Lettera E – iPost del cuore.

Mi piacerebbe essere a Venezia, adesso.
Come saprete, questa è la settimana del Festival del Cinema e il Lido è invaso da attori, registi, critici. Ci volevo andare anche io, ma non come spettatrice.
Che..? Sì, ora mi spiego meglio.

Sono una ragazza, ho ventiquattro anni: se sono stati spesi male o bene è un discorso lungo e noioso, che in questa sede preferirei non discutere. Ventiquattro anni significano due cose: prima di tutto, che ho (facendo i dovuti scongiuri) buona parte della vita davanti, e due, che sono appena fuori da quel tunnel interminabile quale è l’adolescenza.
Ahimè ci passiamo tutti: solo un adolescente dice che nessuno lo capisce, che i suoi problemi sono diversi da quelli di chiunque altro.. Cazzate. Le questioni di fondo sono molto simili. Ce ne accorgeremmo se tirassimo fuori dagli scatoloni i nostri vecchi diari: fotografie, pagine ingiallite e polvere, kg di polvere, kg della stessa polvere e kg degli stessi problemi di tutti.

Quindi, ricapitoliamo, è facile: stessi diari, stessi occhiali fuori moda, stesse domande e stesse elucubrazioni mentali – sì, è questa la E dell’iPost di questa settimana.
Per i non addetti ai lavori, questo termine così fiabesco e letterario (per molti) ha un significato alla portata di tutti, oserei quasi dire alla mano. Elucubrazioni uguale pippe mentali.

Ce le facciamo tutti, grandi e piccini, mia nonna giusto qualche settimana fa mi ha confessato di perderci il sonno, a furia di pensare e preoccuparsi per i suoi figli ormai cinquantenni. Ci rimugina su, collega i dettagli che ha, crea storie improbabili nella sua testa.

Ecco perché vorrei partecipare al Festival del Cinema di Venezia.
Vorrei inaugurare una nuova categoria: i film mentali. O i film pippa, decidete voi.
Vorrei istituire un premio per coloro che passano le giornate a delineare i personaggi, ad architettare vendette, ad immaginarsi scene struggenti capaci di fare impallidire Beautiful. I dialoghi sarebbero fatti di sospiri, ci sarebbero lunghi piani sequenza con una musica dolce e malinconica, con qualche “E se poi lui..? E se mi sposto un po’ di lato non gli darò l’impressione sbagliata?”. “Se gliela do al primo appuntamento, sembro una facile?” – la risposta è no, no. Nonostante tutti i telefilm dicano il contrario.

E se gli rispondo al messaggio adesso, e non fra venti minuti, faccio male? E se non gli rispondessi? E se poi, dopo, mi telefona? Cosa gli dico? Anzi, e se poi non rispondo al messaggio né al telefono e lui viene a trovarmi sotto casa..? Non posso certo presentarmi così, devo farmi la doccia la ceretta il pediluvio la manicure la pedicure e le sopracciglia. E se crede che il messaggio non mi sia mai arrivato? E se poi invece non gliene frega niente?!

Raccolgo io le iscrizioni per aderire alla nuova categoria: ho già preso contatti con l’ufficio stampa del Festival e saranno ben contenti di ospitarci. Ci sono già un paio di nomination e c’è un leone d’oro pronto per la proclamazione del vincitore.
Almeno ci saremo fatti le pippe per qualcosa.

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Istruzioni per l’uso e lettera A 
Lettera B – Bello de mamma
Lettera C – Com’è possibile che prima […] ovvero, le amiche
Lettera D – Discussioni