scritta da Elisa, ma in realtà sono stata tutto il tempo a fissargli i capelli, e le mani, e la giacca semiaperta. Dovrò riascoltarla.
GIULIANO PALMA, SENZA I BLUE COSI: in versione Ray Charles, gli mancava solo la camicina come nei Blues Brothers. Presenta Così lontano, una canzone con l’arrangiamento uguale a mille altre (sue e non) che prevale sulla seconda, più banalotta. Ovviamente, Giuliano Palma ti rendi conto di avere un problema, no?
Dopo poco entra in scena NOEMI. Testa mezza rasata, frangetta che sembra tagliata davanti allo specchio, vestito di haute couture e collana a metà fra una banana stilizzata e il colletto della strega di Biancaneve. I suoi brani sono Un uomo è un albero e Bagnati dal sole, che viene premiata dal televoto. Senza motivo.

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E’ la volta di RENZO RUBINO – prima di sentire un coro di chiii? vi dico che è il vincitore di Sanremo giovani dell’anno scorso. Anzi no, non lo è, aveva vinto mi piacerebbe sapeeeere, ma avete capito. Il mio fidanzato tifa per lui per principio, anche se ancora non ha sentito le canzoni (stasera guardava il Milan, poveretto). A me è piaciuto, la seconda soprattutto, nonostante fosse un po’ troppo démodé. E ovviamente visto che sono un’incompresa è passata l’altra, Ora. Ma non mi lamento.
Subito dopo: RON. Sì, ecco, in realtà non è Ron, è il mio prof di inglese di quinta superiore travestito da quello di CSI. Non mi ricordo una mazza delle sue canzoni, ero troppo presa a twittare del suo colore di capelli (un fintissimo biondo fragola? Color Biscardi dopo cinque-sei shampoo?). Comunque riascolteremo Sing in the rain.
FEDERICO SINIGALLIA
, ovvero i Tiromancino senza quello dei Tiromancino. Lui sembra un Peter pan un po’ fuori luogo, col piercing che andava di moda nel 2003. Fazio ci invita ad ascoltare Prima di andare via con particolare attenzione, ma io ci trovo La descrizione di un attimo non appena parte la chitarra. Forse il pubblico concorda con me, perché tutti sembrano preferire La rigenerazione.
FRANCESCO SARCINA è salito sul palco dell’Ariston ma in realtà cercava un barbiere, tant’è che aveva pure il cellulare per mandargli un selfie e chiedergli via whatsapp un appuntamento il più presto possibile. Io quando avevo quindici anni sono andata pure al concerto delle Vibrazioni, poi sono rinsavita. La canzone che prosegue la corsa verso il podio è Nel tuo sorriso, ma lo sappiamo tutti che si fermerà presto. Vero? Vero?!

Per quanto riguarda il resto, oserei dire che la serata è stata caratterizzata dal vintage.
All’inizio ci sono state le Kessler, per concludere il cerchio incominciato ieri con la Raffa nazionale. Temevo che da quella scalinata scendessero Pippo Baudo e Don Lurio (Garrison ancora è troppo ben conservato per rientrare nella categoria), invece fortunatamente ad un certo punto è comparsa Franca Valeri. Novantatré anni e rimpicciolita dall’età, un po’ a corto di respiro perché probabilmente malata, ma con quel piglio indimenticabile nell’alzare la cornetta del telefono. Leggermente in difficoltà, ma se ha deciso di fare un pezzo del genere c’è solo da applaudirla. Forse sono stata l’unica under 25 ad apprezzare una cosa del genere (forse sono l’unica anche a guardare Da da da e gli spezzoni della tv in bianco e nero), ma posso capire il vostro eventuale senso di smarrimento.

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Vi avevo detto, prima, che verso le undici ho accusato il colpo. Mi sono ritrovata a sbadigliare senza sosta e mica potevo bermi un altro bicchiere di nocino, se no finiva che andavo a letto come un razzo. Così mi sono sgranchita le gambe, ho aggiornato la timeline di Facebook (scoprendo che il caro Zuckerberg s’è comprato pure Whatsapp – c’è da avere seriamente paura di quest’uomo, è ovunque) finché sulla mia tele, come d’incanto, non si è materializzato Claudio Baglioni. In perfetta versione museo delle cere, un po’ lucido nella zona T e con una giacca quasi imbarazzante. E’ scattato così il momento karaoke: le ha fatte tutte (tranne la mia preferita, Via) e si è divertito a suonare ogni strumento musicale presente sul palco. Se le violoncelliste fossero state più vicine avrebbe chiesto un archetto in prestito e improvvisato una Suite di Bach, me lo sento.
Dopo aver fatto il suo super mega medley in stile Bert di Mary Poppins, è sceso in lui lo spirito logorroico di Roberto Saviano: ha incominciato a parlare di musica e ha concluso, venti minuti dopo, brandendo un caschetto da cantiere. Durante il suo discorso la curva dell’auditel sicuramente ha registrato un calo verso meno infinito.

Cosa manca? Ah sì, Pif. Uno dei pochi raggi di sole in questa autostrada così piena di nebbia.
Sul sito della Rai trovate comunque tutti i link per rivedere i suoi interventi, che comunque vi consiglio di non perdere live. A quell’ora guarderete mica Striscia la notizia?!

