Non ne sentivate anche voi la mancanza? (Un’introduzione ai test)

Non compravo spesso Top Girl, quando ero più piccola, ma posso dire con certezza che le mie parti preferite erano le pagine all’inizio, quelle in cui le ragazzine raccontavano i loro segreti inconfessabili, e i TEST. Ci mettevamo sul letto, rigorosamente con la porta chiusa, oppure tiravamo fuori il giornale dallo zaino nel tragitto scuola-conservatorio; una leggeva ad alta voce (di solito quella che aveva già scandagliato il numero da cima a fondo) e le altre tenevano il conto delle risposte.

Non so neanche se Top Girl lo vendono ancora – è già tanto se riesco a sfogliare Vanity Fair, quando la postina me lo consegna. Sento però terribilmente la mancanza dei TEST, voi no? Erano divertenti, scemi quanto bastava, irriverenti ma anche ovviamente banali e stereotipati.
Successivamente poi avevo trovato la mia oasi di pace con i “Test Fiu”, pietra miliare di quel forum che frequentavo, ma riguardarli oggi sarebbe come utilizzare quelle parole cadute in disuso e riportate sui vocabolari per dovere: V.A., valore archiviale, e stop.
Sicuramente potrei saccheggiare le edicole a colpi di monete da due euro e fare incetta di Cosmopolitan e Glamour, ma.. Troverei dei test firmati da sconosciute giornaliste che vivono chissà dove e hanno un background così diverso dal mio – dal nostro. Senza dimenticare i due euro che, certo, sono solo due euro ma ehi, sai mica quante Goleador potevi comprarci?
Ho quindi deciso di buttarmi: “Dimmi questo e ti dirò chi sei”, “Fai una giravolta, falla un’altra volta e ti dirò chi sei”. Mi diletterò, insomma, in cose di un certo spessore culturale.
Non sono certo un’autorità in materia, anzi, sono quello che i francesi chiamano les incompétents – che tra l’altro, oltre ad essere una verità assoluta è una delle mie citazioni preferite (le altre sono “Potere del cristallo di luna” e “Tua madre è così grassa perché mangia la salsa e non la balla mai”).

Nelle prossime settimane, dunque, cercherò di rallegrarvi con qualche test adolescenziale che a breve rientrerà, ne sono sicura, nelle vostre abitudini. Lo aspetterete con la stessa ansia che vi suscita la nuova puntata in streaming di Grey’s Anatomy, e magari alla fine mi maledirete come fate con Shonda Rhimes.

Prima di incominciare, però, è necessaria una premessa. Un DISCLAIMER, che per i più duri d’orecchie significa soltanto “qualcosa da leggere per forza onde evitare fraintendimenti”.
Quello che scrivo è quello che sono. Prendo ispirazione da tutto quello che succede a me e a chi mi sta intorno; da un fatto recente oppure da qualcosa che è successo tanto tempo fa e ora giace nella mia memoria in attesa di essere riportata alla luce. Esagero, manipolo, distorgo, oppure minimizzo o invento di sana pianta. Non c’è niente di personale – a meno che non sia espressamente precisato – in quello che scrivo, è solo pura e semplice messa in scena.
Inoltre, per me vige la regola del “più ti voglio bene più ti sfotto” e chiunque mi conosca, anche solo di vista, sa quanto sia davvero il mio mantra quotidiano. Quindi vi avviso da subito, che non si sa mai: non offendetevi, perché non ce n’è bisogno. Se vi offendete, almeno scrivete il vostro nome e non lasciatemi un commento “anonimo” (le virgolette in questo caso sono significative), perché non c’è nulla di che vergognarsi, o almeno nulla di più rispetto al dichiarare di votare per il PDL o di ascoltare regolarmente Max Pezzali.
Non si perde la faccia a firmare un commento. Altrimenti, mal che vada andrete ad aiutare il mio amico che è da quest’estate che cerca la sua.

Detto ciò, stay tuned.
Il primo test arriverà quando meno ve lo aspettate. Cioè domani.