Ormai mi sono guadagnata la simpatia del postino. #cartolinebrutte parte 3

Ricordate il mio quaderno viola con le cartoline? A febbraio era sulla buona strada per diventare bello cicciotto (guarda l’articolo precedente), ma ora sta marciando a grandi passi verso una vera e propria esplosione. Non serve più neanche l’elastico.

2013-09-05 10.59.41

Nell’ultimo periodo ci ho dato dentro, siamo quasi arrivati a 100. Ma state tranquilli, alla centesima cambio quaderno.
Sono sicura che il postino, fra un estratto conto e un Vanity Fair, si faccia delle grasse, grassissime risate guardando gli esemplari che mi mette nella buca delle lettere. Soprattutto se si ferma a leggere i messaggi sul retro, che a volte sono più incomprensibili dell’immagine stampata davanti.

Vi ringrazio di cuore. E’ vero, sono solo cartoline, sono bistrattate da tutti perché andavano di moda dieci anni fa prima degli 8 megapixel del cellulare e di whatsapp.. ma c’è chi si ricorda sempre di portarmene una. Una, o due, o dieci.
Ho anche ricevuto per la prima volta un doppione e mi sentivo come i collezionisti veri: finché non hai un doppione sei solo uno che non sa neanche se riuscirà a finire l’album dei calciatori Panini.

Quest’anno si è trovato di tutto: cose vintage che giacevano nell’espositore da più di quindici anni, piadine glitterate, slogan milanisti e foto dell’Islanda per pubblicizzare la Val D’Aosta. Un’amica mi ha fatto omaggio di un cimelio che conservava da un po’ (un gruppo di anziani che in Canada guardano forse degli uccelli); un’altra voleva trovarmi il fidanzato “piccin tutto belin” e un’altra preferiva invece lo scalatore con i leggings fucsia o il Nichi Vendola col cappello.
(Un’altra amica ha tentato di portarmi come souvenir dalla Sardegna il suo omero fratturato, ma fortunatamente gliel’hanno operato prima che mettesse piede sull’aereo).

Le foto sono piccole, ma per vostra gioia sono tutte cliccabili e consultabili in ogni minimo dettaglio.

Oh, hanno suonato al citofono. Dev’essere il postino.