CALDO FOR DUMMIES #2 – Le scarpe, e le Birkenstock.

– Guarda, ci sono tutte le tue scarpe in giro!

Quante volte me lo sono fatto dire, in casa.. Sono una seminatrice di scarpe compulsiva, lo ammetto. Anche di scarpe spaiate: se trovate una destra di un paio di Superga bianche numero 38, sicuramente è la mia.
Il punto è che le mie scarpe vagano per la casa tutto l’anno tranne che nei mesi estivi, perché ne uso solo un numero ristretto.
Quando fa caldo viene voglia di abbandonare ogni cosa che tenga costretto il piede dentro un involucro di tessuto, che sia tela o pelle.. A quindici anni avevo dichiarato guerra alle scarpe aperte: andavo in giro dodici mesi all’anno con le Adidas o le Nike (più, ovviamente, le calzine corte di cotone) oppure con le ciabatte infradito per andare in piscina. Non so dire se fosse perché mi vergognavo o se le trovavo comode, o se andava di moda cuocersi i piedi anche con quaranta gradi all’ombra.

Non appena ho riacquistato un po’ di sale in zucca mi sono data alla pazza gioia, ma diciamocelo: la maggior parte delle scarpe estive sono scomode.
I sandali da pellegrinaggio in Terra Santa sono duri come il muro, quelli infradito con solo un filo dal dito alla caviglia mi fanno inciampare ad ogni passo; quelli alti con la zeppa non sono neanche male, ma non per andare a fare la spesa o per fare la fila alle Poste. Per non parlare delle ciabattine a fascia con un minimo di tacchetto dietro, perché faccio prima ad andare in giro scalza, tanto le perderei dopo qualche minuto.
Così, dopo anni di mal di schiena, ho raggiunto il mio equilibrio con le Birkenstock.

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Il mondo, lo sapete, si divide equamente in due categorie: quelli che con le Birkenstock ci andrebbero pure a letto, e quelli che non le possono vedere neanche in cartolina.
Io facevo parte della seconda: come si fa ad andare in giro con delle scarpe così brutte?, mi chiedevo.
– Con quelle cose ai piedi? Cose da tedeschi? Meglio allora un paio di espadrillas o un paio di ballerine, almeno sono un po’ più fini.

Le Birkenstock, è vero, non sono certo le scarpe più eleganti che ci siano in circolazione, anzi: sono spesso di colori spenti (il fondo è color sughero bagnato, le altre parti sono spesso marroncine, nere, color cuoio o simili), hanno una forma poco femminile e, soprattutto, il modello che va per la maggiore è anche, essenzialmente, un paio di ciabatte. Critichiamo sempre quelli che si mettono le Havaianas in città, che cosa cambia?

Avete ragione: con le Birkenstock giriamo in ciabatte – ciabatte fatte di un materiale che sembra polistirolo verniciato color legno. Sono materiali, come “da battaglia”, e hanno un qualcosa che ricorda la campagna. Sembrano sempre più sporche di quello che sono in realtà: sulla suola, poi, sotto alle dita si crea un alone di sudore, la famosa Sacra Sindone Sulla Suola, che anche se le lavate in lavatrice non andrà mai più via. E soprattutto, sono tedesche, e oggi come oggi equivale a dire Satana in persona.
Sì, avete ragione su tutto.

E forse avete ragione proprio perché non le avete mai provate.

Scusate, ora devo uscire.
– Mamma, hai visto l’altra mia Birkenstock in giro?
Ehm.

 

(Grazie ad A. per la foto).

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