Anche quest’anno Babbo Natale legge le mail

Inspiegabilmente, questo weekend quasi tutti abbiamo fatto l’albero di Natale.
Io ho una scusa: l’anno scorso la maggior parte dei rametti dell’albero ci ha abbandonato – era un abete finto; quando ero piccola una volta avevo costretto i miei a prenderlo vero, il giorno della Befana l’abbiamo piantato in campagna ed è ancora lì, sarà alto quasi tre metri, ma è impensabile farlo ogni volta.
Qualche giorno fa sono andata per negozi, volevo comprarmi una giacca pesante (non so nel resto dell’Italia, ma qui fa talmente freddo che sto pensando di riempire il mio armadio di tute da sci e maglie termiche di Decathlon e vestirmi così ogni giorno). Della giacca neanche l’ombra, ovviamente. Di alberi di Natale in compenso ne ho trovati a quintali e mio fratello, otto anni compiuti da poco, mi ha obbligato a comprarlo. Siamo arrivati a casa e non l’abbiamo portato in cantina – “tanto l’8 Dicembre lo facciamo, ci conviene tenerlo qui”.
E’ stato nello scatolone soltanto mezza giornata: sabato pomeriggio, in estremo anticipo, lo abbiamo addobbato.

Dicevo, però, che non sono stata l’unica. Ci siamo fatti prendere tutti dallo spirito natalizio e dalla noia della domenica, probabilmente. Da ieri sui balconi si vede già qualche luce che lampeggia e su Instagram sono spuntati i primi scatti con aghi di pino e palline colorate. Spero che qualcuno apra una pagina Facebook con le foto degli alberi più trash che si trovano sul web; io vi prometto che mi impegnerò a fotografare (o a raccontare) le luminarie più brutte che trovo in circolazione. 

Tappa obbligata, appena dopo aver passato l’aspirapolvere per raccogliere gli aghi caduti dall’albero: la letterina.
Qui da me per i bambini vale di più Santa Lucia, che arriva la mattina del 13 Dicembre; lei sì che porta davvero quello che desideri e non c’è bambino (tranne forse gli oriundi con i genitori venuti dal sud) che manchi a questo imperdibile appuntamento.
Mi hanno raccontato che qualcuno, da bambino, ha insistito per scrivere la lettera da solo senza farla vedere alla mamma e ha preteso di infilarla di persona, busta sigillata alla mano, nella buca delle lettere, in quella per tutte le altre destinazioni. Non ci credeva, voleva mettere alla prova i poteri sia di Babbo Natale che di Santa Lucia. Del resto, a furia di sentirsi dire che “leggono nel cuore, sanno quello che vuoi veramente”.. 

Io non mi ricordo quando ho smesso di crederci. Di solito c’è sempre qualche furbo che a scuola per darsi un tono svela a tutti il mistero e prende in giro chi, la mattina del 13, squittisce elencando i regali che ha trovato sotto l’albero.
Di sicuro devo essere stata una delle più boccalone, perché io Santa Lucia l’avevo vista per davvero. Era bellissima, alta e vestita di bianco; mi aveva suonato alla porta e mi aveva detto che dovevo essere buona, ascoltare la mamma e il papà e volere bene al mio fratellino che era appena nato. Qualche tempo dopo ho scoperto che era tutta una messinscena ad opera di mia zia; i miei cugini non ci credevano e si stavano rovinando il Natale, così aveva convinto una ragazza che nessuno di noi conosceva a presentarsi tutta sorridente con un vestito da suora. Ci ha regalato un po’ di magia, la stessa che, personalmente, conservo tutt’ora – saranno passati quindici anni ed è ancora uno dei ricordi più belli della mia infanzia.

Dopo l’albero, perciò, anche per mio fratello è arrivato il momento di darsi da fare per la sua letterina: quando era piccolo e non sapeva scrivere si limitava ad appiccicare con lo scotch i disegni dei giocattoli ritagliati dal giornalino del supermercato (“così non si sbaglia”, diceva); adesso si è fatto la brutta su un foglio e poi l’ha ricopiata al computer.
Ha detto che vuole mandarla via mail.

Non si è mai troppo piccoli per scrivere mail

Rinnovo quindi il mio invito, come l’anno scorso, a scrivere via mail a Babbo Natale.
Non a Santa Lucia: siete abbastanza grandi per ricordarvi che quella è cieca, le han cavato gli occhi, mica le legge le mail. Babbo anche se è vecchio ha fatto la cataratta e ora usa solo gli occhiali da vicino. L’indirizzo è sempre quello,
carobabbonatale@live.it
La mail funziona sul serio, scettici che non siete altro. Provate. Io mi adopererò, di nuovo, per far avere al signor Claus tutte le vostre richieste.

E’ vero, quest’anno è più difficile del solito essere propositivi e farsi coinvolgere dall’atmosfera delle feste, ma a maggior ragione è necessario avere fiducia e sperare che, da gennaio, le cose vadano meglio.
Potete chiedere quello che volete: una macchina da cucire, una Panda a gpl, un dottor Avery come medico di base o la pace nel mondo. Potete anche chiedere che io smetta di scrivere o che la festa della Befana venga spostata al 18 di Gennaio.
L’anno scorso qualcuno ha scritto e ha chiesto che Berlusconi se ne andasse definitivamente dall’Italia: ci sono voluti mesi ma avete visto che Babbo Natale è riuscito a smuovere qualcosina?