Una pigna a Sanremo – episodio 3 – giovedì.

A casa iPhabi stavolta sono stata la sola a sopravvivere al Festival.

Sì, è vero, avevo detto che forse non sarei rimasta davanti alla tv, avevo anche un impegno canoro, ma la mia influenza sembra andare di pari passo con Sanremo. L’unica cosa buona è che sabato è soltanto dopodomani.

Iniziamo dalla fine: c’è stato un verdetto. Al termine della serata Fazio e la Littizzetto (quante Z quest’anno, ca- volo) hanno stilato una classifica in base ai primi risultati del televoto.
Vi aspettavate qualcosa di diverso? 1° Mengoni, 2° Modà, 3° Annalisa. Oh, che strano, Chiara è quella televisivamente più giovane.. E infatti, 4° Chiara Galiazzo. Sembrano gli exit poll dopo l’ora di educazione tecnica alle scuole medie.
Nelle ultime posizioni troviamo la musica “di nicchia”, quella su cui effettivamente non avresti scommesso neanche l’euro virgola zerouno centesimi del televoto. Sconvolge però Maria Naziunale a metà classifica: il regno di Napoli non si è dato poi così da fare come pensavo, dopo averla vista.

Questa serata è stata uff, un po’ più macchinosa. Mi sento più stanca delle altre volte, sarà che di solito in mezzo ci mettevano un giorno di pausa (e con pausa intendo una partita di calcio, che per alcuni è tutto fuorché serenità e rilassamento, ma almeno ci permetteva di stare sul divano a far respirare le orecchie).
Le canzoni sto iniziando a riconoscerle. Non è facile muoversi tra tutte quelle fisarmoniche, quei ritmi in levare, quei sussurrati al pianoforte, ma ci stiamo lavorando. Per dare un tocco di professionalità in più al mio commento, stasera però ho preso appunti: ho intenzione di sfoderare tutta la mia conoscenza musicale, si sa mai che qualcuno voglia affidarmi la poltrona di giudice al posto di Arisa al prossimo XFactor.

– SIMONA MOLINARI E PETER SINGOTI presentano una canzone dallo swing banalotto. Lei ha una voce incredibile, lui purtroppo è NP, Non Pervenuto, oltre che Non Pettinato. Diciamo che i loro produttori hanno pensato che dopo il remake (aiutato anche dal cantante senza pubblico delle Iene, Angelo Duro) di quest’estate, la loro coppia funzionasse su questo genere. Pensavate male: siamo più stufati di uno scalogno ripassato in padella da Carlo Cracco.

– MARCO MENGONI. Vi svelo un segreto: durante l’XFactor di Mengoni, ero solita andare dal moroso qualche volta per guardarlo insieme a lui (lo trasmettevano ancora sulla Rai, per noi barboni); epica fu quella sera in cui mi girai e, con sguardo trasognato, gli dissi “ma perché tu non gli assomigli neanche un po’?”. Non mi lascia perché sa che mi capita di dirgli la stessa cosa anche di uomini che lui trova discutibili, e così si consola (uno fra tutti, Pierfrancesco Favino).
Comunque, la canzone che propone è tipicamente sanremese, il testo pare che l’abbia scritto io – quindi non è niente di eccezionale – ma tutto l’ambaradan non giustifica il primo posto della classifica. Mio fratello, quindici anni, mentre lo guardava mi ha detto è che lui.. sai cosa c’ha? Se la tira, ma se la tira bene. Ecco.

– ELIO E LE STORIE TESE si sono autocitati, facendoci ricordare di quando per La terra dei cachi Elio venne sul palco con “le mani in tasca”. Non c’è molto da dire: o li ami o li odi. I fonici stasera hanno aggiustato un pelo meglio i suoni e anche noi da casa abbiamo potuto scandire bene le armonie che ci stanno dietro, ad esempio la differenza fra l’accordo maggiore – minore – eccedente – diminuito (dovrebbero farla studiare a teoria e solfeggio, i ragazzini capirebbero molte cose). Il mio giudizio è rimasto invariato. Non vinceranno mai.

– MALIKA AYAN è arrivata a cantare subito dopo e io ero sul divano presa dall’irrefrenabile voglia di chiederle che rossetto avesse indossato. Ciò che penso della sua canzone comunque è racchiuso nel tweet di Massimo Bernardini, giornalista Rai:
maxbernardini
Amen.

– CHIARA GALIAZZO: brano dai ritmi vagamente gitani. Forse in radio potrebbe funzionare, ma non ne sono sicura: speravo tanto che dopo la sua esibizione arrivasse da dietro Morgan ad assegnarle una cover che ci avrebbe fatto rimanere tutti a bocca aperta, ma niente. C’è da dire però che la conciano sempre peggio, di serata in serata; alla prossima non mi stupirei di veder entrare da dietro Enzo e Carla, piuttosto.

– A proposito di MAX GAZZE’, su Twitter ho letto che questa canzone nasce dopo aver osservato due testimoni di Geova che venivano rifiutati davanti ad un campanello. Su RTL la passeranno un milione di volte perché è fresca, simpatica ma non troppo, che ti rimane in testa per ore, e stacca dalle ballatone e dai Power Hit.. Avrà successo.

