Su #Masterchef – ovvero "cosa posso fare io in cucina in 5 minuti".

La mia vita ultimamente è affastellata di eventi – è un termine, affastellata, che non uso quasi mai, fra poco vi dirò come mai mi è venuto in mente, che fa così Camillo Benso Conte di Cavour.

Dicevo, è affastellata di eventi. In quest’ultimo periodo sembra che il caos regni sovrano un po’ ovunque, ma c’è una cosa – una – che cascasse il mondo sembra ripetersi sempre uguale: io che scrocco abilmente la cena a casa della mia amica e assisto con lei a ciò che il palinsesto di Sky propone. Prima era XFactor, ora è Masterchef.

Non potrei mai partecipare ad un programma simile. Non tanto perché non ho Sky ed è il primo anno che le mie papille gustative si lasciano tentare da una cosa del genere (sì, tempo fa all’ora di pranzo capitava che guardassi la Parodi ma mi ha stufato dopo poco, non parliamo dei vari Boss delle torte, Re del cioccolato, Regina dei macarons, Principe delle brioche salate, Mugiwara dell’insalata russa..). Non potrei partecipare proprio perché sarei una pippa.

Tralasciamo il fatto che solitamente guardo Masterchef dopo aver consumato una cena coi fiocchi (sembra sempre che al giovedì a casa della mia amica sia Thanksgiving) e tutto mi sembra meno appetibile di ciò che ho mangiato e apprezzato prima.. non riesco a capire come facciate, voi cucinieri e aspiranti chef, a destreggiarvi tra i fornelli con quel mood alla Gualtiero Marchesi e le mani che sembrano sentire, quasi percepire, i cibi.
Passi la prova iniziale, quella della “mystery box”, dove ogni concorrente si trova davanti dei prodotti da cucinare di cui ignorava orgogliosamente l’esistenza (pomodori neri di Crimea? Asparagi viola? Patate di Rotzo o semplicemente brutte e mezze marce?); passino la seconda prova e quella in esterna.. ma ieri sera con il “Pressure Test” hanno superato ogni limite.

Vi spiego.
Gli aspiranti chef solitamente, dopo aver cucinato a puntino due piatti diversi in studio, devono sfidarsi in una prova che ha come giudice il pubblico, quello che magna per davvero. Divisi in due o più gruppi devono improvvisarsi cuochi in un catering e servire ad un evento, oppure farsi su le maniche e preparare panini e salamelle dietro un camioncino.. Alla squadra che perde tocca, appunto, questo “Pressure Test”, un’ulteriore prova dove man mano i migliori vengono salvati e il peggiore è costretto ad andarsene a casa. Non gli lasciano neanche tenere il grembiule per ricordo, fra l’altro.

Fa venire ansia a me mentre lo guardo – a me che sono spaparanzata sul divano, con la pancia piena e lontana otto galassie dalla cucina e dai fornelli, figuriamoci ai concorrenti.
Ieri poi è stato il delirio. Prima prova, “preparate un piatto in soli 15 minuti”; step successivo, un piatto in 10 minuti e terzo (sì, è come pensate) in 5 minuti. Cinque minuti.

E’ vero, io non sono una cuoca provetta e soprattutto lo faccio più per dovere che per piacere (cucino quasi tutti i giorni e a volte mi riescono anche cose decenti, ma comunque Bastianich non si metterebbe a lanciare una mia polpetta dicendo che è un “projettile litale”), non ho nemmeno le basi quindi perderei in partenza. Ma cinque minuti, dai, è fantascienza.
Da ieri sera però continuo a pensare a che cosa potrei raffazzonare io dalla dispensa per poi correre e presentare il mio piatto al cospetto dei giudici. Mi sforzerò di mettere insieme qualcosa di più elaborato del prosciutto e melone di Rachida – anche se, comunque, quel prosciutti miloni presentato un po’ meglio e arricchito con qualcos’altro lo avrebbero fatto passare per l’invenzione del secolo.

