Settembre: quando il telecomando fa da calendario.

Stasera mi sono resa conto che è proprio ricominciato l’inverno.
Ma sì, perché ormai non siamo neanche più abituati a dire “autunno”: almeno dove abito io, o fa caldo (e fa tremendamente caldo) o fa freddo. E fa tremendamente freddo, la mattina, quando ci dimentichiamo il golfino e stiamo fuori con le maniche corte perché tanto siamo ai primi di settembre cosa vuoi mai?, che vorremmo metterci su il Woolrich e quasi quasi accendere pure il caminetto. Piove, e mettiamo via le infradito e la borsa della spiaggia. Riponiamo sull’attaccapanni all’ingresso lo spolverino, quello che a marzo fa tanto primavera ma che adesso fa soltanto tristezza.
Le scuole iniziano il 17, quindi ancora niente panico da traffico delle otto meno un quarto. Che a pensarci bene è positivo: la mattina riesco ad essere in ufficio comunque  in ritardo, ma con un ritardo accettabile.
Le ragazze iniziano a coprirsi, soprattutto quelle bruttine, e quelle che in questi mesi si sono ostinate a vestirsi con gli shorts lunghezza mutanda. Io voglio continuare a credere che li abbiano tirati fuori per sbaglio dal cassetto dei pigiami.
Gli uomini, dal canto loro, stanno per mettere nell’armadio tutte quelle camicie “da barca” con fantasie imbarazzanti, quei maglioncini traforati messi sulle spalle che fan molto film di Vanzina. Smetteranno di fare su e giù per il lungomare, quello stesso lungomare che han visto per decide d’anni, ciabattando con i mocassini ai piedi – riponete anche quelli, ve lo dico col cuore.

Il vero motivo per cui dico che è incominciato l’inverno però è un altro.
La scorsa settimana mentre preparavo il pranzo facendo zapping ho beccato una replica dei Cesaroni: niente di nuovo, perché è tutta estate che non danno mai letteralmente niente di nuovo. Pare che anche Don Matteo si sia rifiutato di investigare per l’ottavo anno consecutivo sul caso della signora morta dietro alla sua chiesa.
In questi giorni invece è ricominciato proprio tutto: Forum, La prova del cuoco, Mattino Cinque e Pomeriggio Cinque. Tutta salute, insomma.
Non ho avuto ancora il piacere di rivedere in tv la mia amica Barbara (salutiamo Barbara D’Urso che ci sta seguendo, ciao Barbara!) ma so per certo che la macchina del palinsesto si è messa in moto senza intoppi. La7 ha fatto i suoi spot per ingolosire tutti gli spettatori con la sua nuova campagna acquisti, manco fossimo al calciomercato.. E, a proposito, ghe da guardè ancura il fulbal?, ora che è ricominciata la Serie A tutte le domeniche sono monopolizzate, e chissenefrega se la nonna vuole vedere il giornale radio o Pippo Baudo.

Quando ero piccola il segnale che dovevo tornare a scuola di lì a poco non era, come sarebbe prevedibile, un calendario o il chiedere alla mamma “quanto manca?”, ma Miss Italia alla televisione.
Ora che sono grande, non ho perso l’abitudine di regolare il mio orologio biologico con la tv, e stasera ne ho avuto la prova. Guardarla camminare su e giù mi ha fatto piombare dritta dritta nell’inverno. La malinconia da “ritorno a scuola”, ebbene sì, mi è venuta con C’è posta per te.

Perché vi dico questo, vi chiederete. Semplice: questo Natale se siete a corto di idee regalo, optate per un calendario da parete, o per un orologio con la data sul display. Ne ho bisogno.