In definitiva, complessivamente è stata una serata un po’ più ritmata di quella di ieri, anche se forse un pelo meno interessante. Il mio ego si è gonfiato quando Fazio ha annunciato Rufus Wainwright, che mi ha dedicato al piano una delle mie preferite, Cigarette and chocolate milk. E si è gonfiato pure quando all’inizio ho visto Claudio Santamaria, ma purtroppo siamo in fascia protetta e mi devo fermare qui.

Sulla conduzione non ho molto da dire: la Littizzetto fa sempre più o meno le stesse battute seriali neanche fosse a La sai l’ultima, ma apprezzo come si svincola durante i momenti morti dicendo la prima cretinata che le viene in mente, alleggerendo così l’attesa della pubblicità o di un cambio scena più lungo del previsto. Fazio è legato un po’ al ruolo da Raimondo Vianello, ma che ci vogliamo fare? Questi abbiamo e questi ci dobbiamo tenere fino a sabato.
Ed è giovedì.

PS. Sì, si sono esibiti pure quattro giovani. Ma magari ne parliamo domani, così li presentiamo tutti insieme, che io ora devo assolutamente uscire-da-questo-blog.
PPS. Sì. Kasia Smutniak sembra sia incinta davvero.

Qui la puntata di ieri. Domani la puntata di oggi. Dopodomani silenzio. O forse un test, chissà.

  • Tadaaaaaa!
    Stasera ho guardato Sanremo sul divano di mia sorella (ciao Tizi, so che leggerai, e sennò ciao lo stesso) e sono reduce da due ore di telefonata (ciao Ele, tu leggerai sicuramente) e quindi è stata la serata dedicata al gossip e molto meno alle canzoni. Tanto domani le risento tutte.

    Comunque stasera è stato molto più palese il giochino dei cantanti di scegliere di cantare bene una canzone e piùomenook l’altra.
    Tipo Renga si sapeva che sarebbe passata quella di Elisa, anche se quelle di Renga sono tutte uguali e pure quelle di Elisa da che canta in italiano.
    Ma Palma e la Zilli stanno insieme? Boh, comunque a me piaceva di più l’altra anche se l’ha cantata peggio.
    Noemi (ma come ti vesti? ma come ti pettini?) ha fatto il suo, nel senso che non si è smossa dalle sue corde e non è che mi sia arrivata più di tanto (citazione venturiana).
    Renzo Rubino NON ha vinto i giovani, ma ha solo partecipato. Vinse Andrea Maggio, quello degli Aram Quartet, ma fece “scandalo” perchè portò una canzone su un amore gay e per questo viene ricordato come vincitore. Confesso di non aver sentito nessuna delle due (anzi della prima non ho proprio registrato nessuna delle parole tanto parlava veloce), ma a quanto ho capito la seconda è piaciuta di più al pubblico in sala. Ed aveva anche una musica migliore mi sembrava.
    Ron, ti stupirò, ma mi è piaciuto. Ho già rimosso la canzone e sto canticchiando “vorrei incontrarti fra cent’anni, tu pensa il mondo fra cent’anni”, ma con quella chitarrina in mano mi ha messo allegria.
    Sinigallia è praticamente Zampaglione con un piercing all’occhio. Per altro sui miei appunti c’è scritto « Una rigenerazione “dei miei coglioni morti” » per farti capire in che stato ero.
    Sarcina era ubriaco? Comunque non ho capito la differenza fra la prima e la seconda canzone, forse la seconda era poco più lenta.

    Dei giovani ho apprezzato Diodato che sembra una bestemmia e canta “Babilonia” tanto per restare in tema. Apprezzato solo per queste due cose perchè non l’ho ascoltato molto.
    Graziani non l’ho proprio cacato. Stavamo spippolando sul cellulare i video di plagi musicali, mi chiama mia madre e fa “ma canta dei marò?! vorrei essere un pirata e navigare… non l’hanno buttato fuori?!” quindi abbiamo rimesso il volume sulla fine e basta.
    Bianca tutta colorata ha una bella voce, un pessimo gusto in fatto di rossetti ed è noiosa come tutte le belle voci sanremesi che cantano giusto su quel palco.
    Zibba aveva una musichetta carina ed il suo bassista (chitarrista? non ricordo ora) aveva scritto “game over” sulle mani.

    E io non credo di arrivare all’età delle Kessler, figuriamoci con quel fisico. Sulla Valeri ho sofferto e non poco, proprio perchè anche io ricordo gli spezzoni da Dadada e vederla così mi ha fatto male…
    E su Baglioni mi sono strafogata di biscotti al burroburroburro per morire velocemente di infarto ma niente.
    Ho capito la polemica su Rufus-coso solo perchè ho letto il famoso testo, ma a me non sembrava male, anche se i Beatles mi hanno frantumato le palle.

    (e stasera hanno passato la Tatangelo per ben TRE volte!)

    Però la seconda, nonostante gli ospiti sempre più vecchi, è stata più briosa come puntata… No?
    Domani chi c’è? Baudo? Riesumano i Beatles al completo?
    E soprattutto: perchè i giovani ce li fanno sentire tutti per intero al sabato quando sappiamo già chi ha vinto? Se fossi uno di loro, andrei sul palco in pigiama e pantofole per protesta.

    • Mi ero dimenticata di Maggio e il suo Mi piacerebbe sapere… come ho fatto a dimenticare gli Aram Quartet, con tutto che sono presenti nell’ipod della Bea. Scusa, Bea!

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