Lettera S – iPost del cuore.

Di sicuro l’avete sentito, al telegiornale: Sallusti, il giornalista che fino a qualche tempo fa spopolava nei talk show sta rischiando il carcere.

Riassumo – in modo magari impreciso, ma comprensibile anche agli alunni di terza elementare che mi leggono – per gli smemorati.
Nel 2007 Sallusti era il direttore del quotidiano Libero e perciò responsabile di quanto pubblicato in un articolo che parlava della decisione di un giudice nei riguardi di un aborto (una tredicenne costretta ad abortire, costretta dai genitori a sottomettersi al potere di un ginecologo che, non sappiamo se con una pillola o con qualche attrezzo, le ha estirpato il figlio e l’ha buttato via, si legge – cercate la fonte, si trova online un po’ ovunque). L’articolo reca la firma Dreyfus, quindi le vie possibili potevano essere due: o il querelante si appellava alla responsabilità del Direttore, oppure sporgeva denuncia contro il signor Giampiero Dreyfus. Forse faceva prima a querelare Batman.
Cavilli legali a parte (o capelli legali, quelli che Sallusti ha perso nel corso della sua lunga carriera di giornalista), il nocciolo della questione è che il Direttore è stato condannato ad una pena pecuniaria e alla reclusione per un anno e qualche mese in carcere.
Il resto è cronaca. Il Parlamento si mobilita, in Senato si discute ma poi ci si esprime col voto segreto e si boccia.. Insomma, tutti si danno da fare per aggiustare una legge (quella di diffamazione a mezzo stampa) che probabilmente anche a noi comuni cittadini sembra un pelo too much, per dirla alla fashion blogger.

Restiamo in attesa di sviluppi.

Intanto, però, le ultime indiscrezioni (forse maligne, forse no) di qualche giorno fa parlavano della richiesta di far scontare la pena al direttore Sallusti agli arresti domiciliari. Non a casa sua (sicuramente un triste appartamentino con la vicina di sopra che innaffia i fiori un giorno sì e l’altro pure, sporcandogli il terrazzo di fanghiglia e gerani secchi), no. Si vociferava – Twitter, vociferava – che andasse a casa della sua compagna. Chi ha avuto contatti col Direttore dice di aver ricevuto il suo biglietto da visita, con una annotazione fatta a biro. C’era un indirizzo diverso, e la scritta “Suonare Santanchè“.

C

ari amici uomini con in testa solo le vostre fidanzate, fermatevi un secondo a pensare.
Scontare una pena, stare forzatamente in una casa, con la vostra donna. Una convivenza. Averla sempre in giro, prendervi cura di lei, rassicurarla quando torna dal lavoro, prestarle attenzioni.
Ora pensate a Daniela Santanchè. Scontare una pena, stare forzatamente in una casa, averla sempre in giro, rassicurarla quando torna arrabbiata da una seduta in Parlamento, ascoltarla quando vi racconta un’intervista delle Iene. Ascoltarla.

Quando si dice che ognuno ha la sua croce. Lo dico sempre, al mio moroso: non lamentarti, perché ti poteva anche capitare di peggio. Anche di meglio, eh: gli arresti domiciliari a casa di Catherine Zeta Jones, o di Belen.. E invece, ci siamo capitati a vicenda.

E tu – sì, tu – saresti contento?
Non faccio neanche in tempo a formulare la domanda (e a farti pensare ad una risposta) che mi viene spontaneo dirti che non importa. Non dobbiamo lamentarci, abbandoniamoci alle cinquanta sfumature di epicureismo che ci rimangono della vita.

(Daniela mi leggi? Non me ne volere, si fa per dire, no?).

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Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma
Lettera C – Com’è possibile che prima […] ovvero, le amiche
Lettera D – Discussioni
Lettera E – Elucubrazioni mentali
Lettera F – Fiori
Lettera G – Galateo
Lettera H – Hard
Lettera I – Intimo
Lettera L – Love songs
Lettera M – Mi hai sbucciato le castagne
Lettera N – Non è come sembra!
Lettera O – Oroscopo
Lettera P – Il Prestampato
Lettera Q – Quanto zucchero ci metti nel caffè?
Lettera R – Rispetto (R-E-S-P-E-C-T)