(Prima che mi dimentichi: affastellata mi è venuto in mente perché l’Esselunga fa delle verdure pastellate che, per essere surgelate, sono più che buone. Basta tirare fuori la busta dal freezer e buttare tutto in padella. Stasera le faccio. Cronometro alla mano, vi saprò dire se stiamo nei tempi).

COSA POSSO FARE IO IN CUCINA IN 5 MINUTI:

– Un tomino alla piastra avvolto nello speck. Ma secondo me a metà mi dimentico qualcosa e va a finire che lo presento freddo e bigiunto. 
– Un piatto misto di formaggi, ma solo se il mio amico Mastro mi rifornisce di marmellatine tipo fichi o cipolla rossa di Tropea, o di miele.
– Una spremuta d’arancia, soprattutto se ho a disposizione il Kenwood, e soprattutto se l’aggeggio preposto alla spremitura è fresco di lavastoviglie.
– Macedonia di frutta. Ma solo senza kiwi, perché a sbucciarli ci metto una vita, hanno una consistenza che brrr.
– Su consiglio della mia amica Bea, una bistecca. Tac, tac, pronta.
– Pane burro e marmellata. Magari potrei tostare leggermente il pane, far ammorbidire un pelo il burro, e poi addirittura scegliere il burro salat- tempo scaduto. 
– Scaldo l’olio in una padella e ci schiaffo una Spinacina Aia. 
– L’insalata mista, o la caprese, non la prendo neanche in considerazione, ma sarebbero comunque valide alternative. Nei cinque minuti riesco pure a mangiare.
 Un buon caffè. Pulisco il piattino col tovagliolo per togliere gli schizzi come fanno loro prima di presentare, ci metto anche un biscottino o un cioccolatino. Il resto del tempo lo impiego a cercare lo zucchero di canna, che in casa mia non si trova mai.
– “Uno due tre quattro CINQUE MINUTI SOLO CINQUE VEDRAI, delle Panatine t’innamorerai”.
– Un tè. Ci sto dentro solo se (non leggete, voi puristi) posso scaldare l’acqua nel microonde.
– Pop corn.
– Chiamo il Pronto Pizza. 

  • Se hai tutto già pronto, ma ecco SOLO SE, puoi tirar su un dolce in cinque minuti: ciotolino a scelta, biscotto (i Gran Cereali sono la morte sua), caffè caldo per ammorbidirlo, strato di gelato (possibilmente crema), altro biscotto e altro caffè e altro gelato e altro biscotto, insomma gli strati vedi un po’ tu. Se ci tieni alla presentazione, un po’ di cacao e una cialda. Ma poi chi se ne frega della presentazione? Mica si mangia con gli occhi!

    (però, ecco, io oggi ho preparato due dolci e uno non sono ancora riuscita a completarlo… magari saranno buoni, ma a vedersi i miei piatti sono sempre brutti. e impiego un sacco di tempo. no, io perderei subito e accoltellerei qualche giudice tanto per avere un ricordo della partecipazione alla gara visto che il grembiule se lo tengono loro…)

    • Magari ci riuscirei anche, sai? Biscotto, crema, caffè, biscotto crema.. E’ che secondo me con Bastianich davanti riesco soltanto a far afflosciare tutto, come la tipa di ieri col suo pan di spagna, o a crearlo storto.

      Consoliamoci: saremmo più simpatiche della gente che c’è dentro adesso.

  • il tè nel microonde…quante volte in quel di Lodi…e quante volte dopo due nanosecondi era brodaglia tiepidina.

    Io in cinque minuti apro la scatola, strappo il cellophane coi denti perché in casa mia le forbici sono evanescenti, inforno la pizza fiorfiore coop e nell’attesa compio otto giri del circuito frigo-credenza-cassettone alla ricerca del cibo perduto, per poi rassegnarmi e farmi andar bene l’ultimo biscotto del pacchetto aperto nell’estate del 2006…anche se ha la consistenza della coperta di pile. Mavabbè, soddettagli.