Lettera V – iPost del cuore.

Ci sono poche cose brutte, al mondo. Alzarsi la mattina del 25 Dicembre e vedere che Babbo Natale non ha portato niente, per esempio. O rovesciare l’ultimo bicchiere di tè freddo quando hai proprio sete.
Io ne conosco una più brutta. Si chiama Vendetta.

Vi sarà capitato di subire un torto, di essere il bersaglio di qualcuno o di rimanerci male per qualcosa che vi è successo. Dipende dal carattere, ma di solito si inizia a covare rancore, e il rancore non è una cosa brutta come la vendetta – di più.
E’ un sacchetto di plastica che soffoca tutto ciò che di positivo può uscire da lì in poi. Si perde del  gran tempo, col rancore, che neanche alle poste il sabato mattina: i pensieri, i sotterfugi, ma allora ecco perché quello mi ha risposto e poi ha detto a quell’altro.. Tutto tempo sprecato.

Le donne, si sa, hanno uno spiccato senso nel riconoscere le dietrologie. Non a caso esiste una sola Signora in Giallo, che di nome non fa Angelo e dà le piste ai vari Derrick e Tenente Colombo. Per esempio, sono molto più perspicace rispetto al moroso: stiamo guardando un film, e dopo un quarto d’ora ho già più o meno capito cosa succederà; anticipo i sottintesi, mentre lui se ne sta inebetito e si gusta la trama poco alla volta.
Le donne hanno i super poteri per stanare le bugie, per raccogliere indizi, per carpire le sfumature. Ma dal momento che in ogni uomo c’è almeno una percentuale di elementi femminili, qualcuno si ritrova ferrato sull’argomento nonostante trasudi testosterone da ogni poro della pelle.

Una volta raccolto tutto il materiale, la rabbia che si è stratificata di volta in volta crea una membrana di isolamento dall’esterno. Le cose che si dicono rimbalzano su questa membrana e assumono un significato talvolta giusto, talvolta errato, o comunque diverso da quello originario. Viene modificato, viene ovattato, sembra tutto detto per un perché.
Da lì si innesca il circolo vizioso e si inizia a progettare la Vendetta. Risposte acide, torti per ripagare quelli subiti, maldicenze messe in giro ad hoc, dispettucoli che si rincorrono nell’etere. Datemi retta: sono tutte cose che vanno bene per le ragazzine di quindici anni che si rubano le foto su Instagram. Vanno bene per le beliebers (le fan di Justin Bieber) che insultano le directioners (le fan degli One Direction); per i proseliti di Gigi D’Alessio, che insultano chi non crede che lui sia il cuore pulsante della musica italiana degli anni 2000.
Per tutte le altre questioni – tranne ovviamente quelle che vi stanno particolarmente a cuore o quelle serie, che vanno per forza di cose affrontate o superate – c’è una sola regola valida, per me.
Anzi due.
Facciamo tre.

Per spiegarle, mi avvalgo di proverbi e modi di dire vecchi quanto il busto di Giuseppe Verdi nell’atrio del Conservatorio, ma che rendono bene l’idea.

Regola numero 1.

 Fama di lor mondo essere non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di loro, ma guarda e passa.

Sono sicura che il mio amico Dante intendesse qualcosa di più sottile, perciò ignoro come mai nell’immaginario comune si sia tramutato tutto in un semplicissimo non ti curar di loro ma guarda e passa. Un po’ come “una tantum”, ma ne riparleremo.
Il senso generale però è chiaro: l’indifferenza è la miglior soluzione. Farsi scivolare addosso le cose come se si fosse rivestiti di olio è vantaggioso, se non altro perché ci si risparmia il mal di stomaco da nervoso. E a lungo andare – parlo per esperienza – si arriva addirittura al non curarsene per davvero, in automatico.

Regola numero 2.

Non so da dove provenga, ma ho sentito spesso dire in giro che “l’importante non è essere alti, ma all’altezza della situazione”. Probabilmente sui Baci Perugina sotto ci sarebbe scritto Anonimo.
Io aggiungo, sì, all’altezza della situazione, ma soprattutto non abbassarsi mai al loro livello.

Regola numero 3.

Regola numero tre, è presto detta: non vendicatevi. Alla luce di ciò che ho scritto prima, andate e diffondete il verbo. Nutritevi di pane e indifferenza. Siate buoni gli uni verso gli altri, non bisticciate e non andate a dormire con la brugna inversa.
Ma se proprio proprio proprio non riuscite..

La vendetta è un piatto che va servito freddo.

Diffidate da chi ve lo dice, perché non è vero: va servito GELIDO.

– – –

Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma
Lettera C – Com’è possibile che prima […] ovvero, le amiche
Lettera D – Discussioni
Lettera E – Elucubrazioni mentali
Lettera F – Fiori
Lettera G – Galateo
Lettera H – Hard
Lettera I – Intimo
Lettera L – Love songs
Lettera M – Mi hai sbucciato le castagne
Lettera N – Non è come sembra!
Lettera O – Oroscopo
Lettera P – Il Prestampato
Lettera Q – Quanto zucchero ci metti nel caffè?
Lettera R – Rispetto (R-E-S-P-E-C-T)
Lettera S – Suonare Santanché, ovvero la triste storia di Sallusti
Lettera T – Tronisti
Lettera U – (Sincerità) Un elemento imprescindibile