Il Kindle, ovvero il chihuahua da borsetta 2.0

Volevo già comprarmelo per Natale, ma Amazon aveva deciso di rendere disponibili solo alcuni modelli (o quello base o quello da milioni di euro, uno pseudo-ipad), così ho dovuto aspettare. Un mesetto fa, alla fine, è arrivato, con TNT – una vera e propria consegna esplosiva – il mio KINDLE PAPERWHITE.

Che cos’è?
E’ un lettore di e-book (ovvero libri in formato elettronico) prodotto e distribuito da Amazon.

Quanto l’hai pagato? Che modello è?
129 euro. La spedizione è gratuita (ed è stata puntuale, ma io abito a una trentina di km dall’unico centro di distribuzione Amazon Italia, quindi forse non è indicativo). Arriva in un imballaggio sottilissimo ma ben solido.
Ho scelto proprio questo modello perché ispirata dalla tecnologia dello schermo e perché, a differenza del Kindle da 79 Euro, ha l’illuminazione integrata, che aiuta a leggere anche in piena luce.

Quanto è grande? Quanto pesa?
La mia prima impressione è stata di avere tra le mani un minuscolo quaderno, o un iphone un po’ più grande, dipende dalla prospettiva.
Le sue misure sono meno di 17 cm x 11,90, con uno spessore di neanche 1 cm. Non so quanto facciate a spanna, ma la mia non so neanche se ci arriva, ai 17 cm. Lo schermo è di 6 pollici; vi assicuro che all’inizio vi sembrerà minuscolo, poi lo troverete perfetto. E’ in scala di grigi, ha un tecnologia tutta diversa dai soliti schermi a cui siamo abituati: si chiama PAPERWHITE apposta per ciò di cui si avvale, ovvero di uno schermo oserei dire “opaco” che rende la visualizzazione il più simile possibile a quella dell’inchiostro su carta.
Il peso che riporta il sito è di 213 grammi: una piuma – se non aggiungete, come ho fatto io – una custodia. Allora diventano due piume.

Come fai a metterci su i libri? Devi attaccarlo al pc?
Niente pc, si fa tutto dal Kindle.
Dalla libreria ci si collega wifi direttamente allo store di Amazon e da lì si possono fare gli acquisti con 1-click. La navigazione fra i titoli, se proprio devo ammetterlo, non è poi tanto agevole; personalmente preferisco navigare e scegliere cosa comprare dal sito visualizzato sul computer, ma per i momenti di pigrizia estrema va più che bene.
Una volta confermato l’ordine, l’ebook arriva direttamente nella libreria del Kindle, fra i titoli che si hanno in possesso. Ne potete stipare fino a 1100, dicono. Roba da far impallidire la British Library, quasi.

Quali altre cose ci puoi fare?
Per le specifiche vi rimando ad altri luoghi. Mi preme dirvi che all’interno c’è un browser sperimentale, con cui teoricamente si può anche navigare come se aveste un tablet qualsiasi, ma la modalità di visualizzazione è fatta apposta per la lettura perciò le funzioni sono ridotte all’osso. In più lo schermo è in scala di grigi: praticamente la sensazione è quella di stare su Facebook negli anni sessanta.
Oltre agli ebook “ufficiali” di Amazon, è possibile caricarci anche i .pdf, tramite un software (Calibre): facendo una breve ricerca si trovano tutorial firmati da persone molto più sgamate e brave di me. Se ci son riuscita io, sicuro che ci possono riuscire tutti.

Ti trovi bene, nella lettura?
Nonostante fino all’anno scorso fossi scettica, devo dire che sì, mi trovo molto bene. Sfogliare le pagine è un movimento naturale e molto veloce al tocco, adattare la luminosità alla luce esterna pure; navigare all’interno delle funzionalità (ritorno alla home, accesso allo store e varie) è quasi più facile di un iPad, grazie anche al tutorial che si avvia non appena il dispositivo viene acceso e che spiega passo passo ogni cosa.

Kindle

Come si carica? 
Non sono pratica dei nomi, ma il caricabatterie è lo stesso del mio Samsung S2 (mini o micro usb, non mi ricordo mai la differenza) e anche del Blackberry che avevo prima. Nella scatola c’è un cavo che termina con l’usb 2.0 da collegare al pc, ma con un adattatore da presa elettrica (ormai se ne trovano in ogni negozio di elettronica) passa la paura. La carica comunque dura tanto: in tre settimane l’ho attaccato alla corrente solo una volta, e ora la batteria è ancora a metà. Paga per il cellulare, che invece chiede pietà ogni sera.

