Tre tendenze per i mesi che verranno (Contest BWWY di Grazia.it)

Piove, ho praticamente terminato il cambio degli armadi e mi sono già bevuta il tè. In più, è passato il compleanno della mia amica Bea e, qualche settimana fa, pure quello del mio fidanzato, perciò ci siamo: stiamo traghettando a velocità sostenuta verso l’inverno.
Sì, lo so che tecnicamente è autunno fino al compleanno dei Maya, il 21 Dicembre, ma in questa parte di Italia così fredda e nebbiosa badiamo più agli indumenti che al calendario. Di solito a fine ottobre c’è il cappottino; a metà novembre si inizia a stratificare con qualche maglioncino (o con la canottiera) e poi è la volta del piumino. Qualche volta è necessario pure un Woolrich bello pesante per sconfiggere il gelo che ti si conficca nelle ossa quando fuori siamo sotto zero. Non si è molto femminili, con addosso quella coperta da letto con due braccia, ma è il prezzo da pagare per arrivare sani e salvi, qualche mese dopo, a vedere di nuovo le gemme e gli alberi in fiore come ogni primavera.

E’ inutile negarlo, ci impigriamo un po’ tutti nei mesi più freddi. Basta mangiare due castagne e addio, inizia il lento declino: dvd, plaid sul divano, tè fumante o cioccolata e un’incredibile voglia di andare in letargo. Siamo costretti dal meteo a stare al chiuso e, volente o nolente, per noi diventa tutto più morbido, lento, raccolto. Viviamo le nostre giornate all’insegna della sedentarietà, ma non per questo dobbiamo farci prendere dalla pigrizia e dalla noia. Parola di lupetto.

1. FARE A MAGLIA

Magda Sayeg [Flickr.com]
Magda Sayeg [Flickr.com]
Personalmente non so neanche cucire un bottone, ma invidio tutte quelle persone che riescono a tirar fuori da un paio di gomitoli colorati una cuffia o dei calzini. Quando ero piccola mia zia aveva provato a farmi usare l’uncinetto e, ad un centro estivo, credo di aver cucito un puntaspilli a punto croce, ma ora come ora non riuscirei neanche ad inserire un filo in un ago da materassaio. Eppure dovremmo tornare a valorizzare le creazioni fatte con le mani, perché coltivare un’arte non è mai una perdita di tempo.
Da piccola mia nonna ha insistito perché imparassi a fare i tortelli con la coda – i miei vengono anche più carini di quelli del video, e non lo dico per vantarmi: crescendo non sono di certo diventata una cuoca provetta (anzi, direi che i tortelli sono l’unica cosa che mi riesce ad occhi chiusi) ma almeno so che queste mani sono in grado di produrre qualcosa di decente, oltre a saper pitturare le unghie senza uscire dai bordi.

Comunque, la voglia di prendere in mano un uncinetto mi è venuta anche per una moda che ha spopolato in America e che sta sbarcando pure da noi: si tratta del fenomeno “urban knitting” o “yarn bombing”, ovvero una rivoluzione in pieno stile street art che porta a ricoprire di fili colorati alberi, arredi urbani, biciclette e statue.
Il boom lo dobbiamo a Magda Sayeg, un’artista che ha importato negli Stati Uniti quest’abitudine nata in Olanda una decina di anni fa. Anche alcune città italiane (Monza, Roma e Milano) si sono adeguate lanciando eventi ad hoc, ma è soprattutto il proliferare spontaneo, quasi virale, di questa mania che sta coinvolgendo ed entusiasmando tutti. Complici di questo successo sono anche i knitcafe, veri e propri luoghi di ritrovo dove poter creare e condividere accessori e gioielli in tutta libertà, fra un caffè, una chiacchiera ed un punto alto.

Su internet, comunque, si trovano tantissimi siti di schemi e di idee da realizzare, sia con l’uncinetto che con i ferri di tutti i tipi, ma abbondano anche i tutorial e le videolezioni per chi si trova alle prime armi come la sottoscritta. Se avete una zia o una nonna dedita al crochet incominciate da lì, altrimenti ci si deve rimboccare le maniche: basta passare in merceria, comprare un gomitolo del vostro colore preferito e scrivere su Google “tutorial uncinetto”, “avvio lavoro” o “catenella”.
E magari preparare una camomilla. Leggo tanto nervosismo, sulle vostre mani.

2. SCANDAL 

Kerry Washington è Olivia Pope [atlantablackstar.com]
Kerry Washington è Olivia Pope [atlantablackstar.com]
Nel caso in cui la lana e il confezionare cappellini non facciano per voi, c’è sempre il rimedio più antico del mondo, cioè distrarsi e finire la serata dedicandosi ad un film. A volte è troppo tardi per incominciarne uno, altre volte crolliamo sul divano senza riuscire a vedere neanche un terzo della storia oppure capita che non ci sia niente che ci soddisfa; è il momento quindi di spendere quaranta minuti in un sano telefilm.

