Lettera T – iPost del cuore.

Faccio outing: nei miei trascorsi da adolescente studiosa, al pomeriggio l’appuntamento era fisso. Canale 5, ore 14.45.

– Buongiorno, facciamo entrare Gianni e Tina.
Uomini e Donne era il mio programma d’accompagnamento post pranzum. E non vi nego che ha causato anche una sorta di depressione, Post Pranzum. Ma ve ne parlerò fra poco.

Sono figlia della tv che si è sviluppata con Maria de Filippi. Non lo nego né mi vergogno: alle medie guardavo Amici, alle superiori guardavo Amici, ora se capita guardo Amici. E’ un po’ il mio modo per sentirmi sempre dodici anni, il motivo per continuare a guardare i Cesaroni. Se la Rai trasmettesse ancora Solletico, di sicuro mi farei registrare le puntate come succedeva alle elementari.
Per Uomini e Donne il discorso è un pelo diverso: è un programma fondamentalmente becero, pieno di luoghi comuni, di pretesti per il litigio facile, di gossip di basso – bassissimo – livello. Ma se lo si prende per quello che è, ovvero un talk show dai colori fluo e dal volume parecchio alto, è un ottimo rimedio per farsi due risate.

Faccio una nota a piè pagina per i non praticanti: il programma si basa su un concetto chiave, la ricerca dell’amore vero.
La De Filippi con la sua redazione seleziona ad ogni stagione vari ragazzi e ragazze – ma un tempo non sono mancati i cinquantenni delusi dalla vita e desiderosi di ritrovare la passione, che poi hanno dato il via al tour degli anziani che si ritrovano in studio ogni settimana raccontando le loro telefonate e i loro incontri, rigorosamente al di fuori delle telecamere. Ad ogni modo il ragazzo, o uomo attempato, che si mette “su piazza” è il Tronista, chiamato così perché si siede (si erge, direi quasi) su un trono foderato di velluto rosso al centro della scena.
Da parte ha i suoi consiglieri (Gianni Sperti detto L’Esperto e Tina Cipollari la Diva sono i due fissi, gli altri vanno a rotazione); davanti si ritrova Maria seduta sugli scalini, accovacciata fra le signore che affollano il suo studio, quasi come se non si volesse prendere la responsabilità di nulla. E davanti, da parte, in faccia, addosso, di lato, loro: le Corteggiatrici. Schiere di ragazze vestite e truccate alle prime luci del pomeriggio come se dovessero far serata in discoteca, con microabiti scintillanti, smoky eyes coi brillantini e scarpe vertiginose con tacco gioiello.
L’intento è conoscere il Tronista. Non so come mai a loro serva tutto quel tempo, io dopo due settimane di solito li inquadro per bene.
Palestrati, spettinati ad arte (ma la loro acconciatura in realtà è frutto di una seduta terapeutica dal parrucchiere e di aggiustatura fatta da sé davanti allo specchio), con le Timberland rincalzate nei pantaloni. Portano orologi grossi quanto una padella da 28 centimetri, peccato che non siano in grado di farsi neanche un occhio di bue. Sono aspiranti modelli, pierre di locali, oppure lavoratori instancabili presso fabbriche, imprese edili, studi associati, che hanno l’hobby della cura della persona. Le sopracciglia sono spinzettate con maestria, la barba è perfettamente fatta (oppure folta ma curatissima), i bicipiti ben gonfiati sotto le magliette. Sono pieni di sogni: vorrei fare il calciatore, mi piace la bella vita, vorrei aprire un bar tutto mio. Mi piacerebbe far questo e quest’altro, però intanto mi faccio pagare per presenziare a delle serate in discoteca alle quali arrivano, come gli insetti verso la carta moschicida, centinaia e centinaia di ragazze. (S)pettinate ad arte come me, vestite finto-casual come me e come tutte quelle che mi si siedono attorno quando registriamo la puntata.

