Una nuova rubrica: CURIOSITA’ A CASACCIO

Avete presente le domande dell’Eredità?
Chiariamo subito una cosa: non sopporto tanto Carlo Conti. Non so se è il continuo ripetere scossa? o se invece è il suo colorito senape a darmi fastidio. Non lo guardo quasi mai (il mio preserale è fisso su Rai4, da un mese a questa parte) ma quando mi capita mi innervosisco, perché le domande sono o demenziali o impossibili. E perché la gente arriva alla ghigliottina per culo, non per bravura.

Il punto è che con la curiosità e la cultura spicciola ci si fa belli. Quando al pub la conversazione langue, c’è sempre qualcuno che salta su e sfodera qualcosa di sensazionale che ha scoperto poche ora prima. Su Marte, su Totò, sulla lana delle pecore, sulle uova del supermercato.
Ho deciso quindi di scrivere, quando mi capita, un dettaglio che potrete declamare a gran voce ogni volta che vi servirà. E’ simile ad “una voce a caso” di Wikipedia, solo che io non arrivo a parlare di medicina, di miceti con tanto di nome latino e di fisica quantistica. La mia curiosità non si spinge fino a quel punto, quindi accontentatevi.
Mal che vada, sarete preparati se vi chiamano all’Eredità.

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Lo sai da dove viene il termine dolcevita? Innanzitutto, sai cos’è? Allora, è il maglione a collo alto: il lupetto arriva a metà del collo, invece al dolcevita devi fargli il risvolto. Beh, sai perché? E’ nato dopo che Mastroianni lo ha indossato, rigorosamente nero, nel film La dolce vita, quello della biondona che lo chiama dalla fontana di Trevi, Marcello, come here!, presente? Vabbé, anche se non l’hai visto hai presente. Beh, il dolcevita nasce perché lui, Marcello, il personaggio, ce l’aveva sempre su. Tra l’altro è un bellissimo film, se ti capita dacci un occhio.
Ah e poi un’altra cosa.. Nel film lui (Mastroianni, sì) faceva il giornalista a caccia di gossip nella Roma di quegli anni e molto spesso nelle scene c’è anche il fotografo dei giornali, che di cognome faceva Paparazzo, eh sì, è da lì che sono nati i paparazzi veri e propri. Avevo letto che probabilmente Fellini l’aveva ripreso da un romanzo o un libro che aveva letto molto tempo prima, ma gli piaceva come suonava perché gli ricordava quell’insetto fastidioso, tipo zanzara, come si chiama.. il papatacio, ecco. Pensa, non oso immaginare se avesse conosciuto Corona.. 

  • Rita

    Anch’io non amo Carlo Conti. Dici che il fatto che io lavori per la concorrenza c’entri? Continua a non guardarlo, grazie 😀