Avete presente Grey’s Anatomy? Ecco, dimenticatevelo. La mente che ci stava dietro (Shonda Rhimes) si è lanciata in una nuova avventura: con SCANDAL ci viene consegnato un pass privato per accedere direttamente alla Casa Bianca.
La signora che vedete qui sopra col caffè in mano e che mi ricorda tanto Lauryn Hill, la Rita Divanegadiva di Sister Act 2, non è nient’altro che Olivia Pope, la donna che tiene in pugno (e per le palle, pure) tutta l’America, compreso il Presidente.
In Italia forse nel suo curriculum basterebbe scrivere “esperta in problem solving”, ma negli Stati Uniti lei è una che di mestiere fa la fixer, una figura professionale dai lati oscuri che in sostanza ricopre ruoli da p.r., organizzatrice di eventi, assistente di una campagna elettorale e consulente in tribunale. E’ la classica persona a cui puoi affidare il tuo ipod ed essere certo che te lo ridarà senza avere le cuffiette tutte annodate, perché anche quello fa parte del suo lavoro.
Al suo ufficio si rivolgono persone di un certo prestigio (d’altra parte ci troviamo a Washington, città d’adozione di senatori e aspiranti parlamentari) coinvolte in scandali e affari loschi: Olivia e il suo variegato staff devono, ogni volta, cercare di indagare il più a fondo possibile per affossare o montare storie che hanno quasi dell’incredibile. Il tutto è condito da un dettaglio, minuscolo: Olivia è – non vi rovino il finale, tranquilli – l’amante del presidente degli Stati Uniti. Del più tonto e del più adorabile presidente degli Stati Uniti.

Sulla ABC siamo alla terza stagione (lo trasmettono il giovedì) e la trama si infittisce di continuo. La prima serie è cortissima, una decina di puntate, e ve la consiglio a spron battuto; la seconda è un pelo più lenta, forse perché la produzione ci ha abituato a dei ritmi da cardiopalma, ma vale comunque la pena di guardarla, anche in compagnia del vostro uomo.
Se non siete avvezze allo streaming online, credo che Rai 3 lo stia facendo vedere da capo. E’ incominciato a fine ottobre, perciò potete salire sul treno in corsa.
Oh, guarda, lo mandano in onda il venerdì, la puntata 4 è proprio stasera!

3. FITNESS 

Jane Fonda [theguardian.co.uk]
Jane Fonda [theguardian.co.uk]
Dopo tutto questo bivaccare sul divano, però, non vi è venuto un po’ di mal di schiena?
E’ vero, le palestre sono care; senza compagnia non c’è neanche gusto ad andarci e il meteo non ci è molto d’aiuto, non ci stimola nemmeno per una passeggiata. Eppure bisogna trovare un modo per scollare le nostre chiappe dalla sedia dell’ufficio o dalla poltrona. Fidatevi che se ci sono riuscita io, la regina della pigrizia e del “non fare oggi ciò che puoi rimandare a domani”, lo possono fare tutti.

Non ho mica scoperto l’acqua calda. Io, semplicemente, corro.
Mi sono comprata in un negozio specializzato degli indumenti da running (mi raccomando, scegliete con cura almeno le scarpe) e ci ho speso un bel po’ di soldi, così da sentirmi in colpa quando mi faccio prendere dalla stanchezza e li tengo segregati per giorni nell’armadio. Ho scaricato un’app che mi segna i passi o i km col gps ed esco, cuffie nelle orecchie e chiavi del portone nella taschina dei leggings. Non faccio tanti km e non ho fiato neanche per giocare a nascondino con Bolt, ma già mettere il naso fuori di casa senza provare vergogna per me è un enorme passo avanti. Per la cronaca, preferisco fare un paio di giri dell’isolato piuttosto che fiondarmi su una pista ciclabile tutta dritta, perché agli incroci di queste stradine almeno ho una scusa per fermare il passo, controllare di non essere investita da una macchina e riprendere fiato. Sembro una seria, insomma.

Comunque, non gridate al miracolo: non sono una di quelle invasate che va a correre anche con l’acquazzone e il gelo polare, ma ci sono giorni in cui mi piglia uno strano senso di colpa, che mai prima d’ora avrei pensato mi prendesse. La palestra mi fa tristezza, di altri sport non se ne parla.. l’unica è mettersi una maglietta vecchia e, nella solitudine del mio salotto, fare ginnastica in compagnia di sconosciuti. Su YouTube ci sono tanti video di zumba, calypso, aerobic dance e simili con l’istruttore in primo piano che grida di non mollare, “vai così! Fanne ancora due!”, senza neanche accennare ad un briciolo di fiatone. E’ da un po’ infatti che zompetto qua e là insieme a tale KeairaLaShae, una ballerina dal fisico d’acciaio che in una trentina di minuti mi fa sudare come se avessi scalato il Monte Bue.
Ci sono un sacco di video, in giro, come qualche anno fa c’erano tantissime trasmissioni e dvd per mantenersi in forma con i corsi di pilates, step e aerobica da fare comodamente a casa.
Ve la ricordate Jane Fonda? E’ dagli anni ottanta che si veste di tutine e scaldamuscoli e guardate com’è diventata. Io quasi quasi ci metto la firma.

PS. Ho scritto questo articolo per Grazia.it, che ha lanciato questo tema all’interno del concorso “Blogger We Want You”. Se mai dovessi vincere, regalo a tutti una sciarpa fatta all’uncinetto, promesso.