Il meccanismo funziona così: Maria fa conoscere i ragazzi sia in studio, tramite domande, RVM, spunzecchiature varie ed eventuali, sia al di fuori, nella vita “vera”. In “Esterna”.
I cameramen seguono i due piccioncini ovunque, nel salotto di casa, mentre cucinano, mentre vanno in un ristorante o quando passeggiano sul Lungotevere con la scia di curiosi dietro.
Le esterne vengono organizzate dalle Corteggiatrici, che si sfidano a colpi di sorprese e romanticherie degne di chi si occupa dell’archivio dei Baci Perugina. Fuochi d’artificio, film con i loro momenti più felici insieme, collage di foto, stanze piene di palloncini rossi a forma di cuore e peluche, serenate sotto casa, striscioni che si srotolano fuori dalla finestra con scritte forti (“Mi piaci tu!”, “Scegli me!”, “Sei il mio angelo!”, “Scappiamo!”).

Ora è venuto il momento di dire due parole.
Prima ho parlato di depressione Post Pranzum perché io, queste cose, le ho viste solo nelle Esterne di Uomini e Donne. Solo i Tronisti e le Corteggiatrici sanno preparare uscite così belle e romantiche. Quello che noi Donne Normali possiamo aspettarci (o, salvo occasioni particolari, organizziamo) al massimo è una coperta buttata sul divano, una bottiglia di vino e un film appena scaricato con Torrent – l’ultimo che volevamo vedere al cinema, ma che non abbiamo visto perché abbiamo portato la nipotina a vedere Rapunzel, che era in cartellone per la stessa serata. Un film che poi, ovviamente, si rivela essere un porno soft o un film di Boldi De Sica del ’93.
Di sorprese non ne facciamo quasi mai, perché ci rinchiudiamo nella nostra pigrizia e abbiamo quasi paura delle conseguenze, siano esse confortanti o negative.
Alle prime uscite con un nuovo ragazzo non siamo come i Tronisti e le Corteggiatrici, no: stiamo sul vago, non facciamo menzione all’impegno che ci prendiamo, non parliamo di scambi di effusioni, non diciamo mai avresti voglia di baciarmi?, ma quanto?, ma se ci baciamo cosa succede?. Nella vita vera nessuno direbbe che ha saputo per vie traverse che al tuo paese dicono che sei fidanzata, e se non mi porti la smentita in carta bollata sei falsa, falsa, e vuoi fare solo televisione.

Eppure, qualche tempo fa una mia amica mi aveva detto che ormai i ragazzi d’oggi sono tutti creme e cremine depilatorie dipendenti, discotecari a mille che neanche PSY, con la pinzetta per le sopracciglia nella borsa e con gli occhi puntati ai microvestitini delle loro coetanee. Si copiano le tagliate di capelli, si fanno la crestina da El Shaarawy e si comprano le scarpe in tinta con la sciarpa.
Io dico, aiutiamoli. Facciamo una campagna con degli sms solidali, fondiamo una ONLUS, un centro di recupero. Non si può lasciar cadere questa causa nel dimenticatoio, o in futuro saremo assediati da Uomini e Donne che basano la loro storia d’amore sugli RVM.

E dire che un tempo c’erano gli uomini che non dovevano chiedere mai.. Ci manca solo che ora chiedano di andare in esterna.

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Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma
Lettera C – Com’è possibile che prima […] ovvero, le amiche
Lettera D – Discussioni
Lettera E – Elucubrazioni mentali
Lettera F – Fiori
Lettera G – Galateo
Lettera H – Hard
Lettera I – Intimo
Lettera L – Love songs
Lettera M – Mi hai sbucciato le castagne
Lettera N – Non è come sembra!
Lettera O – Oroscopo
Lettera P – Il Prestampato
Lettera Q – Quanto zucchero ci metti nel caffè?
Lettera R – Rispetto (R-E-S-P-E-C-T)
Lettera S – Suonare Santanché, ovvero la triste storia di Sallusti