Lo scheletro nell’armadio – Music edition.

Alle medie ancora non andava di moda scaricare musica da internet. Lo si faceva poco, perciò in gita nei nostri zaini ci portavamo sempre, oltre al pranzo al sacco e la bottiglietta di Coca Cola, il lettore cd – gli mp3 erano per i ricchi – e l’astuccio con i vari dischi di ricambio. E ci arrabbiavamo un sacco se l’autista del pullman ci costringeva a lasciarlo sotto, in quella sottospecie di “stiva” su ruote.

Il cd che ho ascoltato di più (e che probabilmente col tempo ho fuso) è Festivalbar 2000, sia il rosso che il blu.
C’erano delle canzoni storiche come “Up & Down” di Billy More, “Toro loco”, “La regina del celebrità”, “Depende” di Jarabe de Palo” e “Hello World” – secondo me questa la conosciamo solo io e la mia amica Lucia.. Ma anche “Pure shores” delle All saints, che di lì a poco mi avrebbe affascinato ancora di più per il sudaticcio Leonardo di Caprio nel film The beach; e ancora “Vamos a bailar” esta vida nueva, Ligabue con “Si viene e si va” e i Blink 182 con la loro “What’s my age again”. Perle intramontabili: di alcune ancora mi ricordo il testo a memoria.

Il vincitore di quell’anno al Festivalbar ve lo ricordate? Io ce l’ho stampato in mente, ma una trasmissione su Rai2 ieri sera, “Emozioni”, me l’ha ricordato ancora più volentieri. Furono i Lunapop con Qualcosa di grande.

Ora, lo so che siete arrivati fin qui sperando di leggere che nel mio armadio, oltre a kg di vestiti che non metto più, si trova un segreto scottante, mai rivelato ad anima viva. E invece..

Nel 2000 avevo dodici anni. Quell’estate stavo per tornare a scuola, avrei fatto la seconda media; mio zio al compleanno mi aveva regalato i Rollerblade numero 38, devo averceli ancora in cantina, insieme alle ginocchiere e al caschetto, e in macchina con mia mamma era obbligatorio ascoltare la musicassetta dei Lunapop.

Ero impazzita per i Lunapop. Però dai, ero piccola, ho tutte le scusanti del caso. Non dimentichiamoci poi che sono la stessa che giustifica le ragazzine che ascoltano gli One Direction (sono i Backstreet Boys di oggi, come biasimarle?), non potevo essere da meno all’epoca.
Il bello è che adesso, nonostante l’età, il gusto musicale e l’apertura ad altri generi, c’è ancora un cantante a cui sono veramente affezionata. Sì, è lui, Cesare.
Quando è uscita Qualcosa di grande aveva i capelli rossi, era magro e tutto naso; nel video tartassava quella ragazza coi capelli corti che poi è andata a fare All music o qualcosa del genere. Adesso ha la barba ed è robusto, non canta più pensando ad Erica di Bali ma, se possibile, mi piace ancora di più.

La mia amica Valentina dice che prova qualcosa del genere verso Robbie Williams: è come se fosse cresciuta con lui, lo considera un fratello, gli vuole quasi bene. Ecco, io Robbie me lo farei, e Cesare pure (ci trovo anche qualcosa del mio fidanzato, fra l’altro), ma vorrei tanto averlo con addosso solo una camicia, seduto al pianoforte mentre scrive una canzone.
Qualche anno fa una mia amica (quella di Hello world, sempre lei..) è andata al concerto a Milano e mi ha telefonato durante “Latin lover”; avevamo passato un’estate a cantarla sul pullman in Irlanda. In realtà però non è la mia preferita: quella a cui sono più affezionata è Marmellata #25.
Il mio moroso mi chiede sempre cosa ci trovo di bello in Cesare Cremonini.
Da quando Baggio non gioca più, da quando mi hai lasciato pure tu non è più domenica –
amore, io pagherei perché mi dicessi una cosa simile.. non so, mi accontenterei di un sei più bella di una partita di Messi. 

 

PS. Amici, non alzate gli occhi al cielo, non è facile parlare pubblicamente degli scheletri nell’armadio della musica. Li abbiamo tutti, ma guai a dirlo.
Ovviamente vi giro la domanda: parlatemi dei vostri segreti inconfessabili, di quei cantanti che vi piacciono e che avete sull’iPod “per sbaglio”, perché il dio delle canzoni impegnate (e di conseguenza i suoi seguaci) ha deciso che solo certi artisti sono universalmente riconosciuti come tali.
Mi sembra di sentirvi, quasi. “No, ti giuro, non so da dove è venuta questa.. ce l’avrà messa mio cugino”.

Se non mi risponderete, capirò.

  • Prima di finire di leggere ci tengo a dire: “hello world, this is me, life should be fun for everyone”. Ovviamente senza l’aiuto di Google. E se non sbaglio era Belle Perez, sempre senza Google.
    Ora posso continuare a leggere.

  • io condivido per filo e per segno il tuo stesso scheletro nell’armadio, fabi!
    dalle medie fino ad oggi (a novembre sono andata anche al suo concerto e non me ne vergogno, anzi!).

    • Lo so, Sere. Io l’ho visto solo all’HJF per caso, volevo pure andare all’Arena, ma vabbè.
      (Se non lo hai visto, recuperati lo speciale di Rai2 di ieri, ne vale la pena).

  • volevo vederlo e poi mi sono completamente dimenticata da brava babbazza T_T per fortuna esiste il sito della rai!

  • valentina

    vorrei correggere cinzia: tra “life should be” e “fun for everyone” c’è un “mh-mh yeah”.
    bisogna essere precisi!

  • valentina

    (ps: nemmeno io avevo finito di leggere il post <3)

    • Ti aspettavo al varco, infatti, sig.ra Williams.

  • Libs

    non lo so, io da adolescente volevo diventare la signora bon jovi, e il problema è che non lo considero uno scheletro nell’armadio: lo vorrei ancora e ne vado fiera.

    hello world me la ricordo pure io!

    • Io pure lo vorrei, con anche Tommy and Gina.

      • libs

        who never backed down, e neppure noi! <3

        (pensa che alberto per conquistarmi sopportò senza battere ciglio tre ore di concerto ehehehe!)

  • Ciao!
    Complimenti per il post e il blog:
    qui un premio per te, se ti va, passa a ritirarlo 😉
    http://laprecurstrice.blogspot.it/2013/03/liebster-award-two-is-megl-che-one.html

  • Bemboli

    Ma Cesare è un grande! è un ottimo musicista e scrive anche dei bellissimi testi. Niente vergogna 🙂