Quando la polizia ti ferma per strada.

Entro in macchina.
Devo andare in banca, speriamo non ci sia tanta coda, non come quella volta che – oddio, dove ho messo la borsetta, ah sì, eccola là, dietro. Tra l’altro era il 21 Dicembre, il giorno della coda infinita allo sportello della banca. La signorina l’aveva detto, che c’era qualcosa nell’aria. #haivistomaya.

Esco dal piazzale, mi immetto sulla statale, guardo a destra e sinistra, c’è una fila di macchine lunghissima da ‘sta parte. Forse, però, ecco, sì dai, dopo il camioncino, ci sto. Vado. Sono sulla statale.

Faccio pochi metri, in lontananza scorgo una donna vestita di blu che agita qualcosa.. Cos’è? Un tubo? Cosa vuole?
Avanzo di qualche metro – e di qualche diottria – e capisco: è una poliziotta che mi fa segno di accostare a destra. Mapporc.

Ecco cosa mi è successo oggi alle 12.

Cosa fare in questi casi:

a) lasciar stare tutti i santi del paradiso, gli zii lontani e gli animali: anche se li invocate, loro non verranno in vostro soccorso.

b) mettere la freccia prima di accostare davanti al poliziotto.

c) ricordarvi esattamente dove avete il libretto. A questo proposito, consiglio di fare delle esercitazioni per poterlo estrarre dal portaoggetti al momento più opportuno. Di sicuro non siete talmente sprovveduti da non saperlo, ma lo dico per esperienza: ho imparato a riconoscere il libretto qualche tempo dopo aver preso la patente, e per puro caso. Per me l’interno di quel cassetto nel cruscotto era come il terzo segreto di Fatima.

(e magari, d), rendersi conto che Carta di Circolazione equivale al Libretto. Perché, appunto, ci si potrebbe immaginare un “libretto” vero e proprio: un insieme di pagine, un qualcosa con una copertina e un’intestazione.. Invece è un foglio di carta pesante con delle sigle, piegato solitamente in quattro, che del libro non ha neanche l’odore. Se avessi preso l’abitudine di chiamarlo Carta di Circolazione forse non avrei rischiato l’infarto quando, quella volta, mi sono resa conto che stavo porgendo al poliziotto il manuale d’istruzioni del cambio automatico).

e) ricordarvi dove avete la patente. Io la tengo sempre nel portafoglio a portata di mano (anche perché è il documento con la foto migliore che ho, ci manca poco che la metta come foto profilo di Facebook..), ma conosco gente che la nasconde in spazi angusti del borsellino e poi si fa travolgere dal panico quando, a colpo d’occhio, non la trova. Perché la imboscate? E’ rosa, sembra una tessera fedeltà di una profumeria, è tanto carina..

f) respirare. A meno che voi non stiate trasportando merce sospettabile, che non abbiate appena fatto una manovra pericolosissima o che non indossiate la cintura, probabilmente quello sarà un controllo di routine. Gli agenti devono per forza fermare una manciata di macchine per ogni posto di blocco e può essere semplicemente che quello sia il vostro momento.

g) anche se vi viene la tachicardia, ripeto, respirate. E sorridete. Ma non troppo. Se siete donne, non mostrate le tette oltremodo all’agente maschio. Se siete uomini, non lodate oltremodo il visino carino dell’agente femmina. Siate sorridenti, gentili, ed educati.

– Salve.
– Buongiorno.
– Favorisca carta di circolazione e patente.
– Sì. Un attimo.
Prendo il libretto, prendo la patente. E’ una poliziotta. Con i capelli raccolti castani e gli occhi scurissimi.
Oddio perché mi tremano le mani?, non ho fatto niente di male, e soprattutto non ho nessun problema alla macchina.. A parte il fanalino dietro che non funziona. Va be’ ma tanto cosa ne sa lei, mi sono fermata prima, non può aver visto la parte dietro. Sicuro.
La guardo da dietro il finestrino, sta leggendo il libretto. Adesso come minimo mi chiede a chi è intestata la macchina, come quello che mi ha fermato qualche mese fa e mi ha chiesto chi mai fosse il proprietario, ma chi vuoi che sia, se ha il mio stesso cognome? Oh, ma lì dietro c’è un altro poliziotto.. Cosa fa? Scrive? Boh. Che ore sono, le dodici e dieci, ecco adesso mi toccherà mangiare di fretta, lo so, in banca ci sarà fila. Meno male che non stavo twittando. Va be’ che avrei mollato subito il cellulare, ma insomma.. Ma quanto ci mette, non dovrebbe aver già finito, non vorrei mai che – oh, ecco.
– Tenga. A posto. Grazie.
– A lei. Grazie.

Riparto. Chiave. Cintura, la cintura!, mi stavo dimenticando la cintura. Freccia – si sa mai che sia noiosa, va’. Speriamo non noti il fanalino rotto.
Aspetto che passi questa Punto, e vado. Mi rimetto sulla statale.
Adesso sì che posso twittarlo!