Alla fine basta tenere a mente il Re Leone.

Ci sono cose che non capisco.
E con “cose” non intendo le regole del gioco d’azzardo cinese di Barney in How I met your mother o i numeri complessi in matematica – ho un vago ricordo della mia prof che ci spiegava che questa “i” alla seconda faceva -1, e pretendeva pure che lo accettassimo all’istante. Come se non avessimo passato i tre anni precedenti a sentirla sbraitare dalla lavagna che un numero elevato al quadrato è sempre positivo.
Parlo di quegli atteggiamenti (lasciamo la matematica nel posto dove stava fino a due minuti fa, ovvero a poltrire sotto strati di polvere nel mio cervello) che mi lasciano basita, ogni giorno.

Oggi, e secondo me non lo hanno scelto a caso, è la giornata mondiale della gentilezza. Anche l’anno scorso lo avevo ricordato, fotografando un post-it e una frase che avevo lasciato sulla scrivania dove lavoravo.

E’ da un po’ che ovunque – su Facebook, in fila alla cassa del supermercato, nel traffico, sul pullman – noto un’abitudine dilagante nel criticare ogni cosa. Faccio anche io commenti ironici sul vecchietto che guida col cappello e che utilizza il pedale del freno come se stesse suonando l’organo, ma a tutto c’è un limite. Possibile che tutto ciò che fate o guardate sia sempre uno spunto per far partire una filippica?
Non è mia intenzione scagliarmi in un’invettiva ai danni dell’acidità gratuita. Io tento di utilizzare il sarcasmo, che talvolta è più tagliente del coltello con cui, se non stai attenta, ti puoi troncare le dita insieme al salame che stai affettando; capita che non mi riesca bene, capita invece che sia efficace e colga nel segno.. Ma va pur sempre preso, ed elargito, a piccole dosi.
Badate bene, non sto mica dicendo di autoproclamarsi paladine della giustizia e di “rubare ai ricchi per sfamare i poveri”, perché il buonismo a tutti i costi mi fa venire il latte alle ginocchia anche quando sono in una delle mie giornate migliori. Penso solo che un pizzico di magnanimità e di sticazzi (intendo lo sticazzi vero e proprio, quello del fare spallucce) renda tutto un po’ più nitido, più leggero. Ci sono questioni per cui vale la pena agitarsi e ce ne sono altre, ampiamente discusse e sviscerate, che ci risparmierebbero dei gran mal di pancia se solo fossimo così superiori da lasciarcele scivolare di dosso.

Sicuramente il profumo della vita non è cercare di vedere tutto rosa, ma forse, rispetto al filtro grigio topo o melanzana tipo smalto Chanel che applicate alle vostre retine, si può virare verso un colorino pastello. Un verde tenue, un lilla “pigiamino coi fiori”, un color pesca.
E si possono aggiungere due o tre etti di simpatia; i cattivi e quelli un po’ acidi sono interessanti solo al cinema o nel Re Leone della Disney. Scar è un super personaggio, forse il migliore nel cartone animato.. ma alla fine non veniva mica massacrato dalle iene?