– ANNALISA sale sul palco che sembra venire dalle terre che si vedono nel Signore degli Anelli – volevo fare la figa e citarne il nome, ma non ho ancora intrapreso il fantastico viaggio nella trilogia: è Mordor?
Purtroppo non diventerà mai un fenomeno al pari delle sue colleghe post-De Filippi, lo si vede subito. Stasera però era proprio carina, mentre cantava la sua canzone tutta in levare. Giuliano Palma lo nascondevi sotto la gonnellina rosa?

– MARIA NAZIUNALE e le sue tette quest’anno hanno cercato di conquistarsi Napoli e il televoto degli allupati di mezza età. E a quanto pare ci sono riuscite. Il neomelodico non ha più senso di esistere da quando è stato passato (e sfottuto) ovunque in tv Marco Marfè, forse l’anno prossimo riusciamo a inculcarlo anche agli autori di Sanremo.

– SIMONE CRISTICCHI: io giuro che questo ragazzo mi sta simpatico, molto, ma a volte non lo capisco. E’ un po’ il “ti lascio perché ti amo troppo”. La prima volta che lo ascolti pensi mh, però, aspetta un po’ che voglio sentire tutto il testo. La seconda volta vorresti cambiare su David Guetta e ballare con i pugni alzati neanche fossi in discoteca a Jersey Shore.

– MODA’: nel testo ho colto, fra le altre, la parola “FRANTUMEREI”. Sapessi tu, Kekko..
Comunque, ci troviamo di fronte alla classica canzone dei Modà e, ahinoi, alla classica canzone sanremese. Pubblico votante, ma soprattutto giornalisti della giuria di qualità.. Ci siamo capiti.

– DANIELE SILVESTRI: dice più o meno “non ho scudi per proteggermi, ho solo questa lingua in bocca e forse un mezzo sogno in tasca e molti errori inutili.. io però li pago tutti”.  Vince a mani basse, perché ha tutto ciò che voglio di una canzone: musica, stile, sobrietà, significato. Lui, poi, è invecchiato benissimo. Me lo segno per poterlo dire al mio moroso al posto di Favino.

– ALMANEGRETTA. Ora io dico, no?, se lo sapevate che non si chiamavano così non potevate scrivermelo nei commenti? “Se mi sbaglio mi corigerete”, la regola vale sempre, mica mi offendo.
L’ho saputo perché su Facebook sono fan di una pagina, si chiama “Il gesto delle nere incazzate”, e ieri leggendo un aggiornamento questo dubbio si è insinuato nella mia testa. Per me era un nome normale: c’è Vianello che canta da quarant’anni che ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli, vuoi che non possano chiamarsi così anche loro?
Comunque vi confesso anche che oltre a non capire il nome non ho decifrato mezza parola del testo, roba che ho dovuto mettere il 777 di Televideo.

– RAPHAEL GUALAZZI ormai me lo sono preso in simpatia. E’ un musicista con la pancia che suona senza guardarsi intorno; me lo immagino che si siede al pianoforte dopo una notte di passione e che mi suona qualcosa, mentre io posso continuare a rimanere seminuda e beata, tanto son sicura che terrà gli occhi chiusi. Sai, Raph, secondo me della tua canzone non funziona il ritornello, ci sono troppe vocali. Però tranquillo, che sicuramente mio zio comprerà il tuo cd, come è successo con Follia d’amore qualche anno fa, e io prontamente lo importerò sul mio computer e lo ascolterò nell’iPod. Contento?

C’è poco altro da dire: dei giovani son passati l’ex Aram Quartet (vagamente somigliante al cantante delle Vibrazioni) e Ilaria Porceddu. Ciò significa che né io né mio fratello abbiamo azzeccato il pronostico: il diciottenne Nardinocchi che si è portato il laptop per dare gli effetti alla voce se ne torna a casa, ma lo risentiremo.

Prima del verdetto, gli autori del Festival ci hanno fatto un ulteriore regalo: Al Bano con un’evidente tracheite.
Un’amica mi ha raccontato che su Vanity Fair è uscito un articolo dove lui, contento e soddisfatto, vantava di avere fra i suoi fan anche  Putin.
L’altra sera abbiamo appreso dal Festival che ci siamo levati di torno Toto Cutugno, grazie alla Russia; non potete consegnare le chiavi di una città anche ad Al Bano e tenervelo? Vladimir, una a caso, ce ne sono tante.. Possibilmente una dove fa molto freddo. O vicino a dove Berlusconi tiene il tuo letto, scegli tu.

  • Non ho visto il festival, ed ho trovato perfetta la tua sintesi: così posso esserne informato senza dovermelo sorbire. 😉

    • Grazie, era proprio questo l’intento!

  • Bemboli

    Ma quanto te la tiri?

    • Tanto.
      Peccato che io sia sempre ironica. Anche adesso.

      • Bemboli

        Uh non avevo capito, chiedo umilmente scusa. (sono seria)