Ma scusa, se è simile allora perché non hai comprato un iPad?
Oltre a mio fratello, patito di Apple da una vita, me l’hanno detto in tanti.
Se avete già un iPad, probabilmente il Kindle non vi servirà poi a molto. Se però non ci leggete i libri perché trovate che vi affatichi la vista, forse mi darete ragione.
Non ho comprato un iPad innanzitutto per la questione monetaria (129 euro sarebbero stati solo un acconto, nel caso), e poi per una questione puramente visiva: spesso i miei mal di testa sono causati da un affaticamento della vista dovuta agli schermi di computer e cellulare, non volevo peggiorare la situazione. La tecnologia e-ink sembra proprio studiata per me.

Ti piace? Lo consiglieresti?
Sì, mi piace e sì, lo consiglierei.
Devo dire che ora sta diventando quasi una moda, una sorta di chihuahua 2.0 da portare in borsetta e sfoggiare. Ma se i chihuahua potessero far avvicinare le persone alla lettura sicuramente li regalerei a destra e a manca – è più o meno lo stesso discorso che faccio per Moccia e libri vari che riscuotono un super successo: se hanno contribuito a far leggere qualcosa ad un ragazzo o ad una signora che solitamente skippano anche le istruzioni dei mobili dell’IKEA (che fra l’altro spesso sono a disegni), ben venga.

I pregi sono tanti: per dirne uno, la “portabilità” – un chihuahua, a meno che non faccia una dieta ingrassante, pesa sempre allo stesso modo, occupa sempre lo stesso spazio e lo si tiene comodamente in una shopper: portarsi dietro Anna Karenina versione cartacea sarebbe come cercare di mettere (e trasportare) un boxer nella borsetta.
Un altro pregio: la comodità di avere i dizionari integrati. Mentre si legge un libro (specialmente in inglese, cosa che mai mi sarei sognata di fare prima d’ora), se si tiene “premuta” una parola automaticamente si apre la definizione del vocabolario. Neanche la fatica di andare a sfogliare le pagine.
Per dirne un terzo, la facilità con cui si possono evidenziare pezzi e appuntare note a piè pagina senza sentirsi male per aver scarabocchiato il libro.
Per dirne un altro, il costo degli ebook, che è molto più basso (a volte di parecchio) della versione cartacea.
Per dirne un quinto, la visualizzazione personalizzata dei caratteri, che per uno che necessita degli occhiali da lettura è la svolta. Si può infatti non solo impostare il carattere da ipovedente, da vedente medio e da occhio di falco 12 decimi, ma anche cambiare lo stile.

Ho un’unica considerazione anti-dio Kindle, ovvero che con tutta questa personalizzazione si perde un po’ l’essenza del libro. Mi spiego meglio, per non passare per una vera bibliofila.
Non è tanto l’atto in sé dello sfogliare le pagine che mi manca, a quello posso facilmente sopperire concedendomi qualche regalo in libreria; è che nella mia testa l’idea di ciò che sto leggendo si forma non solo per il contenuto del testo, ma anche per la sua forma. Quando penso ai libri della Kinsella della serie “I love shopping” mi viene subito in mente il tipo di carattere, la copertina dai colori fluo per ogni volume; quando ripenso ai Dolori del giovane Werther invece focalizzo subito, Universale Economica Feltrinelli, pagine leggerissime, stampa un po’ sbavata in certi punti. Anche questi dettagli fanno parte del mio viaggio con il libro: uniformando il carattere e il formato della pagina tutto ciò viene azzerato e un po’ mi dispiace.
C’è anche il rovescio della medaglia: la mia attenzione si focalizza tutta sul testo, perciò è probabile che invece di cretinate accessorie la prossima volta mi verranno in mente la trama e i nomi dei personaggi. Lo vedremo solo a ebook macinati.

Non ho ancora esplorato tutti gli angoli nascosti del Kindle – sapevo che c’era anche un modo per gestire facilmente il prestito di volumi tra utenti Amazon, ancora non sono pratica – ma difficilmente cambierò idea.
Se state andando verso questa direzione, fateci un pensierino.
Se invece siete fedeli ai libri di carta, fatemi un piacere: continuate così, ma almeno smettete di fare le orecchie alle pagine per tenere il segno.

  • Aicha

    Concordo con tutto. Amo il mio Kindle alla follia ma convivido assolutamente il “contro”, la mancanza della forma fisica del libro.

    Aggiungo una cosa: i libri si possono anche passare tramite computer, sempre metodo 1-click, basta cliccare su “trasferimento tramite computer”. Io non ho il wifi a casa e posso trasferirli solo così, inoltre trovo molto comodo navigare su amazon dal pc!