Lettera P – iPost del cuore.

Poi dite che le donne son pesanti, che sono logorroiche. Che parlano tanto per dare aria alla bocca.
Io per esempio potrei tranquillamente stare un paio d’ore a parlare di tutto e di niente, di Beppe Grillo e della nuova copertina di Vanity Fair, di un telefilm o della lacca per capelli che sto usando, anche se non va mica tanto d’accordo con lo shampoo nel flacone rosa che ho comprato ieri al supermercato.
Eppure non credo di avere qualche superpotere. D’altronde, se vi è capitato di stare a tavola con una maggioranza di uomini, sapete benissimo che nell’80% dei casi il discorso è monopolizzato da una cosa: il calcio. E io contribuisco, eh. Ascolto e immagazzino le informazioni che mi saranno utili per sfottere il mio avversario alla prossima occasione, condendo il discorso con dettagli sul campionato 1998-99. Ma poi cambio argomento. Anche a costo di inventarmelo.

Quello che non mi è chiaro, di voi uomini, è la vostra prolissità a comando. Avete un pulsante dietro la schiena? Un ON-OFF-DEMO?
Ci sono giorni in cui, sulle cretinate, aprite i rubinetti e lasciate che le parole sgorghino come il Tevere quando è in piena (fate anche un ampio preambolo sulla messa in sicurezza degli argini del fiume, neanche faceste Alemanno di cognome). Che sia il riassunto di un film, un servizio del telegiornale, il resoconto di un libro, il racconto di un episodio successo in ufficio, non importa: ogni dettaglio è essenziale, pure la cravatta che indossava il corrispondente da Londra al Tg dell’una e mezza.

Ci sono altri giorni (pochi, ad onor del vero) in cui potreste mettere la stessa enfasi per fare una semplice riflessione ad alta voce sulla vita di coppia, o per esternare un paio di idee, o qualche complimento striminzito, da leggere fra le righe. Invece quei giorni – accipicchia – corrispondono sempre al vostro silenzio stampa. Che, ovviamente, comprende anche il non rispondere alle domande.

Ogni esemplare femminile (ok, sto esagerando.. diciamo almeno la maggioranza) è stato progettato per essere portatore sano di discorsi. Ciò significa che, di norma, sono le donne che conducono la discussione. Non dico che fanno da moderatore – anzi, talvolta sono proprio loro a dover essere moderate – ma che tentano di scavare e di tirare fuori quel che c’è di buono (o di cattivo) nel silenzio del loro partner.
A me succede spesso.
Mi correggo: a me succede sempre. Sto con uno che non è capace di stare in silenzio neanche mentre mangia: canticchia, ripete le parole, fa i versi, storpia le canzoni. Ha il bisogno fisico di riempire i vuoti con dei suoni, odia sentire il rimbombo dei rumori dentro una stanza vuota, non sopporta far riposare le orecchie. Eppure, quando litighiamo, devo sforzarmi e tirargli fuori le parole con le tenaglie, perché le sue labbra sono sigillate in uno stretto broncio che difficilmente riesco ad attenuare.

La soluzione, purtroppo, non c’è. Sono condannata a perdere la voce a colpi di monologhi.
A meno che io non mi decida a lasciargli degli spazi vuoti da riempire. E’ come se compilasse un modulo: deve solo ascoltare, capire, seguire il filo del discorso e inserire qualche dettaglio (possibilmente giusto) al momento giusto.
Si tratta del Metodo Del Prestampato. Un po’ autoritario, forse, ma ve l’assicuro efficace contro i silenzi.

Il segreto quindi è fargli completare i puntini, colmare gli spazi vuoti. Riempire i buchi.
Ricordategli di scrivere in stampatello.

– – –

Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma
Lettera C – Com’è possibile che prima […] ovvero, le amiche
Lettera D – Discussioni
Lettera E – Elucubrazioni mentali
Lettera F – Fiori
Lettera G – Galateo
Lettera H – Hard
Lettera I – Intimo
Lettera L – Love songs
Lettera M – Mi hai sbucciato le castagne
Lettera N – Non è come sembra!
Lettera O – Oroscopo